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Confindustria Sardegna Centrale avverte sui costi di energia e trasporti

25 set
Tempo di lettura: 2 min

L’associazione del Nuorese e dell’Ogliastra chiede misure strutturali per tutelare competitività e lavoro.

L’aumento dei costi di energia e trasporto delle merci sta aggravando le condizioni operative delle imprese nella Sardegna centrale. Il presidente dell’associazione territoriale di Confindustria, Pierpaolo Milia, ha descritto il peso combinato del caro carburanti e dei costi legati al sistema europeo di scambio delle emissioni durante l’assemblea degli industriali del Nuorese e dell’Ogliastra. Il suo allarme riguarda in particolare un territorio che parte da condizioni strutturali più fragili.

Le spese per produrre e spedire riducono i margini delle aziende e incidono sulla capacità di competere con operatori di altre aree. Per le imprese insulari la logistica pesa sulle forniture in ingresso e sulla distribuzione dei prodotti in uscita. Quando gli aumenti non possono essere trasferiti interamente ai clienti, il costo viene assorbito dall’impresa; quando i prezzi finali salgono, il rischio è perdere quote di mercato. L’associazione sostiene che questi fattori possano diventare insostenibili nel breve e medio periodo.

Milia chiede un intervento della politica che superi le risposte occasionali. Il tema non è soltanto l’impatto immediato sulla bolletta: investimenti, occupazione e filiere locali risentono di condizioni che si ripetono nel tempo. Per questo l’associazione richiama la necessità di soluzioni strutturali sui costi e sugli svantaggi competitivi del territorio. Le dichiarazioni rappresentano la posizione di Confindustria Sardegna Centrale; il lancio non quantifica una perdita effettiva di posti di lavoro né presenta una stima nazionale.

Per valutare le misure saranno decisivi i dati su consumi energetici, flussi di trasporto e differenze di costo per settore. Le imprese del Nuorese e dell’Ogliastra operano in comparti diversi e risentono in modo differente dei rincari. Il messaggio comune è che l’esposizione contemporanea a energia e logistica restringe lo spazio per investire e mantenere la produzione sul territorio.

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