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Caso Epstein, Ghislaine Maxwell rompe il silenzio: nell’album per i 50 anni spunta il nome di Bill Clinton e si riaccendono i sospetti sui legami con l’élite

Il caso Epstein continua a gettare ombre sulla classe dirigente americana e su una fitta rete di relazioni che, a distanza di anni dalla morte del finanziere newyorkese, non smette di generare inquietudine. Ghislaine Maxwell, ex compagna e collaboratrice di Jeffrey Epstein, attualmente detenuta per traffico e abuso di minori, ha rotto il silenzio in modo indiretto attraverso un documento finora inedito: un album commemorativo redatto per il cinquantesimo compleanno di Epstein. Tra le dediche e gli auguri riservati al controverso miliardario spicca un nome di assoluto rilievo: quello dell’ex presidente americano Bill Clinton.


La presenza della dedica di Clinton nell’album, rivelata dal Wall Street Journal, ha riaperto una serie di interrogativi mai del tutto sopiti sui rapporti intercorsi tra l’ex presidente e il finanziere. Secondo quanto riportato, la lettera indirizzata a Epstein sarebbe stata redatta nel 2003 su carta intestata ufficiale, con toni calorosi e amichevoli. Non è chiaro se Clinton abbia scritto personalmente il messaggio o se sia stato redatto da un membro del suo staff. Alcuni elementi fanno pensare che sia stata proprio Ghislaine Maxwell a raccogliere e selezionare i messaggi destinati all’album celebrativo, compilato in un elegante volume rilegato in pelle.


Nello stesso album sarebbero presenti anche messaggi da parte di altre figure di rilievo, tra cui Donald Trump, che avrebbe inviato una cartolina provocatoria con una silhouette femminile, e il miliardario Leon Black, che avrebbe scritto un poema ambiguo dai toni sessualmente allusivi. L’esistenza di questo album arricchisce ulteriormente il quadro dei rapporti coltivati da Epstein con alcuni dei più influenti protagonisti del potere politico ed economico occidentale, in una rete di contatti che si estendeva ben oltre le mura delle sue lussuose residenze a Manhattan, Palm Beach e nella sua isola privata nei Caraibi.


Bill Clinton era già stato citato oltre cinquanta volte nei documenti giudiziari relativi al caso Epstein. Secondo quanto emerso in precedenza, avrebbe viaggiato più volte sul jet privato del finanziere, soprannominato “Lolita Express”, anche per partecipare a missioni umanitarie legate alla Clinton Foundation. Tuttavia, non è mai stato formalmente accusato di comportamenti illeciti, e il suo portavoce ha sempre dichiarato che la relazione con Epstein era stata esclusivamente professionale, precisando che i contatti si erano interrotti molti anni prima del primo arresto del finanziere nel 2006.


La diffusione dell’album coincide con una fase di rinnovato interesse da parte del Congresso degli Stati Uniti sulla rete di protezioni istituzionali di cui avrebbe goduto Epstein. Alcuni deputati repubblicani hanno chiesto l’audizione di Bill e Hillary Clinton per fare luce sui contatti intercorsi negli anni in cui l'attività criminale di Epstein era già oggetto di indagini. Parallelamente, lo stesso Congresso sta esaminando il ruolo svolto da alcuni funzionari dell’FBI e del Dipartimento di Giustizia, accusati di aver insabbiato o rallentato le inchieste.


Ghislaine Maxwell, condannata nel 2021 a vent’anni di carcere per aver favorito il traffico di minori organizzato da Epstein, non ha finora rilasciato dichiarazioni pubbliche dirette, ma alcuni suoi legali fanno sapere che sarebbe pronta a testimoniare davanti a una commissione parlamentare, chiedendo in cambio garanzie di protezione. Maxwell potrebbe rivelare i dettagli sui rapporti tra Epstein e molte figure di primo piano ancora oggi coinvolte in politica, economia e intrattenimento. Tra gli elementi potenzialmente rivelatori, la lista dei frequentatori abituali delle proprietà di Epstein e l’archivio fotografico sequestrato all’epoca dell’arresto.


La pubblicazione dell’album getta nuova luce su una stagione di rapporti opachi, in cui mondi apparentemente lontani come la finanza, la politica e lo spettacolo sembrano essere stati legati da connessioni sistematiche, alimentate dal potere attrattivo del denaro e dell’influenza. Clinton non è l’unico nome emerso tra i contatti di Epstein. Nelle oltre duemila pagine di documenti processuali desecretati all’inizio del 2024 erano apparsi anche riferimenti al principe Andrea d’Inghilterra, al regista Woody Allen, al fondatore di Microsoft Bill Gates, all’ex governatore del New Mexico Bill Richardson, all’avvocato Alan Dershowitz e all’ex primo ministro israeliano Ehud Barak.


Va precisato che la presenza dei nomi nei documenti non implica necessariamente il coinvolgimento in reati, ma testimonia il livello di estensione della rete di Epstein. Molti dei soggetti citati hanno negato ogni addebito, sostenendo di aver avuto contatti superficiali e circostanziati con il finanziere. In alcuni casi, le frequentazioni risalgono a epoche in cui le attività criminali di Epstein non erano ancora note o perseguite.


Il caso dell’album torna a porre in primo piano anche il ruolo giocato dai mezzi di informazione, accusati da più parti di aver sottovalutato per anni la pericolosità di Epstein e la gravità delle accuse a suo carico. Alcune testate, in particolare il Miami Herald, furono tra le prime a riaprire il caso dopo che un primo patteggiamento, nel 2008, aveva consentito a Epstein di evitare una condanna piena, scontando solo tredici mesi in regime agevolato. Quel patto giudiziario venne duramente criticato per la sua eccessiva clemenza e per il silenzio imposto alle vittime.


La presenza del nome di Clinton nell’album può non rappresentare una prova diretta di reati, ma dimostra quanto Epstein fosse capace di entrare in contatto con le figure più potenti del pianeta e di costruire una rete relazionale che lo ha probabilmente protetto per anni. Ghislaine Maxwell, da figura centrale dell’organizzazione, potrebbe essere in grado di svelare i retroscena di decenni di connivenze, silenzi e complicità. La sua disponibilità a parlare segna un potenziale spartiacque per le inchieste future. Il Congresso e l’opinione pubblica restano in attesa di scoprire se davvero emergeranno nuovi nomi e prove, o se il caso Epstein resterà uno dei più inquietanti misteri irrisolti del potere contemporaneo.

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