Campari, il piano di Hunt per rilanciare il gruppo: puntare sui marchi globali come Aperol e Courvoisier e dismettere i brand minori
- piscitellidaniel
- 10 nov
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Campari accelera la propria strategia di crescita internazionale con un piano industriale che segna una svolta nella gestione del portafoglio marchi. L’amministratore delegato, Bob Kunze-Concewitz, in tandem con il futuro CEO Matteo Fantacchiotti e con l’ex manager di Diageo, Simon Hunt, punta a consolidare la posizione del gruppo sui mercati premium globali, focalizzando investimenti e risorse sui brand a più alto potenziale. La nuova linea strategica prevede il rafforzamento dei marchi iconici come Aperol, Campari, Wild Turkey e Courvoisier, mentre circa trenta etichette minori saranno progressivamente dismesse o cedute. Una decisione che mira a rendere la struttura del gruppo più snella e competitiva, concentrando la crescita su prodotti con maggiore margine e riconoscibilità internazionale.
Il piano, presentato ai vertici finanziari del gruppo, nasce dall’esigenza di razionalizzare un portafoglio che negli anni si è ampliato in modo eterogeneo attraverso acquisizioni successive. L’obiettivo è creare un modello di business sostenibile e ad alto rendimento, capace di competere con i grandi player globali del settore spirits. L’attenzione sarà rivolta in particolare ai marchi premium e super-premium, in grado di intercettare la domanda crescente di qualità, autenticità e identità territoriale nei consumi internazionali. Aperol, il simbolo dell’espansione del gruppo, continuerà a essere il principale motore di crescita, forte della sua leadership nei mercati europei e dell’espansione negli Stati Uniti e in Asia.
Simon Hunt, che ha assunto un ruolo strategico nella definizione del piano, ha delineato un approccio manageriale più selettivo: meno marchi, ma più solidi, sostenuti da investimenti concentrati su comunicazione, distribuzione e innovazione di prodotto. Le cessioni previste riguarderanno etichette considerate marginali, con volumi ridotti o con limitata redditività, che non rientrano nella visione a lungo termine del gruppo. Questa operazione permetterà a Campari di liberare risorse per potenziare i segmenti a maggiore crescita, rafforzando la presenza nei canali premium e nel mercato dei cocktail a valore aggiunto, dove la competizione si gioca sull’immagine e sull’esperienza del brand più che sulla quantità.
Uno dei punti centrali del piano riguarda la valorizzazione di Courvoisier, il marchio di cognac acquisito nel 2023. Dopo l’integrazione nel portafoglio Campari, il gruppo intende rilanciare il brand come simbolo di lusso contemporaneo, puntando sui mercati asiatici e nordamericani, dove la domanda di distillati di alta gamma è in costante crescita. L’obiettivo è riportare Courvoisier a competere con i grandi nomi del cognac francese, attraverso un riposizionamento basato su qualità, storytelling e visibilità. Il marchio sarà al centro di una campagna globale che metterà in evidenza l’eredità artigianale e la storia del prodotto, ma con un linguaggio moderno e internazionale.
Aperol, dal canto suo, rimane il simbolo del successo di Campari nel mondo. Nato come aperitivo italiano e diventato un fenomeno globale, il marchio ha superato negli ultimi anni i 500 milioni di euro di vendite annuali, con una crescita trainata dalla diffusione dello “Spritz culture” a livello mondiale. Il gruppo prevede ulteriori investimenti in comunicazione e presenza nei mercati emergenti, con l’obiettivo di rafforzare la leadership nel segmento degli aperitivi a bassa gradazione alcolica. L’Italia continuerà a essere il centro della produzione e della promozione del marchio, ma le campagne globali punteranno su un posizionamento lifestyle legato al concetto di socialità mediterranea e convivialità.
Campari intende inoltre ampliare la propria rete di distribuzione diretta nei mercati strategici. Negli ultimi anni il gruppo ha adottato un modello di integrazione verticale che consente un maggiore controllo sul posizionamento dei prodotti e sui margini. La nuova strategia prevede l’espansione di questo modello in Nord America e Asia, dove il gruppo intende rafforzare la propria presenza logistica e commerciale. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dai distributori terzi e consolidare il valore del marchio attraverso un contatto diretto con i canali di vendita.
Dal punto di vista finanziario, il piano prevede un incremento degli investimenti in marketing e digitalizzazione, con una quota crescente destinata alle piattaforme di e-commerce e alle strategie di comunicazione mirate. Campari intende puntare su contenuti digitali e campagne immersive che rafforzino la percezione dei marchi di punta come simboli di lifestyle e di eccellenza italiana. In questo contesto, l’innovazione di prodotto giocherà un ruolo determinante: l’azienda sta studiando nuove formule di cocktail pronti da servire, prodotti analcolici e linee dedicate alla mixology di fascia alta, per intercettare le nuove tendenze del consumo responsabile e personalizzato.
Un elemento centrale della nuova visione è anche la sostenibilità, considerata un fattore competitivo strategico. Campari ha annunciato il potenziamento dei programmi di efficienza energetica nei propri stabilimenti e l’adozione di materiali riciclabili per il packaging. La società si è impegnata a ridurre del 30% le emissioni di CO₂ entro il 2030, in linea con gli obiettivi europei, e a investire nella filiera corta e nella tracciabilità delle materie prime. L’immagine dei marchi principali sarà dunque associata a valori di autenticità, trasparenza e rispetto per l’ambiente, elementi sempre più rilevanti per i consumatori globali.
L’approccio delineato da Hunt e dai vertici del gruppo mira a trasformare Campari in una multinazionale più agile, focalizzata sulla qualità e sull’eccellenza dei suoi brand più rappresentativi. Il piano di cessioni dei marchi minori e di valorizzazione di quelli globali si inserisce in una logica di lungo periodo, che guarda alla redditività sostenibile e alla solidità patrimoniale. L’Italia resterà il cuore produttivo e identitario del gruppo, ma la direzione strategica è chiaramente orientata a un’espansione internazionale selettiva, con l’obiettivo di consolidare la posizione di Campari come uno dei protagonisti assoluti del mercato mondiale degli spirits di fascia alta.

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