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Borse europee in rialzo con lo stop allo shutdown negli Stati Uniti: Milano supera quota 44.000 punti

Le borse europee hanno chiuso la seduta dell’11 novembre in territorio ampiamente positivo, sostenute dall’accordo raggiunto a Washington per evitare lo shutdown del governo federale statunitense. La notizia ha ridato fiducia agli investitori internazionali e riacceso il clima di ottimismo sui mercati del Vecchio Continente. Tra i principali listini, la Borsa di Milano si è distinta per solidità e performance, superando per la prima volta da oltre diciotto anni la soglia dei 44.000 punti, livello che non si vedeva dal maggio del 2007.


L’indice principale di Piazza Affari, il FTSE MIB, ha chiuso con un progresso di circa l’1,2 per cento, trainato dai titoli bancari e industriali. A contribuire alla spinta del mercato italiano sono stati soprattutto gli acquisti sulle grandi capitalizzazioni, accompagnati da volumi consistenti e da un miglioramento generale del sentiment europeo. Il superamento dei 44.000 punti rappresenta un segnale importante di fiducia sulla tenuta del sistema economico italiano, che negli ultimi mesi ha mostrato una resilienza superiore alle aspettative, nonostante il rallentamento del ciclo economico globale e le incertezze legate alle tensioni geopolitiche.


La notizia dello stop allo shutdown statunitense ha avuto un effetto immediato sui mercati internazionali. La paralisi del governo americano, che avrebbe comportato il blocco dei finanziamenti pubblici, era considerata un rischio significativo per l’economia globale. L’accordo raggiunto al Congresso ha evitato la sospensione delle attività federali e ha rafforzato la percezione di stabilità politica e finanziaria negli Stati Uniti, spingendo gli investitori a tornare verso gli asset più rischiosi.


L’effetto domino si è riflesso anche sui principali listini europei: Parigi ha registrato un rialzo di circa l’1,2 per cento, Madrid ha guadagnato l’1,3 per cento, Londra l’1,1 per cento e Amsterdam poco meno dell’1 per cento. Francoforte ha mostrato una crescita più contenuta ma comunque positiva, segno di un miglioramento generalizzato della fiducia. Gli operatori si attendono ora che la distensione oltreoceano possa favorire una stabilizzazione anche delle aspettative sui tassi di interesse, dopo mesi di forte volatilità e incertezza.


A Milano i settori più brillanti sono stati quelli del lusso, dell’energia e della finanza. Le azioni di Brunello Cucinelli hanno registrato un incremento superiore al 5 per cento, favorite dal buon andamento del comparto moda e dal rinnovato interesse degli investitori internazionali verso i marchi europei. Bene anche Stellantis, che ha guadagnato oltre il 4 per cento grazie alle prospettive di crescita nel mercato nordamericano e al rafforzamento delle strategie di elettrificazione. Nel comparto energetico Saipem ha chiuso in forte rialzo, beneficiando del recupero del prezzo del petrolio e della conferma di nuovi contratti in Medio Oriente.


Solido anche l’andamento dei titoli bancari, protagonisti di una seduta sostenuta dalle aspettative di nuovi margini di profitto e dalle previsioni di distribuzione di dividendi più elevati. Monte dei Paschi di Siena ha messo a segno un progresso vicino al 3 per cento, seguita da Bper e Banco BPM. In terreno positivo anche Intesa Sanpaolo e UniCredit, che continuano a beneficiare del contesto di tassi elevati e della buona qualità del credito.


Non sono mancati, tuttavia, alcuni ribassi. Il titolo Inwit ha ceduto oltre l’11 per cento a seguito di un giudizio negativo da parte di una grande banca d’investimento internazionale, che ha rivisto al ribasso le stime di crescita per i prossimi anni. Leggeri cali anche per Leonardo e Lottomatica, penalizzate da prese di beneficio dopo i forti rialzi delle settimane precedenti.


L’andamento delle borse europee si colloca in un quadro complessivo di maggiore ottimismo, ma anche di cautela. Negli Stati Uniti, nonostante il superamento dello shutdown, i listini tecnologici hanno mostrato una fase di debolezza, con il Nasdaq in calo di quasi un punto percentuale, appesantito dalle delusioni sui risultati trimestrali di alcune società del settore dei semiconduttori. Gli investitori stanno gradualmente spostando l’attenzione dai titoli tecnologici ad altri comparti più tradizionali, come energia, industria e finanza, ritenuti in grado di offrire margini di rendimento più stabili in un contesto economico ancora incerto.


Il rialzo dei listini europei e il rafforzamento dell’euro nei confronti del dollaro testimoniano una rinnovata fiducia nella tenuta dell’economia continentale, sostenuta anche dalle prospettive di un graduale allentamento delle politiche monetarie restrittive da parte della Banca centrale europea nei prossimi mesi. L’inflazione in calo e il raffreddamento dei prezzi dell’energia lasciano intravedere una possibile normalizzazione dei tassi, anche se gli analisti invitano alla prudenza, ricordando che la crescita resta fragile e che gli scenari geopolitici rimangono fonte di volatilità.


La seduta positiva dell’11 novembre conferma dunque un quadro di miglioramento generalizzato per i mercati finanziari europei, guidato dal recupero di fiducia e dall’allentamento delle tensioni internazionali. Milano, in particolare, ha consolidato la propria posizione come uno dei listini più dinamici d’Europa, beneficiando della forza dei titoli industriali, dell’automotive e del lusso, e segnando un nuovo massimo storico che segna un punto di svolta per la Borsa italiana dopo anni di progressiva ripresa.

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