Bill Gates accusa Elon Musk: "I tagli all'USAID stanno uccidendo i bambini più poveri del mondo"
- piscitellidaniel
- 8 mag
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L'8 maggio 2025, Bill Gates ha lanciato un'accusa diretta e senza precedenti contro Elon Musk, attribuendogli la responsabilità di una crisi umanitaria globale derivante dalla chiusura dell'agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID). Secondo Gates, la decisione di Musk, in qualità di capo del Dipartimento per l'Efficienza Governativa (DOGE) istituito dall'amministrazione Trump, ha causato l'interruzione di programmi vitali per la salute e la sopravvivenza di milioni di persone nei paesi più poveri.
In un'intervista al New York Times, Gates ha dichiarato: "Con la chiusura dell'USAID, Musk sta letteralmente uccidendo i bambini più poveri del mondo". Ha sottolineato come la sospensione degli aiuti abbia portato alla scadenza di forniture mediche essenziali e all'interruzione di programmi di prevenzione delle malattie, in particolare in regioni come la provincia di Gaza in Mozambico, dove sono stati cancellati i programmi per prevenire la trasmissione dell'HIV da madre a figlio.
Gates ha evidenziato che la chiusura dell'USAID è stata motivata da una confusione geografica: Musk avrebbe confuso la provincia di Gaza in Mozambico con la Striscia di Gaza in Palestina, associando erroneamente i programmi sanitari locali a operazioni di Hamas. Questa "ignoranza geografica", come l'ha definita Gates, ha avuto conseguenze devastanti per le popolazioni locali.
La chiusura dell'USAID ha comportato il licenziamento di oltre 5.600 dipendenti e la sospensione di numerosi programmi sanitari, educativi e di sviluppo in tutto il mondo. Secondo Gates, questa decisione potrebbe portare a un aumento della mortalità infantile globale da 5 a 6 milioni di decessi all'anno, annullando decenni di progressi nella lotta contro la povertà e le malattie.
In risposta a questa crisi, Gates ha annunciato l'intenzione di accelerare le attività filantropiche della sua fondazione, con l'obiettivo di donare 200 miliardi di dollari entro il 2045 e chiudere la Bill & Melinda Gates Foundation. Ha sottolineato l'urgenza di affrontare le sfide globali della salute e della povertà, criticando la mancanza di supporto governativo e l'inefficacia delle politiche attuali.
La chiusura dell'USAID è stata accompagnata da polemiche e critiche bipartisan. Alcuni senatori repubblicani hanno espresso preoccupazione per l'influenza crescente di Musk nel governo federale e per le decisioni unilaterali prese senza adeguata consultazione. La fusione dell'USAID con il Dipartimento di Stato, annunciata dal segretario di Stato Marco Rubio, è stata vista da molti come un tentativo di smantellare le istituzioni chiave dell'assistenza internazionale.
Elon Musk, da parte sua, ha giustificato la chiusura dell'USAID definendola un'organizzazione "criminale" e "irrecuperabile", accusandola di aver finanziato ricerche pericolose e di aver sprecato fondi pubblici. Tuttavia, queste affermazioni sono state contestate da numerosi esperti e organizzazioni internazionali, che hanno sottolineato l'importanza cruciale dell'USAID nella promozione della salute e dello sviluppo globale.
La controversia tra Gates e Musk mette in luce le profonde divergenze di visione sul ruolo degli Stati Uniti nell'assistenza internazionale e sulla responsabilità delle élite tecnologiche nelle questioni globali. Mentre Gates promuove un approccio filantropico e collaborativo, Musk sembra preferire una riduzione dell'intervento governativo e una maggiore enfasi sull'efficienza e l'innovazione tecnologica.
La comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione l'evolversi della situazione, temendo che la riduzione degli aiuti statunitensi possa avere ripercussioni devastanti per milioni di persone nei paesi in via di sviluppo. Organizzazioni umanitarie e governi stranieri stanno cercando di colmare il vuoto lasciato dall'USAID, ma le risorse disponibili sono limitate e le sfide enormi.
In questo contesto, l'appello di Gates per una maggiore responsabilità e solidarietà globale risuona con forza, evidenziando la necessità urgente di un impegno collettivo per affrontare le crisi umanitarie e promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo.

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