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BCE: prospettive economiche dell’Eurozona peggiorate a causa delle tensioni commerciali e dei dazi

La Banca Centrale Europea (BCE) ha recentemente evidenziato un deterioramento delle prospettive economiche dell'Eurozona, attribuendo tale peggioramento alle crescenti tensioni commerciali globali e all'imposizione di nuovi dazi, in particolare da parte degli Stati Uniti. Queste dinamiche hanno alimentato l'incertezza, influenzando negativamente la fiducia di imprese e consumatori e complicando il quadro macroeconomico dell'area euro.


Crescita economica sotto pressione

Nel primo trimestre del 2025, l'economia dell'Eurozona ha registrato una crescita dello 0,4%, superiore alle attese e in aumento rispetto allo 0,2% del trimestre precedente. Tuttavia, questo risultato positivo è stato in gran parte attribuito a fattori temporanei, come l'accumulo di scorte da parte delle imprese in previsione dei dazi statunitensi. Le prospettive per i prossimi mesi appaiono meno favorevoli, con la BCE che prevede una crescita dello 0,9% per l'intero anno, in calo rispetto alle stime precedenti. L'istituto ha sottolineato che l'incertezza legata alle politiche commerciali potrebbe ridurre gli investimenti e la spesa dei consumatori, rallentando ulteriormente l'economia. 


Inflazione e politica monetaria

L'inflazione nell'Eurozona si è mantenuta stabile al 2,2% ad aprile 2025, leggermente al di sopra dell'obiettivo del 2% della BCE. L'inflazione core, che esclude i prezzi di energia e alimenti, è aumentata al 2,7%, segnalando pressioni inflazionistiche sottostanti. Nonostante ciò, la BCE ha deciso di tagliare i tassi di interesse di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,25%, nel tentativo di sostenere l'economia in un contesto di crescente incertezza. La presidente Christine Lagarde ha dichiarato che l'impatto dei dazi sull'inflazione sarà più chiaro col tempo, ma ha riconosciuto che le tensioni commerciali rappresentano un rischio significativo per la stabilità dei prezzi. 


Effetti dei dazi statunitensi

L'amministrazione statunitense ha recentemente imposto dazi del 20% su una vasta gamma di prodotti europei, tra cui automobili, acciaio e alluminio. Queste misure protezionistiche hanno suscitato preoccupazioni tra i responsabili politici europei, che temono un impatto negativo sulle esportazioni e sull'occupazione. La BCE ha avvertito che tali dazi potrebbero ridurre la crescita del PIL dell'Eurozona e aumentare l'inflazione nel breve termine, complicando ulteriormente la gestione della politica monetaria. 


Reazioni dei mercati e prospettive future

I mercati finanziari hanno reagito con volatilità alle notizie sui dazi e alle dichiarazioni della BCE. I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona sono diminuiti, mentre l'euro ha mostrato una certa debolezza rispetto al dollaro. Gli investitori si aspettano ulteriori tagli dei tassi da parte della BCE nei prossimi mesi, con l'obiettivo di sostenere l'economia e mantenere l'inflazione vicino all'obiettivo. Tuttavia, l'efficacia di tali misure dipenderà in larga misura dall'evoluzione delle tensioni commerciali e dalla capacità delle autorità europee di rispondere in modo coordinato alle sfide economiche globali.

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