BCE, il taglio dei tassi di giugno potrebbe essere l’ultimo: tra inflazione in calo e incertezze globali, Francoforte valuta una pausa estiva
- piscitellidaniel
- 5 giu
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Il 5 giugno 2025, la Banca Centrale Europea (BCE) ha annunciato un nuovo taglio dei tassi d'interesse, riducendo il tasso sui depositi di 25 punti base, portandolo al 2%. Si tratta dell'ottavo taglio consecutivo in tredici mesi, un ciclo di allentamento monetario senza precedenti nell'ultimo decennio. Tuttavia, questo intervento potrebbe segnare una svolta: secondo molti analisti, la riunione di giugno potrebbe rappresentare l'ultimo taglio prima di una pausa estiva, con la BCE pronta a valutare l'evoluzione dell'economia e dell'inflazione prima di ulteriori mosse.
Inflazione in calo e tassi verso la neutralità
La decisione della BCE è stata sostenuta da dati macroeconomici che mostrano un rallentamento dell'inflazione nell'area euro. A maggio, l'inflazione si è attestata all'1,9%, rientrando nell'obiettivo del 2% fissato dalla BCE. In particolare, l'inflazione dei servizi è scesa dal 4% al 3,2%, mentre i salari negoziati hanno mostrato una moderazione, passando dal 4,1% al 2,4%. Anche l'inflazione core, che esclude energia e alimentari, è diminuita dal 2,7% al 2,3%. Questi segnali hanno rafforzato la convinzione che la politica monetaria stia raggiungendo un livello neutrale, ovvero né restrittivo né espansivo.
Prospettive di una pausa estiva
Nonostante il taglio di giugno, cresce il consenso tra gli economisti sulla possibilità di una pausa nel ciclo di allentamento monetario durante l'estate. Secondo un sondaggio Reuters, oltre il 70% degli analisti prevede che la BCE manterrà i tassi invariati nella riunione di luglio, per valutare l'impatto delle misure adottate e monitorare l'evoluzione dell'economia. Alcuni membri del Consiglio direttivo, come François Villeroy de Galhau, hanno sottolineato la necessità di un approccio prudente, evidenziando che la normalizzazione della politica monetaria non è ancora completa
Incertezze globali e rischi per l'economia
La decisione della BCE si inserisce in un contesto globale caratterizzato da crescenti incertezze. La guerra commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea, con l'imposizione di nuovi dazi da parte dell'amministrazione Trump, potrebbe avere effetti negativi sulla crescita economica e sull'inflazione. Inoltre, la BCE dovrà considerare l'impatto di fattori strutturali, come l'aumento della spesa per la difesa e la transizione verde, che potrebbero generare pressioni inflazionistiche nel medio termine.
Previsioni economiche riviste al ribasso
In concomitanza con la decisione sui tassi, la BCE ha aggiornato le sue previsioni economiche, rivedendo al ribasso le stime di crescita per il 2025, portandole dallo 0,9% allo 0,8%. Anche le proiezioni sull'inflazione sono state leggermente abbassate, con un'inflazione prevista al 2% per il 2025. Queste revisioni riflettono le preoccupazioni per l'impatto delle tensioni commerciali e delle incertezze geopolitiche sull'economia dell'area euro.
Verso una politica monetaria più flessibile
La presidente della BCE, Christine Lagarde, ha ribadito l'importanza di un approccio flessibile e dipendente dai dati, sottolineando che la BCE è pronta ad adattare la sua politica monetaria in base all'evoluzione dell'economia e dell'inflazione. Lagarde ha evidenziato che, sebbene l'inflazione sia in calo, permangono rischi al rialzo legati a fattori esterni e strutturali. Pertanto, la BCE manterrà un atteggiamento prudente, valutando attentamente la necessità di ulteriori interventi nei prossimi mesi.

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