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Banca Ifis chiude i nove mesi con un utile di 472,3 milioni e Illimity approva l’acconto dividendi 2025: il credito italiano consolida la redditività

Il sistema bancario italiano mostra segnali di solidità e redditività crescenti, come dimostrano i risultati diffusi da due importanti protagonisti del credito specializzato: Banca Ifis e Illimity Bank. La prima ha archiviato i primi nove mesi del 2025 con un utile netto di 472,3 milioni di euro, confermandosi tra gli istituti più performanti del segmento mid-size; la seconda, guidata da Corrado Passera, ha approvato la distribuzione dell’acconto sul dividendo 2025, una decisione che testimonia la robustezza patrimoniale e la capacità di generare valore stabile per gli azionisti. Entrambe le banche rappresentano modelli di business complementari ma accomunati da un approccio prudente, focalizzato su nicchie di mercato redditizie e su una gestione attenta del rischio.


Nel caso di Banca Ifis, l’utile dei nove mesi segna una crescita significativa rispetto ai risultati dell’anno precedente, sostenuta dal miglioramento del margine d’intermediazione e da un’attenta politica di controllo dei costi. L’istituto, specializzato nel finanziamento alle piccole e medie imprese e nella gestione dei crediti deteriorati, ha beneficiato del contesto di tassi di interesse ancora favorevoli, che hanno rafforzato la redditività del portafoglio crediti performing. Al tempo stesso, la gestione dei portafogli NPL ha continuato a garantire flussi di cassa costanti, grazie a un’efficace strategia di recupero e a una progressiva digitalizzazione dei processi di collection.


I risultati confermano la bontà del piano industriale di Banca Ifis, orientato a una crescita equilibrata e sostenibile. La banca, presieduta da Ernesto Fürstenberg Fassio, ha proseguito il percorso di consolidamento del proprio posizionamento nel mercato dei crediti specializzati, combinando attività di factoring, leasing e gestione di portafogli deteriorati. L’indice di solidità patrimoniale (CET1 ratio) si mantiene su livelli ampiamente superiori ai requisiti regolamentari, a conferma della solidità della struttura finanziaria. L’efficienza operativa, misurata dal cost/income ratio, ha registrato un ulteriore miglioramento, segno della capacità dell’istituto di generare margini in un contesto di mercato complesso e competitivo.


Particolarmente rilevante è anche la performance sul fronte della qualità del credito. Il tasso di deterioramento netto dei prestiti alle imprese resta contenuto, sostenuto da una politica di erogazione prudente e da una gestione proattiva dei rapporti con la clientela. L’attenzione alla sostenibilità e al supporto del tessuto produttivo italiano rimane un pilastro della strategia di Banca Ifis, che continua a finanziare investimenti in innovazione, transizione energetica e digitalizzazione delle PMI. Parallelamente, la divisione dedicata ai crediti NPL continua a rappresentare una fonte stabile di reddito, alimentata da un portafoglio di oltre 20 miliardi di euro in gestione.


Sul fronte opposto del panorama creditizio, Illimity Bank ha confermato la propria traiettoria di crescita annunciando il via libera all’acconto sul dividendo per l’esercizio 2025. La decisione è stata approvata dal Consiglio di amministrazione a seguito dei risultati positivi conseguiti nel corso dell’anno, con una redditività in aumento e un coefficiente di capitale primario superiore al 15%. Il pagamento anticipato del dividendo rappresenta un segnale di fiducia verso gli investitori e il mercato, e consolida la politica di remunerazione progressiva adottata da Illimity negli ultimi anni.


La banca fondata da Corrado Passera continua a distinguersi per un modello operativo innovativo, che integra attività di credito alle imprese, gestione di crediti distressed e una piattaforma digitale avanzata. La crescita del portafoglio performing, unita al recupero dei crediti deteriorati acquisiti negli anni precedenti, ha sostenuto la redditività e migliorato la qualità complessiva degli attivi. L’istituto prosegue inoltre il rafforzamento delle sinergie tra le divisioni di business, con l’obiettivo di ampliare la base clienti e sviluppare nuovi prodotti ad alto valore aggiunto.


La decisione di distribuire un acconto sui dividendi si inserisce in un quadro di stabilità finanziaria e di solida patrimonializzazione. Illimity dispone di una posizione di liquidità elevata e di un profilo di rischio contenuto, elementi che le consentono di affrontare con flessibilità le evoluzioni del mercato creditizio. La banca, attiva anche nel settore fintech attraverso partnership e iniziative di open banking, mira a consolidare la propria presenza nel segmento delle imprese di medie dimensioni, dove vede ampi margini di crescita in termini di credito specializzato e soluzioni digitali integrate.


Nel complesso, i risultati di Banca Ifis e Illimity testimoniano la resilienza del sistema bancario italiano di fronte a un contesto macroeconomico in evoluzione. L’aumento dei tassi d’interesse, che nel 2023 e 2024 aveva rappresentato un fattore di vantaggio per i margini di interesse, si sta progressivamente stabilizzando, ma le banche italiane stanno mostrando una capacità crescente di adattamento, puntando sulla diversificazione delle fonti di reddito e sull’innovazione tecnologica. Entrambi gli istituti, pur operando in segmenti diversi, condividono una visione orientata alla specializzazione e all’efficienza, con un’attenzione particolare alla sostenibilità economica e al supporto dell’economia reale.


Il rafforzamento dei bilanci e la capacità di generare utili consistenti confermano che il credito specializzato rappresenta uno dei pilastri più solidi del sistema bancario nazionale. L’approccio prudente, l’attenzione alla gestione del rischio e la focalizzazione su segmenti produttivi ad alta marginalità si stanno rivelando strategie vincenti. Banca Ifis e Illimity, pur con modelli diversi, incarnano la nuova generazione di banche italiane capaci di coniugare redditività, innovazione e responsabilità finanziaria, in linea con le trasformazioni del mercato e le esigenze delle imprese.

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