Attacco russo senza precedenti su Kyiv dopo la telefonata Trump-Putin: oltre 550 droni e missili devastano la capitale ucraina
- piscitellidaniel
- 4 lug
- Tempo di lettura: 4 min
Nelle prime ore del 4 luglio, Kyiv è stata colpita dal più violento attacco russo dall’inizio dell’invasione del 2022. In un arco temporale di poche ore, le forze armate della Federazione Russa hanno lanciato 539 droni kamikaze e 11 missili balistici e da crociera contro la capitale ucraina. Il bilancio provvisorio parla di almeno un morto e 26 feriti, con danni estesi a edifici residenziali, scuole, strutture sanitarie e infrastrutture pubbliche in sei dei dieci distretti cittadini.
Secondo le autorità ucraine, l’attacco è iniziato intorno alle 3 del mattino e si è protratto per oltre quattro ore. I sistemi di difesa aerea di Kyiv hanno intercettato e abbattuto la maggior parte dei velivoli e dei missili, ma alcuni hanno comunque colpito i loro obiettivi, causando esplosioni che hanno scosso interi quartieri. Alcuni frammenti hanno incendiato palazzi civili, causando evacuazioni di emergenza e scene di panico tra i residenti. Diversi ospedali sono stati costretti a operare in modalità d’emergenza, con i generatori attivati per far fronte alla mancanza di elettricità in diverse zone.
L’evento ha assunto una risonanza ancora maggiore perché avvenuto poche ore dopo una telefonata tra Vladimir Putin e Donald Trump. L’ex presidente statunitense, attualmente candidato alle elezioni di novembre, ha rivelato di aver contattato il presidente russo per discutere della guerra in corso, ma ha ammesso che la conversazione è stata deludente e che non ha riscontrato alcuna volontà da parte di Mosca di negoziare una fine del conflitto. La coincidenza temporale tra la telefonata e l’attacco ha scatenato una bufera politica negli Stati Uniti e in Europa, alimentando l’ipotesi che il Cremlino abbia voluto lanciare un messaggio di forza, non solo all’Ucraina, ma anche al fronte occidentale.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un videomessaggio diffuso poche ore dopo, ha parlato di “atto deliberato di terrore” e ha chiesto ancora una volta il rafforzamento immediato della difesa aerea del Paese. Zelensky ha sottolineato che l’Ucraina è ormai sottoposta a un’intensificazione sistematica degli attacchi russi, con una frequenza e una portata tali da compromettere seriamente la capacità di reazione delle forze di difesa. Ha inoltre ribadito che la sospensione degli aiuti militari americani nelle scorse settimane ha lasciato ampie zone del Paese esposte e vulnerabili.
Il consigliere presidenziale Mykhailo Podolyak ha dichiarato che l’attacco su Kyiv è stato pianificato per colpire non solo obiettivi fisici, ma anche il morale della popolazione, e per mostrare che la Russia può ancora colpire nel cuore della capitale con mezzi massicci. Secondo Podolyak, si è trattato di una dimostrazione di forza diretta anche agli Stati Uniti, nel pieno della campagna elettorale, e un chiaro tentativo di influenzare le dinamiche internazionali a favore del Cremlino.
L’Unione europea, attraverso la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e l’Alto rappresentante Josep Borrell, ha condannato duramente l’attacco, definendolo una palese violazione del diritto internazionale e un crimine contro la popolazione civile. Berlino e Parigi hanno chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, mentre da Washington è arrivato un comunicato della Casa Bianca che, pur non menzionando direttamente la telefonata tra Trump e Putin, ha riaffermato il sostegno “incrollabile” degli Stati Uniti all’Ucraina.
Sul terreno, la situazione resta critica anche nelle regioni orientali del Paese, dove i bombardamenti russi continuano con intensità crescente, in particolare nel Donetsk e nella regione di Kharkiv. La controffensiva ucraina, rallentata dalla scarsità di munizioni e dalla difficoltà logistica, non è riuscita finora a contenere l’avanzata russa in alcune aree chiave. Secondo fonti del Ministero della Difesa ucraino, gli attacchi missilistici sono parte di una strategia più ampia volta a fiaccare la resistenza del Paese e a generare un clima di instabilità anche a livello politico.
Mentre a Kyiv si contano i danni e si curano i feriti, cresce l’ansia per una nuova possibile ondata di attacchi. I servizi di intelligence ucraini avvertono che il modello operativo seguito dalla Russia negli ultimi mesi prevede cicli regolari di attacchi intensivi, spesso coordinati con azioni di guerra elettronica e cyberattacchi contro le infrastrutture critiche. Il governo ha rafforzato il livello di allerta in tutto il Paese, ordinando la massima vigilanza soprattutto nelle aree urbane e nei nodi strategici.
Il simbolismo della data dell’attacco – 4 luglio, festa dell’Indipendenza negli Stati Uniti – non è sfuggito agli osservatori internazionali. Secondo molti analisti, Putin avrebbe deliberatamente scelto questo giorno per inviare un segnale chiaro agli Stati Uniti e testare la determinazione dell’Occidente. Sul piano diplomatico, l’episodio potrebbe accelerare le decisioni europee sul nuovo pacchetto di aiuti militari e finanziari promesso all’Ucraina nelle ultime settimane, ancora in attesa di approvazione definitiva.
L’intensificazione dell’aggressione russa e la fragilità degli equilibri internazionali confermano la centralità del conflitto ucraino nel contesto geopolitico globale. Gli sviluppi delle prossime ore saranno cruciali per capire se la comunità internazionale sarà in grado di reagire in modo compatto o se il fronte occidentale continuerà a mostrare divisioni che Mosca potrebbe sfruttare per proseguire la sua offensiva. Nel frattempo, a Kyiv si scava tra le macerie, mentre milioni di ucraini si preparano a resistere a un’altra notte di allarme aereo.

Commenti