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Approvato il disegno di legge per l’agricoltura da un miliardo: le misure annunciate da Lollobrigida per sostenere il comparto strategico

Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo disegno di legge in materia agricola, presentato dal ministro Francesco Lollobrigida, che prevede uno stanziamento complessivo di un miliardo di euro. Il provvedimento punta a rafforzare il comparto agricolo italiano con un pacchetto organico di misure che spaziano dal sostegno agli investimenti fino alla difesa della produzione nazionale, promuovendo al contempo l’innovazione, la sostenibilità e la sicurezza alimentare.


Secondo quanto annunciato dal ministro, il ddl si propone di “valorizzare e difendere il made in Italy agricolo”, contrastando la concorrenza sleale, promuovendo le filiere corte e premiando chi produce nel rispetto delle regole. Il testo è articolato in oltre trenta articoli e interessa direttamente l’intero sistema agroalimentare nazionale, con un impatto previsto su migliaia di imprese e operatori del settore.


Uno dei pilastri del provvedimento è la destinazione di risorse alle imprese agricole per il rafforzamento della loro competitività. Vengono previsti contributi a fondo perduto e crediti d’imposta per l’ammodernamento dei macchinari, l’adozione di tecnologie digitali, la transizione ecologica dei processi produttivi e l’efficienza energetica. Le piccole e medie aziende saranno prioritarie nell’assegnazione dei fondi, così come i progetti presentati da giovani agricoltori e imprese condotte da donne.


Una particolare attenzione è riservata alla sicurezza alimentare. Tra le misure introdotte vi è l’istituzione di un sistema di tracciabilità e di etichettatura dei prodotti, volto a garantire maggiore trasparenza al consumatore e a tutelare l’origine italiana delle materie prime. Sarà rafforzato il contrasto all’agropirateria e alle pratiche commerciali sleali, grazie a un potenziamento dei controlli da parte dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi (ICQRF) e l’adozione di nuove tecnologie per il monitoraggio.


Il disegno di legge prevede anche l’introduzione di norme per la tutela delle terre agricole e del paesaggio rurale. In particolare, si punta a limitare il consumo di suolo, incentivare il recupero dei terreni incolti e contrastare il fenomeno dell’abbandono delle aree interne, favorendo l’insediamento di nuove attività produttive agricole. Un ruolo centrale sarà assegnato agli enti locali, che potranno accedere a fondi per la riqualificazione del patrimonio rurale e per la creazione di infrastrutture a servizio dell’agricoltura.


Tra gli altri interventi inclusi nel ddl vi è la semplificazione amministrativa per l’accesso ai finanziamenti pubblici, l’adozione di procedure accelerate per le autorizzazioni e la riduzione degli oneri burocratici per le imprese agricole. Il governo intende così ridurre il divario tra gli strumenti messi a disposizione e la loro effettiva fruibilità da parte degli operatori del settore, che spesso si trovano in difficoltà a causa della complessità normativa.


Un capitolo specifico è dedicato alla filiera del grano duro e dei cereali, con misure per sostenere la produzione nazionale e ridurre la dipendenza dalle importazioni. È previsto un contributo per ettaro coltivato, oltre a fondi per la costituzione di contratti di filiera tra produttori, trasformatori e distributori. In quest’ottica, viene incentivato anche l’uso di sementi certificate italiane, in funzione di una maggiore autonomia strategica del Paese.


Il provvedimento punta inoltre a promuovere la multifunzionalità dell’agricoltura, sostenendo l’agriturismo, le fattorie didattiche, la trasformazione diretta dei prodotti e le pratiche di economia circolare. In quest’ambito, sono previsti incentivi per l’installazione di impianti fotovoltaici sui fabbricati rurali e per il recupero degli scarti agricoli ai fini energetici.


Particolare rilevanza assume anche il tema della formazione e della ricerca. Il ddl prevede fondi per il rafforzamento degli istituti tecnici agrari, il sostegno alla formazione continua degli imprenditori agricoli e il finanziamento di progetti di ricerca applicata nelle università e nei centri pubblici, in collaborazione con le imprese. L’obiettivo è favorire il trasferimento tecnologico e l’adozione di pratiche agricole più efficienti, resilienti e sostenibili.


Un’altra novità è la creazione dell’Albo nazionale delle imprese agricole sostenibili, cui potranno iscriversi le aziende che rispettano determinati criteri ambientali, sociali e di qualità produttiva. L’iscrizione comporterà vantaggi nell’accesso ai finanziamenti e nei rapporti con la pubblica amministrazione. Inoltre, saranno premiate le imprese che adottano modelli di economia circolare, agricoltura biologica e rigenerativa.


Il disegno di legge prevede anche interventi per l’agricoltura nelle aree colpite da calamità naturali o eventi climatici estremi. Saranno istituiti fondi specifici per il ristoro dei danni e la ricostituzione del potenziale produttivo, oltre alla promozione di assicurazioni agevolate per la gestione del rischio.


Lollobrigida ha sottolineato che il provvedimento si integra con le risorse già previste dal PNRR e dai fondi europei della PAC, e costituisce una cornice normativa che consente di programmare investimenti di lungo periodo. Il ministro ha definito il ddl come “una riforma strutturale che mette l’agricoltura al centro dello sviluppo economico e sociale del Paese”, e ha auspicato una rapida approvazione parlamentare.


Il governo intende avviare nelle prossime settimane un confronto con le associazioni di categoria, le Regioni e gli enti locali per perfezionare il testo prima dell’esame parlamentare. Il disegno di legge rappresenta una delle iniziative legislative più ampie degli ultimi anni in ambito agricolo, e segna un tentativo di risposta strutturale a un settore che ha sofferto negli ultimi anni per instabilità dei prezzi, crisi climatiche, concorrenza internazionale e difficoltà generazionali.

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