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AliExpress sotto accusa dalla Commissione UE: violata la legge europea sui servizi digitali, scattano controlli e sanzioni

AliExpress, la piattaforma globale di commercio elettronico appartenente al gruppo cinese Alibaba, è finita nel mirino della Commissione Europea per violazioni sistemiche del Digital Services Act (DSA), la nuova normativa europea sui servizi digitali in vigore dal febbraio 2024. La segnalazione ufficiale da parte di Bruxelles riguarda la presunta inosservanza di obblighi fondamentali previsti per le Very Large Online Platforms (VLOP), ovvero quelle piattaforme con più di 45 milioni di utenti attivi mensili in Europa. Secondo quanto emerso, AliExpress non avrebbe messo in atto misure adeguate per impedire la vendita di prodotti illegali, proteggere i minori e garantire trasparenza nella pubblicità e nella raccomandazione algoritmica dei contenuti.


L’indagine condotta dalla Commissione, aperta a marzo 2024, ha portato all’adozione di una decisione formale il 17 giugno 2025. Bruxelles accusa AliExpress di non aver vigilato efficacemente sui contenuti presenti sulla piattaforma, consentendo la proliferazione di articoli vietati o potenzialmente pericolosi per i consumatori europei. Tra i prodotti finiti sotto osservazione figurano farmaci non autorizzati, dispositivi elettronici non conformi alle normative CE, gadget contenenti sostanze tossiche, ma anche articoli pornografici accessibili ai minori, segno di una totale inefficienza dei sistemi di moderazione automatica e manuale.


Secondo la vicepresidente della Commissione, Margrethe Vestager, l’azienda ha dimostrato “una chiara incapacità o una deliberata omissione nell’adottare misure adeguate a tutela della salute, della sicurezza e dei diritti degli utenti europei”. In base all’articolo 74 del DSA, la Commissione può adottare impegni legalmente vincolanti per costringere le piattaforme a rientrare nella legalità, ma in caso di mancato rispetto sono previste multe fino al 6% del fatturato annuo globale. Per un colosso come Alibaba, ciò si tradurrebbe in sanzioni che potrebbero raggiungere miliardi di euro.


AliExpress ha cercato di evitare il peggio presentando un piano di impegni correttivi che la Commissione ha accettato e trasformato in obblighi vincolanti. Il pacchetto prevede una serie di interventi urgenti e strutturali. Innanzitutto, la piattaforma dovrà potenziare i propri sistemi di rilevamento e rimozione dei contenuti illegali, attraverso strumenti algoritmici più sofisticati e l’assunzione di moderatori europei specializzati. In secondo luogo, AliExpress sarà obbligata a migliorare la tracciabilità dei venditori, verificando l’identità e la conformità normativa dei fornitori presenti sul portale. Ciò significa che ogni venditore dovrà fornire informazioni dettagliate su sede, registrazione fiscale, e tipo di merce offerta.


Particolare attenzione è richiesta per i meccanismi di pubblicità personalizzata e raccomandazione algoritmica dei prodotti. L’Unione Europea ha imposto alla piattaforma di rendere espliciti i criteri utilizzati per promuovere o suggerire determinati articoli, e di fornire all’utente la possibilità di disattivare la profilazione commerciale. In parallelo, dovrà essere messo a punto un sistema accessibile per la segnalazione e il reclamo da parte degli utenti, in conformità con il diritto di ricorso previsto dalla normativa. Il tutto sarà monitorato da un team di supervisione istituito presso la Commissione e da auditor indipendenti incaricati di valutare la reale implementazione degli impegni presi.


Il caso AliExpress è emblematico del nuovo corso intrapreso dall’Europa in tema di regolazione del digitale. Con l’introduzione del DSA, le istituzioni comunitarie hanno tracciato un solco profondo con il passato, imponendo alle piattaforme non solo la responsabilità dei contenuti ospitati, ma anche quella proattiva di prevenirne la diffusione. Non si tratta più solo di rispondere a segnalazioni o rimuovere contenuti su richiesta, ma di mettere in campo sistemi interni in grado di anticipare i rischi e bloccare in automatico comportamenti illeciti. È una rivoluzione concettuale e operativa che punta a tutelare la sicurezza dei consumatori europei, promuovere una concorrenza leale e garantire la trasparenza delle pratiche commerciali.


Nel contesto geopolitico attuale, l’intervento contro AliExpress assume anche un valore simbolico. La crescita esponenziale delle piattaforme di e-commerce cinesi – basti pensare a Temu, Shein o la stessa Alibaba – ha creato squilibri strutturali nel mercato europeo, con milioni di prodotti venduti a basso costo, spesso fuori da ogni controllo fiscale o qualitativo. Bruxelles ha più volte sollevato il problema della concorrenza sleale, degli standard ambientali non rispettati, e dell’assenza di reciprocità commerciale con Pechino. L’azione contro AliExpress viene letta come una risposta politica oltre che giuridica, in difesa del consumatore europeo e delle imprese europee soffocate dalla deregulation globale.


Il commissario al Mercato interno Thierry Breton ha ribadito che “nessuna piattaforma, anche se extra-UE, può operare nel mercato europeo senza rispettare le regole comuni”. Un principio che sarà applicato anche ad altre grandi piattaforme digitali, incluse quelle americane. Meta, Amazon, Google e TikTok sono già oggetto di vigilanza rafforzata, e altre sanzioni sono attese nei prossimi mesi. La Commissione ha annunciato che nei prossimi due anni saranno eseguiti stress test regolari sulle principali piattaforme, con controlli in loco, audit tecnici e ispezioni a sorpresa.


La vicenda AliExpress rappresenta, in definitiva, un banco di prova per l’effettiva applicazione del Digital Services Act. L’Unione Europea intende dimostrare che le proprie regole non sono solo enunciazioni di principio, ma strumenti dotati di forza coercitiva. Il futuro del mercato digitale europeo sarà sempre più modellato da questi interventi normativi, che mirano a ristabilire un equilibrio tra libertà di impresa e tutela dell’interesse pubblico, in un ecosistema digitale in rapida e spesso incontrollata espansione.

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