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Air India riduce del 15% la flotta widebody sui voli internazionali: verifiche sui Boeing dopo l’incidente di Ahmedabad

Air India ha annunciato la riduzione del 15% dei propri voli internazionali operati con aerei widebody a seguito dell’incidente avvenuto il 20 giugno nei pressi dell’aeroporto di Ahmedabad. La misura è stata decisa come risposta immediata al disastro che ha coinvolto un Boeing 787 Dreamliner della compagnia, precipitosamente caduto in fase di decollo e costato la vita a tutti i 232 occupanti e a oltre 30 persone a terra. La compagnia ha avviato un programma straordinario di controlli sulla propria flotta a lungo raggio, in particolare sulla serie 787 e sulla flotta 777, per garantire la piena sicurezza operativa dei voli intercontinentali.


La decisione comporta un taglio temporaneo delle rotte a lungo raggio operate dai grandi aerei a doppio corridoio. Air India dispone attualmente di 27 Boeing 787 e di 16 Boeing 777 in flotta. Di questi, sette Dreamliner risultano già sottoposti a ispezioni tecniche approfondite e temporaneamente rimossi dal servizio, in attesa dell'esito delle verifiche. I controlli si estendono ora anche ad altri modelli widebody, compresi i 777, al fine di escludere rischi sistemici legati a componenti critici di bordo, in particolare ai sistemi di alimentazione ausiliaria e al software di gestione automatica del volo.


L’incidente del volo AI171 ha riportato l’attenzione sulla sicurezza delle operazioni di volo nell’area asiatica e ha avuto un forte impatto sull’opinione pubblica indiana. L’aereo coinvolto, un Boeing 787-8 registrato come VT-ANB, era decollato dall’aeroporto Sardar Vallabhbhai Patel di Ahmedabad con destinazione Londra Heathrow. Pochi secondi dopo il decollo, secondo fonti investigative, il velivolo ha iniziato una rapida perdita di quota, terminando la propria corsa su un edificio residenziale nei pressi dell’aerostazione. Le immagini registrate da alcune telecamere di sorveglianza hanno mostrato che il carrello d’atterraggio non era stato retratto, il che fa ipotizzare un guasto a uno dei sistemi fondamentali durante la fase di salita.


Le indagini sono condotte congiuntamente dall’autorità per l’aviazione civile indiana (DGCA), dalla compagnia costruttrice Boeing e dal National Transportation Safety Board americano (NTSB), con la collaborazione dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA). Le prime verifiche si stanno concentrando sui dati estratti dal Flight Data Recorder e dal Cockpit Voice Recorder, già recuperati dal luogo dell’incidente e in fase di analisi tecnica. È emerso che i motori General Electric GEnx-1B del velivolo erano stati sottoposti a manutenzione regolare e che l’aereo, sebbene in servizio da oltre dieci anni, non presentava precedenti di guasti gravi.


Il presidente di Air India, Campbell Wilson, ha dichiarato in una nota che la compagnia ha deciso di intervenire immediatamente sulla programmazione dei voli per garantire il massimo livello di sicurezza a passeggeri e personale. I passeggeri coinvolti nelle cancellazioni o modifiche riceveranno rimborsi integrali o potranno riprenotare il proprio viaggio su tratte alternative. L’azienda ha attivato una task force per monitorare la gestione degli slot negli scali internazionali più coinvolti dalla riduzione temporanea delle operazioni, come Londra, New York, Toronto e Sydney.


Nel frattempo, crescono le preoccupazioni anche sul fronte geopolitico. Parte delle rotte internazionali operate da Air India attraversano spazi aerei oggi soggetti a restrizioni o inasprimenti a causa di conflitti in Medio Oriente, in particolare nello spazio aereo iraniano e nelle aree contese del Mar Rosso. Questi fattori hanno ulteriormente spinto la compagnia a ridisegnare temporaneamente il proprio network di lungo raggio, in attesa di condizioni operative più stabili e dell’esito delle verifiche tecniche.


L’incidente avviene in un momento particolarmente delicato per Air India, che sta affrontando un processo di profonda trasformazione industriale dopo l’acquisizione da parte del gruppo Tata. Il piano di rilancio della compagnia, presentato nel 2023, prevede l’acquisto di oltre 470 nuovi aeromobili da Boeing e Airbus, con l’obiettivo di modernizzare l’intera flotta entro il 2027. Tuttavia, la tragedia di Ahmedabad potrebbe rallentare alcune tappe del piano, imponendo un maggiore rigore nei protocolli di sicurezza e nei processi di certificazione delle nuove unità in ingresso.


A seguito dell’incidente, le autorità indiane hanno disposto anche una revisione dei protocolli di addestramento dei piloti e della formazione tecnica del personale di terra. Particolare attenzione è stata posta sulle checklist di decollo e sulle procedure di risposta alle emergenze. Inoltre, sono stati intensificati i controlli incrociati tra le unità di manutenzione della compagnia e i fornitori di componenti critici, in primis i costruttori di motori e impianti idraulici.


L’interruzione del 15% delle operazioni sui voli widebody potrebbe rappresentare un duro colpo per la compagnia in un momento di forte ripresa del traffico aereo globale. Nei primi cinque mesi del 2025, Air India aveva registrato una crescita del 22% dei passeggeri sulle rotte internazionali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La sospensione parziale impatterà probabilmente sulle performance del secondo trimestre e costringerà l’azienda a un’ulteriore razionalizzazione delle risorse. Nonostante ciò, gli analisti ritengono che la tempestività della risposta aziendale e la trasparenza nelle comunicazioni possano rafforzare, nel medio periodo, la fiducia dei passeggeri e la credibilità della compagnia agli occhi delle autorità internazionali del settore.


Le operazioni di verifica proseguiranno fino a metà luglio, quando sarà completata la prima fase delle ispezioni straordinarie. A quel punto Air India valuterà la possibilità di reintrodurre progressivamente gli aerei rimossi temporaneamente dal servizio. Restano sotto osservazione anche i futuri ordini di nuovi velivoli a lungo raggio, che dovranno rispettare parametri di sicurezza ancora più stringenti. In questo scenario, l’impatto dell’incidente si estende oltre il singolo evento, costringendo la compagnia a un ripensamento strutturale della propria operatività su scala globale.

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