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Afghanistan colpito da un devastante terremoto: oltre 250 morti e almeno 500 feriti, si aggrava la crisi umanitaria

Un violento terremoto ha colpito l’Afghanistan, causando una tragedia umanitaria di proporzioni drammatiche. Secondo le autorità locali e le agenzie umanitarie internazionali, il sisma ha provocato almeno 250 vittime e più di 500 feriti. L’epicentro del sisma si è localizzato nella zona occidentale del Paese, un’area già segnata da instabilità politica, povertà estrema e condizioni climatiche avverse.


La scossa principale ha avuto una magnitudo superiore al 6 sulla scala Richter ed è stata avvertita in un’ampia area, comprese le province di Herat, Badghis e Farah. I danni sono ingenti soprattutto nei villaggi rurali, dove le abitazioni in fango e pietra non hanno retto alla forza del sisma. Molti edifici si sono letteralmente sbriciolati, seppellendo decine di famiglie sotto le macerie. Le operazioni di soccorso sono ostacolate dalla mancanza di mezzi, dall’inadeguatezza delle infrastrutture e dalle difficoltà di accesso ai centri colpiti.


Le prime immagini giunte dai villaggi mostrano scene di distruzione totale. Bambini estratti vivi da cumuli di detriti, anziani feriti portati via su barelle improvvisate e intere famiglie accampate all’aperto in attesa di aiuti. I feriti, molti dei quali in condizioni critiche, sono stati trasportati negli ospedali di Herat e nelle cliniche da campo allestite dalle ONG, dove però si registrano carenze gravi di farmaci, strumenti chirurgici e personale medico.


Le autorità talebane, attualmente al potere, hanno lanciato un appello internazionale per ottenere assistenza immediata. Alcuni paesi confinanti hanno già avviato le prime spedizioni di aiuti, tra cui tende, cibo, acqua potabile e medicinali. Tuttavia, l’isolamento politico dell’Afghanistan e la sospensione di numerosi programmi di cooperazione internazionale rischiano di rallentare l’afflusso di risorse necessarie per far fronte all’emergenza.


La situazione è resa ancora più critica dalla precarietà in cui versa il sistema sanitario afghano. Dopo la presa del potere da parte dei talebani, numerosi professionisti della salute hanno lasciato il Paese, mentre molte strutture mediche hanno chiuso o operano con capacità ridotte. In alcune province, i sopravvissuti sono costretti a raggiungere i centri urbani a piedi, trasportando i feriti su carretti e motociclette.


Il terremoto ha colpito una popolazione già piegata da anni di conflitti, siccità e insicurezza alimentare. Secondo l’ultimo rapporto delle Nazioni Unite, oltre il 70% degli afghani vive in condizioni di povertà, con un accesso limitato a risorse di base come acqua, elettricità e assistenza sanitaria. In molte aree rurali, la distruzione delle abitazioni ha lasciato intere comunità senza un riparo, proprio mentre l’inverno si avvicina e le temperature iniziano a scendere drasticamente.


Particolarmente colpiti sono stati i distretti montuosi a nord di Herat, dove le frane successive al sisma hanno isolato alcuni villaggi. I soccorritori riferiscono che in alcune aree le strade sono state completamente distrutte e l’unico modo per raggiungere le persone intrappolate è attraverso elicotteri, spesso non disponibili. In queste zone, la mancanza di comunicazioni rende impossibile valutare l’entità reale dei danni e il numero preciso delle vittime.


Molti afghani, colpiti anche da recenti inondazioni e dalla crisi economica seguita al ritiro delle truppe internazionali, hanno espresso disperazione e rabbia per l’incapacità delle autorità di garantire un intervento rapido ed efficace. Alcuni villaggi attendono da ore l’arrivo dei soccorsi, mentre volontari locali scavano a mani nude tra le rovine in cerca di sopravvissuti.

Anche l’agricoltura, principale fonte di sussistenza per milioni di afghani, è stata duramente colpita. Interi campi sono stati distrutti e molti animali da allevamento sono morti sotto il crollo di stalle e recinti. Questo evento rischia di compromettere ulteriormente l’approvvigionamento alimentare per l’inverno, aggravando una situazione già al limite.


Le organizzazioni umanitarie presenti nel Paese lanciano un allarme: serve un intervento coordinato e urgente per evitare che la crisi si trasformi in una catastrofe umanitaria permanente. Aiuti internazionali, sostegno logistico, personale medico e generi di prima necessità sono richiesti con urgenza. La risposta delle grandi agenzie umanitarie è già in moto, ma la complessità logistica e politica dell’Afghanistan rappresenta una sfida enorme.


Le prossime ore saranno decisive per salvare vite e stabilizzare la situazione nei territori colpiti. Con il passare del tempo, aumentano i rischi di epidemie, malattie infettive e crisi alimentari, in un Paese già profondamente vulnerabile sotto ogni profilo. Le vittime accertate sono già oltre 250, ma il bilancio è destinato a salire. I feriti, oltre 500, sono solo una parte dei milioni di afghani che nelle prossime settimane rischiano di subire le conseguenze di un sisma che ha messo in ginocchio l’intera regione occidentale del Paese.

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