top of page

Affidopoli a Pesaro: Santini sceglie il silenzio di fronte ai Pm, mentre mercoledì Matteo Ricci affronterà l’interrogatorio nell’inchiesta sugli affidamenti diretti

L’indagine giudiziaria nota come “Affidopoli”, che investe il Comune di Pesaro e le modalità di gestione degli affidamenti negli anni tra il 2019 e il 2024, ha vissuto oggi un capitolo cruciale. Massimiliano Santini, collaboratore considerato centrale nella rete dei legami tra amministrazione comunale e associazioni coinvolte, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia. La sua posizione – indicata dai magistrati come perno operativo della gestione degli incarichi attraverso due associazioni culturali – resta al centro del quadro investigativo. Santini era atteso già di prima mattina davanti alla Procura, ma ha preferito mantenere il silenzio, una scelta che alimenta interpretazioni e tensioni in vista delle prossime audizioni.


Domani sarà il turno dell’altro protagonista politico della vicenda: Matteo Ricci. L’ex sindaco di Pesaro, ora eurodeputato e candidato alla presidenza della Regione Marche, è stato convocato per rispondere alle domande dei magistrati. L’avviso di garanzia lo include nell’elenco degli indagati con l’ipotesi di concorso in corruzione finalizzato a ottenere vantaggi in termini di consenso politico, non economico. Il fascicolo riguarda affidi e contributi per circa 600 mila euro, destinati alle associazioni chiamate Opera Maestra e Stella Polare, ritenute strumenti privilegiati nell’assegnazione di incarichi pubblici senza gara.


Il caso ha raccolto sinora ventiquattro nomi sotto indagine: tra loro, l’ex capo di gabinetto Franco Arceci, funzionari comunali, imprenditori iscritti al registro degli indagati per reati che vanno dalla corruzione alla turbativa d’asta, dal falso ideologico all’indebita percezione di fondi pubblici. Su tutti, il ruolo di Santini è stato esplicitamente descritto come figura chiave che avrebbe orchestrato gli incarichi diretti, coordinando una rete clientelare costruita attorno alle due associazioni.


Le associazioni stesse sono teatro centrale delle contestazioni: Opera Maestra e Stella Polare hanno ricevuto, secondo gli atti investigativi, affidamenti e contributi continui per opere di manutenzione, eventi culturali, murales simbolici (tra cui uno in onore della senatrice a vita Liliana Segre) e installazioni in città come la copia del casco di Valentino Rossi. Spesso i progetti erano suddivisi in piccole tranche per restare sotto le soglie imposte dalla normativa sugli affidamenti diretti.


Santini è accusato di aver ricevuto utilità per oltre centomila euro tra benefici personali e legali, in particolare tramite la gestione del marchio “Palio dei Bracieri”, di cui ha incassato 45mila euro solo per l’utilizzo da parte dell’associazione. La Procura ritiene che il sistema fosse finalizzato a veicolare risorse pubbliche verso soggetti privati connessi alle cerchie amministrative, bypassando bandi ufficiali e procedure di trasparenza.


La posizione di Ricci resta delicata soprattutto per l’interpretazione data dai pm: non si contesta un arricchimento personale, ma la consapevole legittimazione politica del sistema. I magistrati ritengono che, pur non essendo direttamente impegnato nella firma delle determine, l’ex sindaco fosse a conoscenza del funzionamento degli affidamenti e avrebbe lasciato carta bianca ai suoi collaboratori più fidati. Tale atteggiamento, secondo l’accusa, rappresenta una forma di concorso in corruzione politica in favore di visibilità e consenso.


Ricci ha già preso posizione a mezzo video sui social, dichiarando di non aver mai partecipato alle scelte operative, di aver sempre delegato ai dirigenti e di essere “parte lesa” qualora qualcuno abbia tradito la sua fiducia. Ribadisce di voler chiarire tutto con serenità e rispetto per il lavoro della magistratura, affermando di non aver mai tratto utilità patrimoniale né di aver avuto rapporti diretti con le due associazioni in questione.


Il calendario degli interrogatori è fitto: da sabato, con l’audizione del presidente delle no profit Stefano Esposto, fino a giovedì, con l’attesa deposizione di Franco Arceci. Ogni passaggio è considerato fondamentale per ricostruire la successione degli incarichi pubblici affidati e i ruoli personali di ciascun indagato. La Procura di Pesaro, coordinata dal procuratore Marco Mescolini e dal sostituto Letizia Fucci, incalzati da una mole di determine sospette – oltre venti – cerca di ricomporre un quadro organico di un presunto sistema clientelare durato anni.


Gli interrogatori interni si sono svolti anche di domenica, segno della priorità attribuita al fascicolo. L’indagine si sviluppa sulle accuse di corruzione, turbativa d’asta, falso ideologico, abuso d’ufficio e peculato, con esperti dell’antifrode impegnati in analisi di documentazione, flussi contabili e scambi economici intercorsi tra Comune e associazioni.


Dal punto di vista politico, la vicenda è esplosa nel cuore della campagna elettorale per le regionali delle Marche, in programma il 28 e 29 settembre. M5S e alleati hanno chiesto chiarezza su eventuali rapporti tra Ricci e le organizzazioni coinvolte, mentre la sinistra democratica chiede di chiarire ogni equivoco e respinge tentativi di strumentalizzazione. Anche il Partito Democratico regionale si dichiara fiducioso nel lavoro della magistratura, ma l’inchiesta ha allargato le crepe interne nel campo largo.


Alla fine, il silenzio strategico di Santini e il confronto giudiziario imminente con Ricci segneranno il passo decisivo nell’evoluzione di Affidopoli. I prossimi giorni saranno determinanti per stabilire se quel sistema contestato sarà confermato come meccanismo organizzato di potere o se, come Ricci sostiene, gravi violazioni siano imputabili solo a singoli episodi distorti.

Post correlati

Mostra tutti

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page