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Aeroporti, al via da domenica nuove regole per viaggiare in Europa: cosa cambia sulle frontiere, documenti, liquidi e controlli negli scali Ue

Da domenica entrano in vigore nell’Unione Europea diverse novità regolatorie che ridefiniranno le procedure aeroportuali e fronteali per i viaggiatori, in particolare quelli provenienti da Paesi extra-Ue. Queste modifiche rappresentano una tappa significativa nel processo di digitalizzazione delle frontiere esterne dell’area Schengen e intendono potenziare i controlli, rendere più fluide le operazioni di ingresso/uscita, e allo stesso tempo garantire un equilibrio tra sicurezza, mobilità e tutela dei dati personali.


Il fulcro del cambiamento è l’introduzione del sistema EES — Entry/Exit System — che sostituirà i timbri manuali apposti sui passaporti dei viaggiatori non comunitari con procedure digitali basate su dati biometrici (impronte digitali e foto del volto). Il nuovo sistema registrerà ogni ingresso e ogni uscita dallo spazio Schengen, consentendo un monitoraggio più puntuale e moderno dei movimenti dei cittadini di Paesi terzi. Il sistema entrerà in funzione in modo graduale, da ottobre 2025 fino ad aprile 2026, per dare tempo agli scali, alle forze di polizia di frontiera e agli operatori aeroportuali di adeguarsi alle nuove tecnologie e procedure. (riferimenti: Sky TG24)


In Italia i primi aeroporti che adotteranno il sistema EES saranno quelli di Milano Linate, Milano Malpensa e Roma Fiumicino, dove già sono stati installati terminali per la raccolta delle impronte digitali. In questa fase iniziale, solo una parte dei passeggeri extra-Ue (circa il 10 %) verrà sottoposta ai nuovi controlli, con l’obiettivo di estendere progressivamente la copertura fino al 100 % entro aprile 2026. Anche porti come Civitavecchia e Genova verranno coinvolti in una seconda fase.


Ma le novità non si fermano al sistema EES. A partire da luglio 2025, alcuni aeroporti europei dotati di scanner avanzati stanno già applicando una rivoluzione nelle regole sui liquidi nel bagaglio a mano: grazie alle nuove apparecchiature di sicurezza (scanner 3D o CT), non è più necessario estrarre i liquidi dalle valigie né limitare il loro volume a 100 ml. In pratica, in quegli scali compatibili, sarà possibile trasportare liquidi, gel e profumi in contenitori di dimensioni maggiori, senza obbligo di separazione al momento del controllo. Tuttavia, tale beneficio si applica solo agli aeroporti che dispongono di tecnologie adeguate; negli altri scali restano vigenti le regole tradizionali (contenitori da 100 ml in sacchetto trasparente).


Un’altra innovazione rilevante riguarda le procedure ai gate: da qualche tempo in vari aeroporti europei è stato abolito l’obbligo di esibire il documento di identità insieme alla carta d’imbarco al momento dell’imbarco (gate). L’idea è quella di ridurre la burocrazia operativa e accelerare i flussi passeggeri, sebbene le autorità competenti possano comunque richiedere il documento in qualsiasi momento, come misura di sicurezza. Questa semplificazione non si applica ai voli extra-Schengen, per i quali rimane l’obbligo di esibire passaporto o documento di viaggio appropriato.


Le nuove regole, però, sono accompagnate da sfide e preoccupazioni pratiche. Durante la fase di transizione, è molto probabile che emergano rallentamenti e congestioni nei controlli alle frontiere, soprattutto in aeroporti che non sono pienamente preparati o che registrano flussi elevati di traffico extra-Ue. Alcuni viaggiatori e operatori temono che la convivenza tra vecchio e nuovo sistema generi confusione o disomogeneità nei tempi di attesa. (riferimenti: Euronews)

Il cambiamento comporta anche implicazioni per la privacy e la gestione dei dati: il sistema EES raccoglierà e memorizzerà dati biometrici, informazioni sui passaporti, date e luoghi di entrata e uscita, e questi dati dovranno essere trattati secondo standard rigorosi di sicurezza e uso limitato, per evitare abusi o profili di sorveglianza indebita.


Inoltre, già si prevede che dal 2026 verrà introdotto l’ETIAS (European Travel Information and Authorization System), un’autorizzazione elettronica per i cittadini non comunitari esenti da visto, che dovrà essere richiesta prima della partenza e sarà valida per un periodo pluriennale (tipicamente tre anni o fino alla scadenza del passaporto). L’ETIAS comporterà un costo simbolico (circa 20 euro) e non potrà essere interpretato come un visto vero e proprio, ma come un ulteriore livello di filtraggio preventivo.


Tutto ciò non solo modifica le procedure aeroportuali: ha effetti diretti sul settore turistico, sulle compagnie aeree, sull’industria dei viaggi, sulle agenzie e sui gestori aeroportuali. La digitalizzazione e automazione dei controlli potrebbero aumentare l’efficienza, ma implicano notevoli investimenti tecnologici, aggiornamenti normativi, formazione del personale e uniformità tra Stati membri.


Per i viaggiatori, la raccomandazione è chiara: verificare se l’aeroporto di partenza e quelli di scalo siano dotati delle nuove tecnologie, aggiornarsi sulle regole applicabili al proprio caso (Paese di provenienza, tipo di volo, tipologia di viaggio) e mantenere passaporto valido, documenti di identità e, se richiesto, l’autorizzazione ETIAS. La fase che si apre sarà un banco di prova per il funzionamento armonico delle frontiere digitali europee, che dovranno dimostrare di essere sicure senza diventare un ostacolo alla mobilità.

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