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26 settembre 2026

6 giorni fa
Tempo di lettura: 21 min
  1. L’impiego di sistemi di intelligenza artificiale nella redazione degli atti processuali non esonera il difensore dal controllo del contenuto. La presenza nell’atto di residui della conversazione con il sistema, indicativa dell’omessa rilettura, concorre a dimostrare la grave negligenza rilevante ai fini della responsabilità aggravata.Autorità: Tribunale di Verona, sezione II civile, sentenza. Data: 16 febbraio 2026.Numero: 315.

  2. La Tabella Unica Nazionale (T.U.N.), emanata dal d.P.R. n. 12/2025, in quanto da riconoscersi quale parametro della valutazione equitativa del danno non patrimoniale da lesione del bene salute conforme alle disposizioni di cui agli artt. 1226 e 2056 c.c., trova applicazione generalizzata in via indiretta, cioè non in forza di diretta efficacia normativa, bensì come parametro del potere del giudice di cui a tali norme, con riferimento a liquidazioni formalmente estranee al suo ambito di applicazione diretta e, dunque, a sinistri causativi di danno biologico verificatisi prima del 5 marzo 2025 e pur non derivanti dalla circolazione di veicoli e natanti e da responsabilità sanitaria. Il giudice, nella liquidazione del danno alla salute da effettuarsi nel caso concreto, potrà, dunque, discostarsene — eventualmente anche reputando di applicare una tabella “pretoria” — solo in forza di una motivazione che dia puntualmente conto di circostanze del tutto peculiari, più rilevanti nell’ambito regolato oggettivamente, ratione materiae, dalla T.U.N.Autorità: Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza. Data: 7 aprile 2026.Numero: 8630/2026, indicato nell’allegato come «n. RG 8630/2026».

  3. La proposizione di un appello fondato su precedenti giurisprudenziali inesistenti, generati mediante intelligenza artificiale e non sottoposti a verifica professionale, integra colpa grave e giustifica la condanna ai sensi dell’articolo 96, commi 3 e 4, c.p.c. La condotta può altresì determinare la trasmissione della decisione all’Ordine professionale competente per le valutazioni disciplinari.Autorità: Corte d’appello di Bologna, sezione I civile, sentenza. Data: 12 maggio 2026.Numero: 1352/2026.

  4. In tema di mediazione obbligatoria, ancorché il legislatore abbia espresso un «favor» per la partecipazione personale della parte al procedimento, è comunque prevista la possibilità per quest’ultima di farsi sostituire da qualcun altro, ivi compreso il proprio difensore, purché gli conferisca tale potere mediante una procura che, avente lo specifico oggetto della partecipazione alla mediazione ed il conferimento del potere di disporre dei diritti sostanziali che ne sono oggetto, deve risultare coeva o anteriore al procedimento medesimo; viceversa, la parte non può conferire tale potere con la procura conferita al difensore e da questi autenticata, benché possa conferirgli con essa ogni più ampio potere processuale.Autorità: Tribunale di Agrigento, sezione civile, sentenza. Data: 19 maggio 2026.Numero: 743.

  5. Nel delitto di maltrattamenti in famiglia ex articolo 572 Cp, l’elemento soggettivo consiste nel dolo generico, caratterizzato da una volontà maltrattante unitaria e programmatica, nel senso che funge da elemento unificatore della pluralità di atti lesivi della personalità della vittima, e si concretizza nell’inclinazione della volontà ad una condotta oppressiva e prevaricatoria che, nella reiterazione dei maltrattamenti, si va via via realizzando, in modo che il soggetto accetta di compiere le singole sopraffazioni con la consapevolezza di persistere in una attività illecita già posta in essere. Ai fini della configurabilità del delitto di lesioni personali, rientra nel concetto di malattia qualsiasi alterazione anatomica o funzionale dell’organismo, ancorché localizzata o circoscritta, di lieve entità e non influente sulle condizioni generali e le funzionalità della persona, che comporti un processo di reintegrazione, sia pure di breve durata; costituiscono malattia le ecchimosi, gli ematomi, il trauma contusivo e le contusioni in genere.Autorità: Tribunale di Torre Annunziata, sezione penale, sentenza. Data: 21 maggio 2026.Numero: 985.

  6. In tema di furto di energia elettrica, ai fini della integrazione dell’aggravante prevista dall’articolo 625, comma 1, n. 7, Cp, la qualifica di cosa destinata al pubblico servizio deve essere riferita al bene oggetto del furto, nella specie l’energia elettrica, in quanto funzionalmente connesso all’erogazione del servizio pubblico, restando irrilevante il riferimento al misuratore dei consumi; ne consegue la procedibilità di ufficio del reato di sottrazione di energia elettrica.Autorità: Tribunale di Torre Annunziata, sezione penale, sentenza. Data: 27 maggio 2026.Numero: 1049.

  7. Il delitto di impiego di minori nell’accattonaggio previsto dall’articolo 600-octies Cp, il cui bene giuridico protetto è costituito dalla intangibilità della personalità del minore e non più dalla moralità pubblica, sussiste ogniqualvolta taluno si avvale per mendicare di una persona minore degli anni sedici o, comunque, non imputabile, ovvero permette che tale persona, ove sottoposta alla sua autorità o affidata alla sua custodia o vigilanza, mendichi, o che altri se ne avvalga per mendicare.Autorità: Tribunale di Torre Annunziata, sezione penale, sentenza. Data: 4 giugno 2026.Numero: 1090.

  8. L’inserimento negli atti difensivi di citazioni giurisprudenziali inesistenti o improprie, non sottoposte a puntuale verifica, integra violazione del dovere di lealtà e probità previsto dall’articolo 88 c.p.c. La condotta assume altresì rilievo rispetto al dovere deontologico di verità, anche quando i richiami siano riconducibili a contenuti generati mediante intelligenza artificiale.Autorità: Corte d’appello di Bari, provvedimento di tipologia non specificata nell’allegato. Data: 5 giugno 2026.Numero: non indicato nell’allegato e non integrato in assenza del duplice riscontro richiesto.

  9. Il reato di appropriazione indebita è integrato dalla condotta di appropriazione, intesa quale “interversione del possesso” ai sensi degli articoli 1141 e 1164 Cc, commissibile da colui che, possedendo la cosa mobile inizialmente per conto di altri, comincia a possederla per conto proprio animo domini, richiedendo l’elemento oggettivo del reato due diversi profili: uno negativo, definito “espropriativo”, consistente nella definitiva esclusione del proprietario, ed uno positivo, definito “impropriativo”, consistente nella creazione di un nuovo rapporto di fatto con l’oggetto materiale dell’azione.Autorità: Tribunale di Torre Annunziata, sezione penale, sentenza. Data: 10 giugno 2026.Numero: 1016.

  10. In tema di reati informatici, l’elemento distintivo della frode informatica, rispetto alla comune truffa, è costituito dalla condotta manipolativa non già della volontà della persona offesa bensì di un sistema informatico, nel quale l’autore si introduce per perseguire un profitto indebito, sicché mentre nel delitto di truffa la vittima viene indotta in errore per la conclusione di un atto negoziale di disposizione patrimoniale a sé pregiudizievole e che senza gli artifizi e i raggiri mai avrebbe concluso, nella frode informatica il soggetto attivo manipola gli strumenti di protezione di un sistema informatico. Nella frode informatica commessa online, mediante illecita introduzione nell’home banking altrui, il locus commissi delicti va individuato nel luogo in cui l’agente consegue l’ingiusto profitto, ossia in cui è compiuto l’accredito patrimoniale.Autorità: Tribunale di Torre Annunziata, sezione penale, sentenza. Data: 11 giugno 2026.Numero: 1014.

  11. Nel reato di minaccia, ai fini della sussistenza dell’aggravante di cui all’articolo 612, comma 2, Cp, la gravità del male minacciato va accertata avendo riguardo a tutte le modalità della condotta, in particolare al tenore delle espressioni verbali ed al contesto in cui si collocano, per verificare se, ed in quale grado, tali espressioni abbiano ingenerato timore o turbamento nella persona offesa. In tema di danneggiamento seguito da incendio di cui all’articolo 424 Cp, la fattispecie incriminatrice ricorre quando l’agente appicchi il fuoco a cosa propria o altrui al solo scopo di danneggiarla e ne derivi un incendio, ovvero quantomeno un concreto pericolo di incendio, senza che la condotta assuma le caratteristiche di diffusività e incontrollabilità proprie della fattispecie più grave di cui all’articolo 423 Cp.Autorità: Tribunale di Torre Annunziata, sezione penale, sentenza. Data: 15 giugno 2026.Numero: 1119.

  12. Ai fini della consumazione del reato di false dichiarazioni di cui all’articolo 483 Cp in relazione all’articolo 76 Dpr n. 445/2000, finalizzato all’ottenimento del beneficio dell’esenzione, in caso di soccombenza, dall’obbligo di pagamento delle spese processuali ai sensi dell’articolo 152 disposizioni di attuazione al Cpc, è sufficiente, ai fini dell’elemento materiale, la falsa attestazione in merito alle proprie effettive capacità reddituali e, quanto all’elemento soggettivo, il solo dolo generico, consistente nella mera consapevolezza della falsità e della idoneità della stessa a conseguire tale beneficio, senza che sia necessario che l’agente persegua lo scopo specifico di conseguire il gratuito patrocinio.Autorità: Tribunale di Torre Annunziata, sezione penale, sentenza. Data: 17 giugno 2026.Numero: 1078.

  13. L’articolo 5, punto 3, del regolamento n. 44/2001 sulla competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, sostituito dall’articolo 7 del regolamento n. 1215/2012, di analogo tenore, deve essere interpretato nel senso che i giudici dello Stato membro in cui si trova il centro degli interessi di una persona fisica o giuridica non sono competenti a conoscere della sua azione di risarcimento dell’intero danno che essa avrebbe subito a titolo di lesione dei diritti della personalità in seguito alla trasmissione di un contenuto audiovisivo in televisione in più Stati membri. Lo stesso vale per quanto riguarda i giudici dello Stato membro in cui si trova il centro degli interessi di una persona fisica, qualora detto contenuto sia stato trasmesso su Internet, ma non consenta di identificare, sia pure indirettamente, tale persona, sebbene identifichi, senza possibili equivoci, un gruppo ristretto, i cui membri costituiscono una categoria chiusa di persone, al quale essa può essere collegata. Per contro, i giudici dello Stato membro in cui si trova il centro degli interessi di una persona giuridica che abbia il compito principale di difendere gli interessi di tale gruppo sono competenti a conoscere della sua azione di risarcimento dell’intero danno che essa avrebbe subito a titolo di lesione dei diritti della personalità in seguito a tale medesima trasmissione su Internet. Inoltre, i giudici di uno Stato membro che sono competenti a conoscere dei soli danni cagionati nello Stato membro cui essi appartengono e che derivano da una lesione lamentata dei diritti della personalità connessa alla trasmissione di una serie in televisione, possono conoscere di un’azione nei confronti del produttore di tale serie avente ad oggetto, da un lato, una prestazione non pecuniaria volta ad eliminare e a prevenire gli effetti di una siffatta lesione e, dall’altro, una prestazione pecuniaria volta al risarcimento del danno morale derivante dalla trasmissione di tale serie. Questo vale anche per un’azione nei confronti di tale produttore avente ad oggetto una prestazione pecuniaria volta al risarcimento del danno morale derivante dalla trasmissione di tale serie su Internet. Per contro, tali giudici non sono competenti a conoscere dell’azione nei confronti di detto produttore avente ad oggetto una prestazione non pecuniaria volta alla rettifica dei dati di detta serie messi in rete.Autorità: Corte di giustizia dell’Unione europea, sezione II, sentenza. Data: 18 giugno 2026.Numero: causa C-232/25.

  14. La condotta di gestione di rifiuti non autorizzata, di cui all’articolo 256 Dlgs n. 152/2006, in esito alla legge n. 147/2025, di conversione, con modifiche, del Dl n. 117/2025, ha mantenuto la rilevanza penale anche se ha mutato natura, da contravvenzionale a delittuosa, con conseguente applicazione rispetto ai fatti pregressi, ai sensi dell’articolo 2, comma 4, Cp, della lex mitior costituita dalla precedente cornice edittale.Autorità: Tribunale di Torre Annunziata, sezione penale, sentenza. Data: 19 giugno 2026.Numero: 1175.

  15. Perché un atto abbia efficacia interruttiva della prescrizione, ai sensi dell’articolo 2943, quarto comma, del Cc, deve presentare un elemento soggettivo, costituito dalla chiara indicazione del soggetto obbligato, ed un elemento oggettivo, consistente nell’esplicitazione di una pretesa e nella intimazione o richiesta scritta di adempimento idonea a manifestare l’inequivocabile volontà del titolare del credito di far valere il proprio diritto nei confronti del soggetto indicato, con l’effetto sostanziale di costituirlo in mora. In tema di domicilio digitale, l’indirizzo risultante dal registro INI-PEC, che sia stato attivato dal destinatario con riferimento ad una specifica attività professionale, può essere utilizzato anche per la notificazione di atti ad essa estranei, poiché nei confronti dei soggetti, obbligati per legge a munirsi di un indirizzo di posta elettronica certificata, la notifica si ha per perfezionata con la ricevuta di avvenuta consegna, non essendovi un domicilio digitale diverso per ogni singolo atto.Autorità: Tribunale di Udine, sezione civile, sentenza. Data: 20 giugno 2026.Numero: 459.

  16. Il richiamo, nel ricorso per cassazione, di precedenti giurisprudenziali inesistenti o “allucinati” da sistemi di intelligenza artificiale costituisce un indice particolarmente significativo di colpa qualificata nella determinazione della causa di inammissibilità. Esso giustifica l’irrogazione di una sanzione più elevata ai sensi dell’articolo 616 c.p.p. quando il ricorso sia stato proposto senza il minimo controllo professionale sulla veridicità e pertinenza delle fonti invocate.Autorità: Corte di cassazione, sezione III penale. Data: 22 giugno 2026.Numero: 23006.

  17. In tema di responsabilità degli enti da reato, sono da ritenere sussistenti entrambi i presupposti dell’interesse e vantaggio in favore dell’ente allorquando, a fronte di una condotta fraudolenta presupposta, posta in essere dai soggetti apicali e sostanziatasi nell’avere fatto ottenere indebitamente delle erogazioni pubbliche, risulti che tali somme siano comunque entrate nel patrimonio sociale; a nulla rilevando, di contro, che le medesime somme siano state successivamente stornate e distratte a vantaggio personale degli imputati del reato presupposto, non valendo tale condotta ad elidere il collegamento funzionale tra le condotte illecite e l’interesse dell’ente né ad escludere il vantaggio patrimoniale inizialmente conseguito dalla persona giuridica. La colpa di organizzazione, intesa in senso normativo, consiste nell’omessa adozione, da parte dell’ente, delle misure organizzative e gestionali necessarie a prevenire la commissione dei reati presupposto, da formalizzare in un modello organizzativo idoneo a individuare le aree di rischio e a predisporre gli strumenti necessari al loro contenimento.Autorità: Corte di cassazione, sezione II penale, sentenza. Data: 26 giugno 2026.Numero: 23820.

  18. La retribuzione da assumere come base di calcolo dei contributi previdenziali non può essere inferiore all’importo delle retribuzioni stabilito dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative su base nazionale, cosiddetto “minimale contributivo”. L’istituto previdenziale che pretende un maggior carico contributivo dal datore per i propri dipendenti ha l’onere di dimostrare l’esistenza, nel corrispondente settore produttivo, di un contratto collettivo stipulato dai sindacati maggiormente rappresentativi, il quale determini la retribuzione spettante in misura superiore a quella sulla base della quale il datore ha versato i contributi; tale onere deve essere adempiuto mediante la produzione del contratto collettivo applicabile, non essendo sufficiente il deposito dei verbali di accertamento redatti in sede ispettiva.Autorità: Corte di cassazione, sezione lavoro, ordinanza. Data: 1 luglio 2026.Numero: 22599.

  19. Ai fini della sussistenza della giusta causa o del giustificato motivo di licenziamento, qualora risulti accertato che l’inadempimento del lavoratore licenziato sia stato tale da compromettere irrimediabilmente il rapporto fiduciario, è di regola irrilevante che un’analoga inadempienza, commessa da altro dipendente, sia stata diversamente valutata dal datore di lavoro; nondimeno, l’identità delle situazioni riscontrate può essere valorizzata dal giudice per verificare la proporzionalità della sanzione adottata, privando, così, il provvedimento espulsivo della sua base giustificativa.Autorità: Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza. Data: 2 luglio 2026.Numero: 22611.

  20. In caso di azione di recesso ai sensi dell’articolo 1385 del Cc, non è necessaria la formale costituzione in mora del debitore, la quale è prescritta dalla legge per l’effetto preminente dell’attribuzione al debitore medesimo del rischio riguardante la sopravvenuta impossibilità della prestazione per causa a lui non imputabile, basandosi, viceversa, l’azione menzionata sulla sola obiettiva esistenza dell’inadempimento di non scarsa importanza di una delle parti. Al fine di riconoscere al mediatore il diritto alla provvigione, l’affare deve ritenersi concluso quando tra le parti poste in relazione dal mediatore medesimo si sia costituito un vincolo giuridico che abiliti ciascuna di esse ad agire per la esecuzione specifica del negozio, nelle forme di cui all’articolo 2932 del Cc, ovvero per il risarcimento del danno derivante dal mancato conseguimento del risultato utile del negozio programmato. È invece da escludere il diritto alla provvigione qualora tra le parti si sia costituito soltanto un vincolo idoneo a dare impulso alle successive articolazioni del procedimento di conclusione dell’affare.Autorità: Tribunale di Civitavecchia, sezione civile, sentenza. Data: 3 luglio 2026.Numero: 841.

  21. È abnorme il provvedimento con cui il giudice di pace, dichiarata non rituale la notifica dell’avviso di presentazione immediata dell’imputato ex articolo 20-bis del decreto legislativo n. 274 del 2000, disponga la restituzione degli atti al pubblico ministero perché vi adempia, posto che determina una indebita regressione del procedimento, in quanto rientra nei poteri del giudice ordinare, in tal caso, la rinnovazione della citazione; ciò dovendolo desumere anzitutto dall’articolo 29, comma 3, del decreto legislativo citato, il quale stabilisce che il giudice di pace, all’udienza di comparizione, nei casi in cui occorre rinnovare la convocazione o la citazione a giudizio ovvero le relative notificazioni, vi provvede egli stesso, anche d’ufficio.Autorità: Corte di cassazione, sezione I penale, sentenza. Data: 3 luglio 2026.Numero: 25081.

  22. Il riconoscimento dell’assegno divorzile richiede la verifica sia dell’inadeguatezza dei mezzi del richiedente per ragioni oggettive, sia dell’eventuale derivazione dello squilibrio economico dalle scelte familiari condivise e dal sacrificio delle aspettative professionali di uno dei coniugi. Il mero divario reddituale o patrimoniale non giustifica automaticamente l’attribuzione dell’assegno, dovendo esserne accertati i presupposti assistenziali o perequativo-compensativi.Autorità: Corte di cassazione, sezione I civile, ordinanza. Data: 7 luglio 2026.Numero: 22874.

  23. In tema di benefici penitenziari, al condannato ammesso alla sanzione sostitutiva dei lavori di pubblica utilità può essere concessa la liberazione anticipata, con decisione che rientra nella competenza funzionale del magistrato di sorveglianza. A supporto, vi è la solida base testuale dell’articolo 69-bis dell’ordinamento penitenziario, che è l’unica disposizione del sistema che regola l’istituto della liberazione anticipata sotto l’aspetto procedurale, ed ha portata generale, non contenendo essa alcun distinguo inerente alle diverse categorie di soggetti possibili beneficiari della premialità.Autorità: Corte di cassazione, sezione I penale, sentenza. Data: 7 luglio 2026.Numero: 25440.

  24. Una somma di denaro non può essere sottoposta a sequestro per esigenze probatorie in assenza di specifici elementi dai quali sia desumibile che la prova del reato discende non dal semplice accertamento dell’esistenza di un quantitativo di denaro che costituisce corpo del reato, ma dal denaro stesso nella sua materialità, come ad esempio per le particolari caratteristiche delle monete o delle banconote.Autorità: Corte di cassazione, sezione IV penale, sentenza. Data: 9 luglio 2026.Numero: 25810.

  25. La configurabilità dell’errore revocatorio presuppone un errore di fatto, che si rinviene ove la decisione sia fondata sull’affermazione di esistenza od inesistenza di un fatto che la realtà processuale induce ad escludere o ad affermare, non anche quando la decisione della Corte sia conseguenza di una pretesa errata valutazione od interpretazione delle risultanze processuali, essendo esclusa dall’area degli errori revocatori la sindacabilità di errori di giudizio formatisi sulla base di una valutazione.Autorità: Corte di cassazione, sezione I civile, ordinanza. Data: 10 luglio 2026.Numero: 23034.

  26. In materia di usucapione, nell’indagine diretta a stabilire se un’attività corrispondente al diritto di proprietà o di altro diritto reale sia stata compiuta con l’altrui tolleranza ex articolo 1144 del codice civile e sia, perciò, idonea all’acquisto mediante possesso, la lunga durata dell’attività medesima può integrare un elemento presuntivo della esclusione di detta situazione di tolleranza o della sussistenza di un vero e proprio possesso. Tale presunzione, tuttavia, è inoperante quando la tolleranza si colleghi a un rapporto di parentela tra i soggetti interessati, giacché lo stretto legame familiare consente al dominus di esimersi dalla necessità di rivendicare periodicamente la piena titolarità della res nei confronti del parente beneficiario del godimento del bene. Il protrarsi nel tempo di un’attività corrispondente al diritto di proprietà o di altro diritto reale può, dunque, integrare un elemento presuntivo di esclusione della tolleranza solo nei rapporti labili e mutevoli, ma non nei casi di vincoli di stretta parentela, nei quali è plausibile il mantenimento di un atteggiamento tollerante, anche per un lungo arco di tempo. Il coerede può usucapire la quota degli altri eredi senza interversione del possesso, purché lo eserciti in termini di esclusività incompatibili con il godimento altrui, non essendo sufficienti meri atti di gestione o l’astensione degli altri partecipanti dall’uso del bene.Autorità: Corte di cassazione, sezione II civile, ordinanza. Data: 13 luglio 2026.Numero: 23115.

  27. Poiché la notificazione della citazione introduttiva del giudizio di primo grado effettuata ad una persona già deceduta è giuridicamente inesistente, posto che la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita e si estingue con la morte, sono insanabilmente nulli, e siffatta nullità è rilevabile anche d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio, i provvedimenti pronunciati nel corso del processo nei confronti del soggetto deceduto prima dell’inizio dello stesso.Autorità: Corte di cassazione, sezione II civile, ordinanza. Data: 13 luglio 2026.Numero: 23118.

  28. In tema di condominio negli edifici, in applicazione del combinato disposto degli articoli 2, comma 1, della legge n. 13 del 1989, 1120, comma 2, e 1136, comma 2, del Cc, la delibera avente ad oggetto l’approvazione dell’esecuzione dei lavori di sostituzione degli ascensori condominiali finalizzata al superamento delle barriere architettoniche richiede un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti ed almeno la metà del valore dell’edificio. Il condomino che intenda impugnare una delibera dell’assemblea, per l’assunta erroneità della disposta ripartizione delle spese, deve allegare e dimostrare di avervi interesse, il quale presuppone la derivazione dalla detta deliberazione di un apprezzabile pregiudizio personale, in termini di mutamento della sua posizione patrimoniale. La correzione apportata al verbale dopo la conclusione dell’assemblea non inficia la validità delle deliberazioni assunte: il verbale, in assenza di norme di segno contrario, ben può essere redatto dal segretario e sottoscritto dal presidente anche al termine o dopo la conclusione dell’assemblea e, quindi, anche corretto ove il segretario riscontri un errore materiale.Autorità: Tribunale di Sulmona, sezione V civile, sentenza. Data: 13 luglio 2026.Numero: 147.

  29. Il riconoscimento, in favore dei soci di cooperative, di una tutela previdenziale assimilabile a quella propria dei lavoratori subordinati, con il corrispondente obbligo della società, presuppone che venga accertato dal giudice di merito che il lavoro svolto dai soci sia prestato in maniera continuativa e non saltuaria e non si atteggi come prestazione di lavoro autonomo, non comportando l’assoggettamento a contribuzione della società l’automatica configurabilità di un rapporto di lavoro subordinato tra questa e il socio.Autorità: Corte di cassazione, sezione lavoro, ordinanza. Data: 14 luglio 2026.Numero: 23222.

  30. La disposizione dell’articolo 578-bis del Cpp, introdotta dal decreto legislativo 1 marzo 2018 n. 21, ha, con riguardo alla confisca per equivalente e alle forme di confisca che presentino comunque una componente sanzionatoria, natura anche sostanziale e, pertanto, è inapplicabile in relazione ai fatti posti in essere prima della sua entrata in vigore. Ne deriva che essa consente, in caso di estinzione del reato per amnistia o per prescrizione, al giudice di appello o alla Corte di cassazione, di disporre la confisca diretta del prezzo o del profitto del reato, previo accertamento della responsabilità dell’imputato, anche per reati commessi anteriormente all’entrata in vigore di questa disposizione, ma non già di disporre la confisca per equivalente, stante la propria natura sanzionatoria.Autorità: Corte di cassazione, sezione II penale, sentenza. Data: 14 luglio 2026.Numero: 26340.

  31. L’acquirente del bene locato, mentre non può invocare a suo favore i fatti che abbiano ormai esaurito i loro effetti al momento dell’acquisto, da tale momento può reclamare i danni conseguenti al deterioramento della cosa locata ancora esistente al momento della compravendita del bene e non risarciti al precedente proprietario, dato che il deterioramento medesimo costituisce uno stato permanente della cosa locata e, analogamente, può richiedere all’originario conduttore quanto dovuto ex articolo 1591 del codice civile in relazione al periodo di protratto abusivo godimento a decorrere dal suo acquisto e sino alla effettiva consegna.Autorità: Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza. Data: 15 luglio 2026.Numero: 23235.

  32. In tema di infortuni sul lavoro, in presenza di una prassi elusiva delle prescrizioni volte alla tutela della sicurezza, è ravvisabile la colpa del datore di lavoro quando vi sia prova della sua conoscenza, ovvero della sua colpevole ignoranza, di tale prassi. Spetta al giudice di merito verificare se, in ragione delle evidenze disponibili, possa o meno ritenersi provata la conoscenza da parte del datore, ovvero la colpevole ignoranza, della prassi contra legem instauratasi: in via esemplificativa, a tal fine potranno assumere rilievo indici quali le dimensioni dell’impresa e dei locali, il numero di lavoratori, la diffusione della prassi o l’accertata presenza del datore sui luoghi di lavoro.Autorità: Corte di cassazione, sezione IV penale, sentenza. Data: 16 luglio 2026.Numero: 26679.

  33. Il cosiddetto «patto di deduzione», in virtù del quale nei contratti di leasing traslativo si stabilisce che il concedente, nel caso di risoluzione per inadempimento dell’utilizzatore, ha diritto a titolo di penale al pagamento dei canoni scaduti e di quelli futuri, attualizzati al momento della risoluzione, previo diffalco di quanto ricavato dalla vendita del bene, deve essere interpretato ed applicato secondo correttezza e buona fede. Se al momento in cui il concedente esige il proprio credito restitutorio e/o risarcitorio nei confronti dell’utilizzatore il bene è stato già rivenduto, il concedente dovrà portare in diffalco il ricavato, salva la responsabilità del concedente medesimo ex articolo 1227, comma secondo, del Cc, nel caso di vendita ad un prezzo vile per propria negligenza. Se al momento in cui esige il proprio credito nei confronti dell’utilizzatore il bene non è stato ancora rivenduto, il concedente dovrà portare in diffalco il valore commerciale del bene, stimato con il criterio del valore equo di mercato.Autorità: Tribunale di Roma, sezione VIII civile, sentenza. Data: 21 luglio 2026.Numero: 11309.

  34. Il Daspo, quale misura amministrativa preventiva, può essere adottato anche in assenza di una prova piena della partecipazione materiale del destinatario a precedenti episodi di violenza. È necessario che emergano elementi oggettivi idonei a fondare un giudizio prognostico di pericolosità per l’ordine pubblico.Autorità: Consiglio di Stato, sezione III, sentenza. Data: 24 luglio 2026.Numero: 6059.

  35. La condotta di avere fatto il cosiddetto “saluto romano” nel corso di una seduta di un consiglio comunale, cui si partecipi in qualità di consigliere comunale, integra il delitto previsto dall’articolo 5 della legge 20 giugno 1952 n. 645, perché, avuto riguardo alle circostanze del caso, idonea ad attingere il concreto pericolo di riorganizzazione del disciolto partito fascista, e ciò alla luce della valorizzazione operata in sede di merito della volontarietà e della convinta rivendicazione del gesto e del suo riferimento all’ideologia fascista, della sede politica e del contesto in cui esso era stato eseguito, dell’irrilevanza del tempo trascorso dalla caduta del relativo regime e del consapevole inserirsi di detto gesto in un percorso di progressiva legittimazione pubblica della predetta ideologia.Autorità: Corte di cassazione, sezione I penale, sentenza. Data: 27 luglio 2026.Numero: 25461.

  36. L’illegittimità del ritardo amministrativo non determina automaticamente il diritto al risarcimento, essendo necessario dimostrare un pregiudizio concreto ed economicamente apprezzabile, la sua entità e il nesso causale immediato con l’inerzia dell’amministrazione. Il mero decorso del tempo non costituisce danno in sé e il giudice non può supplire alla mancata allegazione e prova degli elementi costitutivi della pretesa risarcitoria.Autorità: Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza. Data: 28 luglio 2026.Numero: 6118.

  37. In tema di condominio negli edifici, è legittimato passivamente non l’amministratore in proprio ma il Condominio, rappresentato in giudizio dall’amministratore medesimo ex articolo 1131 del Cc, rispetto all’azione promossa dal condomino al fine di accertare il proprio diritto di accedere e ottenere copia della documentazione condominiale. L’amministratore, infatti, è il detentore materiale dei documenti quale organo di amministrazione e rappresentante dell’ente di gestione, e non già quale titolare di un autonomo rapporto con il Condominio. Con la riforma operata nel 2012 dell’articolo 1129 del Cc, il legislatore ha garantito un vero e proprio diritto di accesso e visione del singolo condomino ai documenti condominiali anche con facoltà di estrarne copia, cui corrisponde il dovere dell’amministratore di indicare i giorni e le ore in cui ogni interessato, previa richiesta, può prenderne gratuitamente visione e ottenere, previo rimborso della spesa, copia da lui firmata; la domanda deve tuttavia avere un oggetto determinato o determinabile, riferirsi a specifici documenti e non richiedere un’attività di elaborazione di dati.Autorità: Tribunale di Napoli, sezione VI civile, sentenza. Data: 30 luglio 2026.Numero: 11917.

  38. Lo strumento di cui all’articolo 700 del Cpc ha carattere sussidiario rispetto ad altre misure cautelari tipiche: pertanto, è possibile far ricorso ai provvedimenti d’urgenza atipici ai sensi della citata disposizione solo quando non esistano forme alternative tipiche, ovvero quando queste non sarebbero del tutto efficaci a tutela del pregiudizio imminente ed irreparabile lamentato. Ne consegue che, al fine di valutare l’ammissibilità di tale azione, occorre verificare se, in astratto e, quindi, indipendentemente dalle ragioni che in concreto ostino all’esercizio dell’azione medesima o la rendano infondata nel merito, l’ordinamento appresti una forma di tutela tipica tale da consentire il conseguimento, in via d’urgenza, della tutela innominata prevista dagli articoli 700 e seguenti del Cpc. Nella fattispecie, è stato ritenuto inammissibile il ricorso diretto al rilascio dell’immobile concesso in comodato scaduto, reputandosi esperibile il procedimento di convalida ai sensi dell’articolo 657 c.p.c. dopo la riforma Cartabia.Autorità: Tribunale di Larino, sezione civile, ordinanza. Data: 30 luglio 2026.Numero: 485.

  39. In forza del combinato disposto degli articoli 1992 e 1993 del Cc, la sottoscrizione di un assegno bancario integra di per sé una manifestazione di volontà negoziale che obbliga il firmatario nei termini risultanti dal titolo e risulta pertanto inconferente ogni indagine sul rapporto sottostante, atteso che la materialità del titolo ed il suo contenuto letterale prevale sulle intenzioni soggettive non espresse.Autorità: Tribunale di Macerata, sezione civile, sentenza. Data: 30 luglio 2026.Numero: 529.

  40. La prescrizione del diritto all’indennizzo assicurativo preclude la pretesa risarcitoria fondata sulla mancata esecuzione della medesima prestazione, venendo meno il presupposto giuridico dell’obbligo dell’assicuratore. È altresì preclusa la domanda risarcitoria proposta con la memoria ex articolo 183, comma 6, n. 1, c.p.c. quando introduca un petitum ulteriore rispetto all’originaria richiesta di garanzia, alteri l’oggetto della controversia e non sia correlata alle difese della parte chiamata in causa.Autorità: Corte di cassazione, sezione III civile, ordinanza. Data: 6 agosto 2026.Numero: 24510.

  41. Integra furto aggravato, e non appropriazione indebita, la sottrazione di somme giacenti sui conti delle procedure esecutive da parte della dipendente dello studio notarile che disponga soltanto della possibilità materiale di compiere operazioni previamente autorizzate. La disponibilità di distinte firmate in bianco dal notaio non attribuisce un autonomo possesso delle somme, rimaste nella disponibilità delle procedure, e rileva ai fini dell’aggravamento della condotta.Autorità: Corte di cassazione, sezione feriale penale, sentenza. Data: 12 agosto 2026.Numero: 31016.

  42. La dichiarazione di nullità di un ricorso ritenuto redatto mediante intelligenza artificiale generativa, privo dei requisiti formali indispensabili e di una valida procura, può comportare l’imputazione personale delle spese di lite al difensore ai sensi dell’articolo 94 c.p.c. Nella fattispecie hanno assunto rilievo l’assenza dell’autenticazione della procura e la condotta del professionista, che aveva omesso di comparire per rendere chiarimenti.Autorità: Tribunale di Busto Arsizio, provvedimento di tipologia non specificata nell’allegato. Data: agosto 2026; giorno non indicato nell’allegato, con conseguente impossibilità di stabilirne l’esatta posizione cronologica all’interno del mese.Numero: non indicato nell’allegato e non integrato in assenza del duplice riscontro richiesto.

  43. Sussiste l’obbligo della Regione di pronunciarsi sull’istanza relativa all’integrale copertura, da parte del servizio sanitario regionale, dei costi di assistenza dei pazienti affetti dalle forme più gravi di Alzheimer, quando sia prospettata l’inscindibilità delle prestazioni socioassistenziali da quelle sanitarie. L’accoglimento del ricorso contro il silenzio comporta l’ordine di provvedere entro novanta giorni, senza equivalere al riconoscimento giudiziale automatico della copertura integrale.Autorità: Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia, sezione V, sentenza. Data: 17 agosto 2026.Numero: 4110.

  44. La valutazione delle proporzioni della soccombenza reciproca e la determinazione delle quote di ripartizione o compensazione delle spese processuali rientrano nel potere discrezionale del giudice di merito, che non è tenuto a rispettare un’esatta proporzionalità tra domanda accolta e spese poste a carico del soccombente. Il controllo di legittimità non consente una diversa ponderazione quantitativa dell’esito della lite ed è circoscritto, per tale profilo, al divieto di porre spese anche parzialmente a carico della parte integralmente vittoriosa.Autorità: Corte di cassazione, sezione II civile, ordinanza. Data: 21 agosto 2026.Numero: 24734.

  45. La disciplina sopravvenuta sulla responsabilità erariale specifica, in positivo e in negativo, la nozione di colpa grave senza introdurre, sotto tale profilo, una diversa delimitazione della giurisdizione contabile. L’accertamento della colpa grave e l’applicabilità della normativa sopravvenuta più favorevole attengono al merito e spettano al giudice contabile, restando estranei al sindacato della Cassazione sulle decisioni della Corte dei conti per motivi inerenti alla giurisdizione.Autorità: Corte di cassazione, sezioni unite civili, ordinanza. Data: 25 agosto 2026.Numero: 24765.

  46. È ammissibile l’acquisto per usucapione della servitù avente ad oggetto il mantenimento di una costruzione a distanza inferiore a quella prescritta dal codice civile, dai regolamenti o dagli strumenti urbanistici, anche quando il fabbricato sia abusivo. L’assenza del titolo edilizio rileva nel rapporto pubblicistico e non incide sui requisiti del possesso utile all’usucapione; gli atti interruttivi compiuti nei confronti di alcuni compossessori non producono automaticamente effetto nei confronti degli altri.Autorità: Corte di cassazione, sezione II civile, sentenza. Data: 25 agosto 2026.Numero: 24767.

  47. Nei maltrattamenti familiari la reciprocità delle offese e le reazioni anche offensive della vittima non escludono il reato quando permane una relazione caratterizzata da stabile asimmetria, sopraffazione e soggezione. Il discrimine rispetto alla mera conflittualità di coppia consiste nella sistematica compressione della personalità della vittima e nel persistente squilibrio tra il soggetto dominante e quello sopraffatto.Autorità: Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza. Data: 25 agosto 2026.Numero: 31859.

  48. Il soccorso in mare si conclude con lo sbarco delle persone salvate in un luogo sicuro e l’approdo in un porto diverso da quello sicuro più vicino non integra automaticamente il favoreggiamento dell’ingresso illegale. Ai fini della condanna occorre accertare l’elemento soggettivo della condotta e dimostrare la scelta volontaria dell’ingresso nelle acque territoriali italiane in alternativa allo sbarco sicuro più vicino, non essendo sufficiente il solo errore nell’individuazione del porto per escludere la scriminante dell’adempimento del dovere.Autorità: Corte di cassazione, sezione I penale, sentenza. Data: 27 agosto 2026.Numero: 32090.

  49. Nelle fideiussioni specifiche stipulate al di fuori del periodo esaminato dalla Banca d’Italia, la riproduzione delle clausole dello schema ABI non ne determina automaticamente la nullità, dovendosi accertarne l’effettiva riconducibilità a un’intesa anticoncorrenziale; il provvedimento del 2005 non costituisce, da solo, prova sufficiente. In presenza della clausola di pagamento “a prima richiesta”, è sufficiente la tempestiva richiesta stragiudiziale rivolta al fideiussore per evitare la decadenza prevista dall’articolo 1957 c.c., senza necessità di promuovere entro il medesimo termine un’azione giudiziaria.Autorità: Corte di cassazione, sezioni unite civili, sentenza. Data: 28 agosto 2026.Numero: 24825.

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