Von der Leyen e la Groenlandia, l’Europa rivendica un ruolo strategico nell’Artico
- piscitellidaniel
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Le dichiarazioni di Ursula von der Leyen sulla Groenlandia collocano con maggiore chiarezza l’Artico al centro della strategia geopolitica europea, in una fase in cui le grandi potenze stanno ridefinendo le proprie priorità di sicurezza, approvvigionamento energetico e controllo delle rotte commerciali. La presidente della Commissione europea ha ribadito che la Groenlandia non è una periferia marginale, ma un territorio di rilevanza strategica per l’Europa, sottolineando la necessità che l’Unione europea partecipi attivamente alla definizione degli equilibri futuri in una regione sempre più contesa. Il riferimento non è solo alla collocazione geografica dell’isola, ma soprattutto al suo ruolo nel nuovo scenario globale, segnato dallo scioglimento dei ghiacci, dall’apertura di nuove vie marittime e dalla crescente competizione per l’accesso alle risorse naturali.
La presa di posizione di von der Leyen si inserisce in un contesto di tensioni latenti tra alleati occidentali, accentuate dalle recenti dichiarazioni provenienti dagli Stati Uniti sul valore strategico della Groenlandia e sulla possibilità di rivedere le priorità di sicurezza in chiave nazionale. L’Europa, attraverso la Commissione, intende riaffermare che il futuro dell’Artico non può essere deciso unilateralmente e che la dimensione europea deve essere parte integrante di qualsiasi assetto geopolitico della regione. La Groenlandia, pur godendo di ampia autonomia e mantenendo uno status particolare nei rapporti con l’Unione, resta legata al continente europeo da relazioni storiche, politiche ed economiche che Bruxelles considera fondamentali per garantire stabilità e cooperazione.
Il messaggio della presidente della Commissione va letto anche come un tentativo di rafforzare l’autonomia strategica europea in un’area che sta assumendo un valore crescente sotto il profilo militare ed energetico. L’Artico è ormai uno dei principali teatri della competizione tra Stati Uniti, Russia e Cina, con investimenti significativi in infrastrutture, basi militari e ricerca scientifica. In questo scenario, l’Europa rischia di rimanere schiacciata tra interessi contrapposti se non riesce a sviluppare una propria visione coerente. Le parole di von der Leyen mirano a colmare questo vuoto, proponendo un approccio basato su cooperazione internazionale, sostenibilità ambientale e rispetto delle comunità locali, ma anche su una presenza politica e diplomatica più assertiva.
La questione groenlandese tocca inoltre il tema delle materie prime critiche, sempre più centrali per la transizione energetica e digitale. L’isola è ricca di risorse strategiche, dai minerali rari alle potenziali riserve energetiche, che attirano l’interesse delle grandi potenze e delle multinazionali. Per l’Unione europea, garantire un accesso sicuro e regolato a queste risorse significa ridurre la dipendenza da fornitori esterni e rafforzare la propria capacità industriale. In questo senso, il riferimento alla Groenlandia diventa parte di una strategia più ampia che lega sicurezza, politica industriale e sostenibilità ambientale.
Le dichiarazioni della presidente della Commissione assumono infine un valore politico interno, perché sollecitano gli Stati membri a considerare l’Artico come una priorità comune e non come una questione periferica. La costruzione di una posizione europea condivisa richiede investimenti, coordinamento e una visione di lungo periodo, elementi che finora sono emersi in modo frammentato. Il richiamo di von der Leyen alla centralità della Groenlandia rappresenta quindi un tentativo di dare coerenza a una politica artica europea ancora in fase di definizione, in un momento in cui le trasformazioni climatiche e geopolitiche rendono sempre più urgente una presenza strutturata dell’Unione in una delle regioni chiave del futuro equilibrio globale.

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