Visita di Modi in Israele, verso un’alleanza strategica India-Israele contro gli assi radicali sciita e sunnita
- piscitellidaniel
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La visita del premier indiano Narendra Modi in Israele segna un passaggio politico di rilievo nella costruzione di un’alleanza strategica sempre più strutturata tra Nuova Delhi e Tel Aviv, con un focus dichiarato sulla cooperazione in materia di sicurezza e sulla risposta alle minacce provenienti dagli assi radicali sciita e sunnita attivi in Medio Oriente e oltre. L’incontro tra i due governi si colloca in un contesto regionale ad alta tensione, nel quale le dinamiche geopolitiche coinvolgono potenze globali e attori regionali con interessi spesso contrapposti.
Negli ultimi anni i rapporti tra India e Israele hanno conosciuto un’accelerazione significativa, passando da una cooperazione prevalentemente tecnica a un partenariato politico e strategico più ampio. La sicurezza rappresenta il pilastro centrale di questa relazione. Israele è uno dei principali fornitori di tecnologie militari e sistemi di difesa per l’India, che a sua volta considera Tel Aviv un partner affidabile nel contrasto al terrorismo e nella gestione delle minacce asimmetriche.
La visita di Modi consolida un percorso iniziato con precedenti incontri bilaterali e con un rafforzamento dei canali diplomatici. La cooperazione si estende oltre il settore militare, includendo innovazione tecnologica, cybersecurity, agricoltura avanzata e gestione delle risorse idriche. Tuttavia, il contesto attuale, segnato da conflitti e tensioni nel Levante e nel Golfo, attribuisce alla dimensione securitaria un peso predominante.
L’espressione “assi radicali sciita e sunnita” richiama la complessità delle alleanze e delle contrapposizioni che attraversano il Medio Oriente. Da un lato vi sono formazioni e attori legati all’area sciita, con il coinvolgimento di Teheran e dei suoi alleati; dall’altro movimenti radicali sunniti che operano in diversi scenari regionali. India e Israele condividono la percezione di minacce provenienti da reti estremiste e da instabilità diffuse, elementi che favoriscono un coordinamento più stretto in materia di intelligence e difesa.
Per l’India, il rafforzamento dei rapporti con Israele si inserisce in una strategia di proiezione internazionale più ampia. Nuova Delhi mira a consolidare la propria posizione come attore globale, mantenendo relazioni articolate sia con l’Occidente sia con altri poli di potere. L’avvicinamento a Tel Aviv non esclude il dialogo con Paesi arabi, ma rappresenta un tassello della diplomazia multilivello perseguita dal governo indiano.
Israele, dal canto suo, guarda all’India come a un partner strategico in Asia, capace di offrire opportunità economiche e sostegno politico in contesti multilaterali. La cooperazione con una delle maggiori democrazie del mondo rafforza la rete di alleanze di Tel Aviv in un momento in cui la regione è attraversata da profonde trasformazioni. Il dialogo tra i due Paesi si traduce in accordi operativi, esercitazioni congiunte e scambi tecnologici.
La visita di Modi conferma dunque la volontà di consolidare un asse che va oltre la dimensione commerciale, assumendo una valenza geopolitica più marcata. In uno scenario caratterizzato da rivalità regionali e competizione tra potenze, l’intesa tra India e Israele si configura come un elemento di stabilizzazione per i due governi, fondato su interessi convergenti in materia di sicurezza, innovazione e cooperazione strategica.

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