Trump rilancia i dazi: 25% su auto e ricambi importati, ma con incentivi per chi produce negli USA
- piscitellidaniel
- 29 apr
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Il presidente Donald Trump ha annunciato l’introduzione di un nuovo dazio del 25% su tutte le automobili e i componenti importati negli Stati Uniti, con l’obiettivo dichiarato di rilocalizzare la produzione e rafforzare la sicurezza economica nazionale. La misura, che entrerà in vigore il 3 maggio 2025, si inserisce in un più ampio pacchetto di politiche protezionistiche che l’amministrazione ha adottato nei primi 100 giorni del secondo mandato.
Secondo quanto comunicato dal Segretario al Commercio Howard Lutnick, il nuovo dazio sarà accompagnato da un sistema di incentivi per le case automobilistiche che assemblano veicoli negli Stati Uniti. In particolare, le aziende che producono auto con almeno l’85% di contenuto domestico saranno esentate dal dazio. Inoltre, per i veicoli assemblati negli USA, sarà previsto un credito fino al 15% del valore del veicolo nel primo anno, ridotto al 10% nel secondo, da applicare ai costi dei componenti importati. Questa misura mira a fornire un periodo di transizione di due anni per permettere ai produttori di riorganizzare le proprie catene di approvvigionamento e aumentare la produzione interna.
La decisione ha suscitato reazioni contrastanti nel settore automobilistico. Mentre alcune aziende, come General Motors e Stellantis, hanno espresso apprezzamento per gli sforzi dell’amministrazione nel sostenere la competitività e stimolare l’occupazione, altre hanno manifestato preoccupazione per l’impatto immediato sui costi e sulla complessità delle catene di fornitura globali. Secondo stime del Center for Automotive Research, i nuovi dazi potrebbero aggiungere oltre 4.700 dollari al prezzo di un veicolo, che attualmente supera in media i 47.000 dollari.
Le associazioni di categoria, tra cui l’Alliance for Automotive Innovation e la National Automobile Dealers Association, hanno inviato una lettera all’amministrazione, avvertendo che i dazi potrebbero aumentare significativamente i prezzi dei veicoli, ridurre le vendite e aumentare i costi e l’imprevedibilità della manutenzione. Hanno inoltre sottolineato che molti fornitori sono già finanziariamente fragili e che nuovi dazi potrebbero portare a interruzioni della produzione, licenziamenti o fallimenti, con effetti a catena su tutta la filiera.
L’amministrazione Trump ha giustificato l’introduzione dei dazi facendo riferimento alla Sezione 232 del Trade Expansion Act del 1962, che consente al presidente di imporre restrizioni commerciali per motivi di sicurezza nazionale. Secondo la Casa Bianca, la dipendenza da fornitori esteri per circa la metà dei veicoli acquistati negli Stati Uniti rappresenta una minaccia per l’industria domestica. Trump ha dichiarato che l’industria automobilistica è stata un pilastro fondamentale dell’economia americana e che è necessario riportare la produzione all’interno dei confini nazionali.
La mossa ha anche implicazioni geopolitiche, in particolare nei confronti di Cina, Canada e Messico. Le auto e i componenti soggetti ai dazi del 25% su acciaio e alluminio saranno esenti da altri dazi precedentemente imposti da Trump, tra cui quelli del 25% su beni canadesi e messicani e del 10% su importazioni dalla maggior parte degli altri paesi. Tuttavia, le auto prodotte all’estero, anche se da case automobilistiche con impianti negli Stati Uniti, saranno soggette ai nuovi dazi se non soddisfano i requisiti di contenuto domestico.
Il presidente ha pianificato un comizio in Michigan, uno stato chiave per la produzione automobilistica, per celebrare i primi 100 giorni del suo secondo mandato e promuovere le nuove politiche commerciali. L’amministrazione sostiene che le misure adottate stimoleranno la crescita dell’industria automobilistica e aumenteranno le entrate fiscali, ma gli economisti avvertono che i dazi potrebbero portare a un aumento dei prezzi per i consumatori e a una riduzione delle vendite nel settore.

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