Trasporti a rischio il 19 e 20 giugno: sciopero nazionale dei sindacati autonomi contro il gruppo FS
- piscitellidaniel
- 16 giu 2025
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È stato proclamato uno sciopero nazionale dei sindacati autonomi contro il gruppo Ferrovie dello Stato Italiane per le giornate del 19 e 20 giugno. L’annuncio arriva in un momento già complesso per il trasporto ferroviario italiano, tra ritardi infrastrutturali, carenza di personale e tensioni sociali in crescita. L’agitazione, che riguarderà tutte le aziende del gruppo FS, è stata indetta dalle sigle autonome per rivendicare migliori condizioni lavorative, maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro, e una contrattazione più equa e partecipata, denunciando l’assenza di ascolto da parte dell’azienda e delle istituzioni.
L’astensione dal lavoro avrà inizio alle ore 21.00 di mercoledì 19 giugno e proseguirà fino alle 20.59 di giovedì 20 giugno. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, lo sciopero coinvolgerà personale appartenente a Trenitalia, Rete Ferroviaria Italiana, Italferr, Mercitalia Logistics, Busitalia e tutte le società controllate dal gruppo FS. Le sigle che hanno aderito sono tra le principali rappresentanze autonome del settore ferroviario: Cub Trasporti, Sgb, Usb Lavoro Privato e Orsa Ferrovie. L’adesione potrebbe quindi essere ampia, anche se restano garantiti i servizi minimi essenziali previsti dalla normativa vigente sugli scioperi nei trasporti.
Le ragioni alla base dell’agitazione sono molteplici e vanno ben oltre la sola questione salariale. I sindacati denunciano la continua esternalizzazione di servizi, l’eccessiva precarizzazione dei contratti, la carenza cronica di personale operativo, e una crescente pressione sulle maestranze addette alla sicurezza e alla manutenzione. Viene inoltre criticata la gestione unilaterale dei turni e degli orari, che secondo le organizzazioni autonomiste non tiene conto delle esigenze personali e familiari dei lavoratori. A questo si aggiungono le rivendicazioni sul fronte della sicurezza, con particolare riferimento agli episodi di aggressioni contro i capotreno e il personale a contatto con il pubblico.
Un altro punto critico riguarda la contrattazione integrativa. Le sigle promotrici accusano l’azienda di aver escluso i sindacati autonomi dai tavoli negoziali e di privilegiare le sigle confederali in un sistema che di fatto produce diseguaglianza nella rappresentanza. In una nota congiunta, i promotori dello sciopero hanno denunciato “una gestione autoritaria delle relazioni industriali, in contrasto con i principi costituzionali di pluralismo sindacale e democrazia nei luoghi di lavoro”.
Il gruppo FS ha espresso “rammarico” per la proclamazione dello sciopero e ha comunicato che attiverà tutte le misure necessarie per limitare i disagi all’utenza. Sul sito ufficiale di Trenitalia saranno pubblicati gli elenchi dei treni garantiti, che comprenderanno i convogli a lunga percorrenza e i servizi essenziali nelle fasce orarie di maggiore affluenza, come previsto dalla normativa. I treni regionali saranno invece i più colpiti, con possibili soppressioni e variazioni soprattutto nella giornata di giovedì 20 giugno. L’azienda invita i passeggeri a verificare lo stato del proprio treno prima di mettersi in viaggio, anche attraverso app e canali social.
Lo sciopero arriva in un momento di forte mobilitazione nel comparto dei trasporti. Dopo le agitazioni che hanno interessato il trasporto aereo e locale nelle settimane precedenti, il settore ferroviario si unisce al coro di proteste che chiede una revisione delle politiche del lavoro e una maggiore attenzione alle dinamiche del personale. La tensione rischia di salire ulteriormente con l’avvicinarsi dell’estate, periodo critico per la mobilità turistica e per la tenuta del servizio pubblico. Il rischio, secondo alcune associazioni dei consumatori, è che lo sciopero del 19 e 20 giugno possa costituire solo la prima di una serie di mobilitazioni che andranno ad intensificarsi nei prossimi mesi.
La protesta dei sindacati autonomi ha ricevuto l’attenzione anche di alcuni parlamentari, in particolare tra le opposizioni. Alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi-Sinistra hanno chiesto al governo di intervenire per favorire un tavolo di confronto tra le parti e per garantire una rappresentanza più equa dei lavoratori. In particolare, viene chiesto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di attivarsi per promuovere un protocollo sulla sicurezza del personale ferroviario e un piano di assunzioni straordinario per colmare i vuoti d’organico, oggi stimati in oltre 4.000 unità tra personale di bordo e manutenzione.
Dal lato delle imprese, Confindustria Trasporti sottolinea che l’attuale fase di transizione del gruppo FS, con investimenti infrastrutturali per oltre 190 miliardi previsti nel piano decennale, richiede una “clima industriale stabile” e che uno scontro permanente tra azienda e lavoratori rischia di compromettere obiettivi strategici a livello nazionale, come la modernizzazione della rete ferroviaria, la transizione ecologica e l’intermodalità logistica.
Le associazioni dei pendolari temono che lo sciopero possa creare forti disagi in particolare nelle aree metropolitane, dove il treno rappresenta un mezzo essenziale per centinaia di migliaia di lavoratori e studenti. Nelle tratte suburbane di Milano, Roma e Napoli, già fortemente congestionate, anche una sola giornata di soppressioni può determinare effetti a catena sul traffico e sulla qualità della mobilità cittadina. Le stesse associazioni chiedono maggiore chiarezza nella comunicazione dei servizi garantiti e un piano straordinario di rimborsi o voucher per gli abbonati danneggiati.
Resta dunque alta la tensione tra azienda e rappresentanze autonome, che da tempo chiedono un ripensamento complessivo del modello di relazioni industriali all’interno del gruppo FS. Il 19 e 20 giugno si preannunciano giornate complesse per il trasporto ferroviario nazionale, con il rischio concreto che la protesta possa costituire l’inizio di un nuovo ciclo di mobilitazioni nel settore pubblico. Il tutto in un contesto in cui i lavoratori chiedono di essere ascoltati non solo nelle sedi formali, ma anche come parte integrante del processo di riforma e rilancio del trasporto su ferro in Italia.

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