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Start-up Innovative: un ecosistema in evoluzione tra definizioni, agevolazioni e sfide future


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Le start-up innovative rappresentano un tassello fondamentale dell'ecosistema imprenditoriale italiano, incarnando un modello di impresa giovane, dinamico e ad alto potenziale di crescita. Introdotte nel panorama normativo italiano dal decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, queste realtà imprenditoriali hanno beneficiato di un regime di favore volto a stimolarne la nascita, lo sviluppo e il consolidamento. La Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023,(Legge 16 dicembre 2024, n.193), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 17 dicembre 2024 ed entrata in vigore il 18 dicembre 2024, interviene, a distanza di 12 anni dalla loro istituzione, modificandone alcuni aspetti.


Definizione e Requisiti: Un Concetto in Continua Evoluzione

La definizione di start-up innovativa, contenuta nell'articolo 25 del decreto-legge n. 179/2012, è stata oggetto di diverse modifiche nel corso degli anni, riflettendo l'evoluzione del contesto economico e tecnologico. La legge annuale per la concorrenza del 2023 ha introdotto alcune precisazioni, mantenendo però inalterati i pilastri fondamentali della definizione.

Per essere definita "innovativa", una start-up deve soddisfare i seguenti requisiti:

  1. Forma Giuridica e Dimensione: Deve essere una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, o una Societas Europaea, residente in Italia. La legge annuale per la concorrenza ha introdotto un'importante precisazione: la start-up innovativa deve essere una microimpresa o una piccola o media impresa (PMI), come definite dalla raccomandazione 2003/36/CE della Commissione Europea.

  2. Età: Deve essere costituita da non più di sessanta mesi (cinque anni).

  3. Sede: Deve essere residente in Italia o in un altro Paese dello Spazio Economico Europeo (SEE), ma con una sede produttiva o una filiale in Italia.

  4. Fatturato: A partire dal secondo anno di attività, il valore della produzione annua non deve superare i 5 milioni di euro.

  5. Utili: Non deve distribuire, e non deve aver distribuito, utili.

  6. Oggetto Sociale: Deve avere come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. La legge del 2023 specifica che la start up non può svolgere attività prevalente di agenzia e di consulenza.

  7. Originalità: Non deve essere stata costituita per fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo d'azienda.

  8. Requisiti Specifici di Innovatività: Deve possedere almeno uno dei seguenti requisiti ulteriori:

    • Spese in Ricerca e Sviluppo (R&S): Le spese in R&S devono essere uguali o superiori al 15% del maggiore valore tra costo e valore totale della produzione. Sono incluse diverse tipologie di spese, tra cui quelle per lo sviluppo precompetitivo, per servizi di incubazione, per il personale interno e i consulenti esterni, e per la registrazione e protezione di proprietà intellettuale.

    • Personale Qualificato: Almeno un terzo della forza lavoro complessiva deve essere costituito da personale in possesso di dottorato di ricerca (o che lo sta svolgendo) o di laurea con almeno tre anni di esperienza in attività di ricerca certificata. In alternativa, almeno due terzi della forza lavoro complessiva deve essere in possesso di laurea magistrale.

    • Privative Industriali: La start-up deve essere titolare, depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale (brevetto, modello di utilità, disegno o modello industriale, software, ecc.) direttamente afferente all'oggetto sociale e all'attività di impresa.


Mantenimento dello Status e "Scale-Up"

La legge prevede una disciplina specifica per il mantenimento dello status di start-up innovativa. L'iscrizione in una sezione speciale del Registro delle Imprese, che avviene tramite autocertificazione del possesso dei requisiti, è conditio sine qua non per accedere ai benefici.

La legge introduce una flessibilità maggiore sulla durata dell'iscrizione:oltre alla scadenza "naturale" dei cinque anni, sono state introdotte deroghe in presenza di specifici requisiti che permettono la permanenza nella sezione speciale, e quindi il godimento delle agevolazioni, per periodi più lunghi.

Originariamente, la permanenza era consentita fino a un massimo di cinque anni dalla data di costituzione, a condizione che l'impresa continuasse a soddisfare i requisiti previsti.

La legge sulla concorrenza ha introdotto la possibilità di mantenere l'iscrizione anche oltre il quinquennio, purché sussistano specifiche condizioni.

  • Superamento dei 5 anni dalla costituzione, ma entro il limite di 7 anni L'iscrizione viene prorogata se, alternativamente, la start up, entro i primi 5 anni dalla data di costituzione, raggiunge almeno uno dei seguenti obiettivi:

    • Incremento del 25% della percentuale delle spese in ricerca e sviluppo.

    • Stipulazione di almeno un contratto di sperimentazione con una pubblica amministrazione.

    • Registrazione di un incremento dei ricavi derivanti dalla gestione caratteristica dell'impresa o comunque individuati alla voce A1) del conto economico, di cui all'articolo 2425 del codice civile, o dell'occupazione, superiore al 50 per cento dal secondo al terzoanno.

    • Costituzione di una riserva patrimoniale superiore a 50.000 euro, attraverso l'ottenimento di un finanziamento convertendo o un aumento di capitale a sovrapprezzo che porti ad una partecipazione non superiore a quella di minoranza da parte di un investitore terzo professionale, di un incubatore o di un acceleratore certificato, di un investitore vigilato, di un business angel ovvero attraverso un equity crowdfunding svolto tramite piattaforma autorizzata, e incremento al 20 per cento della percentuale delle spese di ricerca e sviluppo.

  • Ottenimento di almeno un brevetto.

  • Superamento dei 7 anni dalla costituzioneSe l’impresa ha superato i cinque anni di “vita”, ma non ha ancora compiuto sette anni, la permanenza nella sezione speciale può essere ulteriormente estesa per due ulteriori periodi di due anni ciascuno (per complessivi quattro anni), arrivando ad un massimo di nove anni dalla costituzione. Il superamento dei 7 anni è concesso solo nel caso in cui la start-up innovativa raggiunga, per ciascuno dei due bienni aggiuntivi, almeno uno dei seguenti obiettivi:

    • aumento di capitale a sovrapprezzo da parte di un organismo di investimento collettivo del risparmio, di importo superiore a 1 milione di euro, per ciascun periodo di estensione.

    • incremento dei ricavi derivanti dalla gestione caratteristica dell'impresa o comunque individuati alla voce A1) del conto economico, di cui all'articolo 2425 del codice civile, superiore al 100 per cento annuo.In altre parole, superati i 5 anni di vita, il legislatore richiede risultati significativi per concedere la proroga, segno che ci si aspetta che la start-up sia ormai avviata e in grado di generare valore in modo consistente.


Agevolazioni per le Start-up Innovative

Le start-up innovative, e gli incubatori certificati, beneficiano di una serie di agevolazioni, tra cui:

  • Esenzioni fiscali: Esenzione dall'imposta di bollo e dai diritti di segreteria per l'iscrizione al Registro delle Imprese.

  • Deroghe alla disciplina societaria: Maggiore flessibilità nella gestione societaria, con possibilità di creare categorie di quote con diritti diversi e di offrire strumenti finanziari partecipativi.

  • Accesso facilitato al credito: Accesso semplificato e gratuito al Fondo di Garanzia per le PMI.

  • Incentivi all'investimento: Detrazioni fiscali per le persone fisiche e deduzioni per le persone giuridiche che investono nel capitale delle start-up innovative.

  • Remunerazione flessibile: Possibilità di remunerare i collaboratori con strumenti di partecipazione al capitale (stock option).

  • Raccolta di capitali online: Possibilità di raccogliere capitali tramite piattaforme di equity crowdfunding.

  • Servizi di internazionalizzazione: Accesso a servizi di supporto per l'internazionalizzazione offerti dall'ICE (Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane).

  • Deroghe alla disciplina del lavoro: maggiore flessibilità nella gestione del lavoro.La Legge sulla Concorrenza 2023: Ulteriori Interventi

La Legge sulla Concorrenza 2023 non si limita a modificare la definizione di start-up innovativa, ma introduce anche altre misure volte a favorire l'ecosistema delle start-up:

  • Semplificazione per gli Incubatori Certificati: Semplifica le procedure per l'iscrizione e il mantenimento dello status di incubatore certificato.

  • Potenziamento degli Incentivi: Potenzia gli incentivi fiscali per gli investimenti in start-up innovative, aumentando le aliquote di detrazione e deduzione e ampliando la platea dei beneficiari.

  • Promozione dell'Investimento Istituzionale: Introduce misure volte a favorire l'investimento istituzionale nelle start-up innovative, come la creazione di un Fondo per il Venture Capital.

  • Sostegno all'Imprenditoria Femminile: Introduce misure specifiche per favorire l'imprenditoria femminile nel settore delle start-up innovative.


Le Sfide e le Prospettive Future

Nonostante le numerose agevolazioni e gli interventi legislativi, l'ecosistema delle start-up innovative in Italia deve ancora affrontare diverse sfide:

  • Accesso al Capitale: L'accesso al capitale di rischio rimane difficile, soprattutto per le start-up in fase iniziale.

  • Burocrazia: La burocrazia e la complessità amministrativa rappresentano un ostacolo per la nascita e la crescita delle start-up.

  • Cultura Imprenditoriale: È necessario promuovere una cultura imprenditoriale più diffusa e una maggiore propensione al rischio.

  • Internazionalizzazione: Le start-up italiane devono essere più competitive a livello internazionale, superando le barriere linguistiche, culturali e di mercato.

Il futuro delle start-up innovative in Italia dipenderà dalla capacità di affrontare queste sfide e di creare un ambiente favorevole all'innovazione, alla crescita e alla competitività. La Legge sulla Concorrenza 2023 rappresenta un passo importante in questa direzione, ma sarà necessario un impegno costante da parte di tutti gli attori coinvolti (imprese, istituzioni, investitori) per rendere l'Italia un paese più attrattivo per le start-up innovative e per i talenti che le animano. La sfida è quella di trasformare l'Italia in un hub dell'innovazione, capace di competere a livello globale e di generare crescita economica e occupazione.

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