Morto Luigi Nicolais, addio all’ex ministro e già presidente del Cnr
- piscitellidaniel
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La scomparsa di Luigi Nicolais segna la perdita di una figura centrale della vita istituzionale e scientifica italiana, capace di attraversare mondi diversi mantenendo un profilo di rigore, competenza e visione strategica. Ex ministro per le Riforme e le innovazioni nella Pubblica amministrazione ed ex presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Nicolais ha rappresentato per anni un punto di riferimento nel rapporto tra politica, ricerca scientifica e sistema produttivo, contribuendo a costruire un’idea di modernizzazione fondata sull’innovazione e sulla valorizzazione del capitale umano. La notizia della sua morte ha suscitato un ampio cordoglio nel mondo accademico, istituzionale e politico, dove viene ricordato come un protagonista autorevole ma sempre attento al confronto e al merito.
La carriera di Nicolais si è sviluppata lungo un percorso che ha saputo coniugare l’impegno accademico con la responsabilità pubblica. Professore universitario e studioso di fama internazionale nel campo dell’ingegneria dei materiali, ha portato nella politica una visione fortemente ancorata alla cultura scientifica, convinto che la crescita del Paese dovesse passare attraverso investimenti strutturali in ricerca, tecnologia e formazione. Nel ruolo di ministro ha promosso interventi volti a rendere la Pubblica amministrazione più efficiente e orientata all’innovazione, sostenendo la digitalizzazione e il superamento di modelli burocratici considerati non più adeguati alle esigenze di una società in trasformazione.
Il passaggio alla guida del Cnr ha rappresentato uno dei momenti più significativi del suo impegno istituzionale. Alla presidenza del principale ente pubblico di ricerca italiano, Nicolais ha lavorato per rafforzare il ruolo del Cnr come motore di sviluppo scientifico e tecnologico, cercando di avvicinare il mondo della ricerca a quello delle imprese e delle istituzioni. Sotto la sua guida, il Consiglio nazionale delle ricerche ha puntato su una maggiore integrazione tra discipline, su progetti di ricerca applicata e su una presenza più incisiva nei grandi programmi europei, in un contesto nel quale la competizione internazionale rendeva sempre più necessario un salto di qualità nella capacità di attrarre risorse e talenti.
Il tratto distintivo della figura di Nicolais è stato la capacità di muoversi tra ambiti diversi senza rinunciare a una forte coerenza di fondo. La sua azione è sempre stata orientata all’idea che la conoscenza scientifica dovesse tradursi in politiche pubbliche efficaci e in strumenti concreti per lo sviluppo del Paese. Questa impostazione gli ha consentito di dialogare con mondi spesso distanti, come quello accademico, quello industriale e quello politico, mantenendo una credibilità costruita sul riconoscimento delle competenze e sulla serietà dell’impegno.
La morte di Luigi Nicolais lascia un vuoto significativo nel dibattito su innovazione, ricerca e riforme istituzionali, in una fase storica in cui questi temi assumono un’importanza strategica per il futuro dell’Italia. Il ricordo che emerge nelle reazioni del mondo scientifico e istituzionale restituisce l’immagine di un uomo delle istituzioni che ha interpretato il proprio ruolo come servizio, contribuendo a rafforzare il legame tra sapere, amministrazione pubblica e sviluppo economico, e lasciando un’eredità culturale che continua a interpellare il Paese sulle scelte da compiere per il proprio futuro.

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