Mario Roggero dovrebbe andare in prigione?
- Luca Brivio
- 1 giorno fa
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Un dibattito è da anni aperto su una questione giuridica ed etica. Il Sig. Mario Roggero, proprietario di una gioielleria di famiglia e vittima di una rapina, è stato condannato a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver sparato a due dei tre rapinatori che avevano svaligiato il suo negozio mentre tentavano la fuga. La condanna era già avvenuta in primo grado, da parte della Corte d'Assise , a ben 17 anni di carcere, superiori persino alla richiesta della procura (14 anni). Rileva il fatto che la Corte d'Assise, pur composta in maggioranza da giudici popolari, abbia scelto di condannare il gioielliere.
Il dibattito politico si è scaldato recentemente, in particolare grazie al Gen. Roberto Vannacci, personaggio che molto prima della fondazione di un proprio partito aveva già espresso le proprie opinioni in merito alla vicenda, e che ne aveva fatto largo uso mediatico insieme ad una serie di personaggi politici.
Meno diffuse sono state le opinioni in difesa dei rapinatori uccisi, e sono provenute tendenzialmente da membri requirenti della magistratura: il procuratore capo Biagio Mazzeo, a capo della procura di Asti che aveva chiesto i 14 anni, si era infatti espresso in un'intervista al Corriere con toni molto chiari : “Non mi stupisce, da anni il ministro [Matteo Salvini, NDR] ha uno slogan: che la difesa è sempre legittima. Ma qui siamo al di là persino del caso bordeline”. Una reazione “che avviene dopo il fatto, e fuori dal negozio, non può essere legittima difesa”. Il procuratore, inoltre, ha ricordato la facoltà in capo al parlamento di creare attenuanti ad hoc.
L'argomentazione a difesa del gioielliere, però, spaventa chiunque abbia studiato diritto. Lo slogan "la difesa è sempre legittima" implica un tipo di ordinamento giuridico dove l'autotutela è consentita ed incoraggiata, anche solo al fine di proteggere la proprietà. Ma questo tipo di ordinamento è estremamente lontano dal principio del monopolio della forza da parte dello Stato, e consegna la facoltà di utilizzare la forza, anche letale, a tutti i consociati che ritengano violato un proprio diritto.
Tale tipo di dottrina, applicata nel passato remoto dai primi ordinamenti giuridici, è stata limitata parecchio nel tempo, ed oggi trova applicazione quasi solo nell'ordinamento texano. Slogan come questi, combinati alle dottrine favorevoli alla remigrazione di sfondo xenofobo, rischiano di provocare nuova violenza inaudita nei confronti di criminali e anche semplici cittadini stranieri. È il caso di alcune aggressioni a Genova, che hanno visto la formazione di diverse vere e proprie spedizioni punitive nei confronti di minorenni stranieri da parte di cittadini italiani armati di spranghe, oppure di alcune aggressioni avvenute a Marzo da parte del Movimento Anticrimine e Antimaranza art.52, indagato dalla polizia.


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