Lavoro qualificato, capitale umano e il nuovo ciclo della produttività
- Giuseppe Politi

- 19 nov
- Tempo di lettura: 1 min
Il mercato del lavoro italiano vive una trasformazione profonda: la domanda si concentra su competenze digitali, analisi dati, automazione, project management e profili tecnico-scientifici. La transizione tecnologica apre spazi inediti, mentre i settori tradizionali soffrono carenza di manodopera qualificata. La produttività resta inferiore alla media europea, a causa di investimenti insufficienti in innovazione e formazione continua.
Il lavoro ibrido modifica l’organizzazione delle imprese: obiettivi più chiari, valutazione dei risultati e riduzione delle attività ripetitive grazie all’intelligenza artificiale. I territori con ecosistemi formativi avanzati registrano una crescita superiore, mentre le aree periferiche mostrano maggiore difficoltà ad attrarre lavoratori specializzati. Il futuro del lavoro italiano dipenderà dalla capacità di valorizzare il capitale umano attraverso politiche incentivate, aggiornamento professionale costante e collaborazione tra università, imprese e istituzioni.




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