L’export italiano: resilienza e nuove frontiere globali
- Giuseppe Politi

- 11 nov
- Tempo di lettura: 1 min
L’export resta uno dei pilastri dell’economia italiana. Anche in un contesto internazionale instabile, le imprese esportatrici mostrano una straordinaria capacità di adattamento. Nel 2026 le esportazioni italiane superano i 660 miliardi di euro, con una crescita trainata da agroalimentare, meccanica, moda e farmaceutica.
I mercati tradizionali, come europa e stati uniti, restano centrali, ma cresce il peso delle aree emergenti. Medio Oriente, Africa e Asia Meridionale rappresentano le nuove frontiere per il made in italy, che si posiziona sempre più come sinonimo di qualità, design e sostenibilità.
il successo non è casuale: è frutto di una rete di piccole e medie imprese altamente specializzate, capaci di offrire prodotti su misura e innovativi. la digitalizzazione dell’export, grazie all’e-commerce b2b e alle piattaforme logistiche intelligenti, consente oggi di raggiungere nuovi clienti in tempi ridotti e con costi più bassi.
tuttavia, la competitività internazionale richiede un sostegno strutturale. servono politiche fiscali favorevoli, investimenti in formazione linguistica e commerciale, e un coordinamento più efficiente tra regioni, ambasciate e camere di commercio.
l’Italia è un paese che vive di export: la sua forza risiede nell’equilibrio tra tradizione e innovazione, tra radici locali e vocazione globale.




Commenti