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L’energia come leva geopolitica: l’Europa alla ricerca dell’autonomia

L’energia è tornata a essere la variabile strategica dell’economia globale. le crisi del gas e le tensioni sui mercati delle materie prime hanno evidenziato la vulnerabilità dell’europa, troppo dipendente da fornitori esterni e da un mix energetico sbilanciato. il 2026 segna l’inizio di una fase di ribilanciamento strutturale: più rinnovabili, più interconnessioni, più indipendenza.

l’italia gioca un ruolo chiave nel nuovo scacchiere energetico europeo. grazie alla sua posizione geografica, il paese può diventare l’hub di transito del gas mediterraneo e delle nuove reti di idrogeno. i progetti di collegamento con nord africa, balcania e medio oriente aprono prospettive di cooperazione industriale e diplomatica.

ma l’autonomia energetica non può basarsi solo sulle infrastrutture. serve una strategia di lungo periodo che combini investimenti in ricerca, accumuli e reti intelligenti. il mercato dell’energia verde diventerà uno dei più competitivi del decennio: chi controllerà le tecnologie di stoccaggio e la filiera delle batterie guiderà l’economia del futuro.

l’europa deve imparare dalla crisi: la sicurezza energetica non è un costo, ma una forma di sovranità. solo un continente energeticamente indipendente potrà affrontare le sfide economiche e climatiche del secolo con forza e coesione.

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