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In consultazione i principi di comportamento dell’esperto in Composizione Negoziata

È stato posto in consultazione il documento recante i Principi di comportamento dell’Esperto nella Composizione Negoziata, elaborato con l’obiettivo di definire uno standard uniforme di condotta nell’ambito della procedura introdotta dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. La bozza del 26 gennaio 2026 interviene in un contesto nel quale la Composizione Negoziata ha assunto un ruolo centrale quale strumento di regolazione anticipata della crisi, fondato su logiche di risanamento e continuità aziendale. Il documento mira a tipizzare criteri di diligenza, indipendenza e professionalità dell’Esperto, figura terza chiamata a facilitare le trattative tra imprenditore e creditori, garantendo equilibrio e correttezza del confronto negoziale.

Il testo in consultazione definisce in modo puntuale i requisiti di indipendenza, precisando le condizioni ostative, le incompatibilità e le situazioni idonee a compromettere l’imparzialità dell’incarico. Viene ribadito che l’Esperto deve operare in assenza di conflitti di interesse attuali o potenziali, adottando un approccio improntato a neutralità e trasparenza. Particolare attenzione è riservata alla verifica preliminare dell’accettazione dell’incarico, che impone un’analisi preventiva della posizione dell’impresa, della struttura del debito e della sostenibilità delle prospettive di risanamento. Il documento richiama inoltre l’obbligo di riservatezza quale presidio essenziale per la credibilità dell’istituto, evidenziando come la gestione delle informazioni debba avvenire secondo criteri di correttezza e proporzionalità.

Un ulteriore asse portante dei Principi riguarda le modalità di conduzione delle trattative. L’Esperto è tenuto a promuovere un dialogo effettivo e documentato tra le parti, favorendo soluzioni che risultino coerenti con l’obiettivo della continuità aziendale o, ove ciò non sia possibile, con la migliore tutela dei creditori. Viene valorizzato il ruolo di analisi economico-finanziaria, con particolare riferimento alla valutazione dei flussi prospettici, alla verifica della ragionevolezza del piano e alla sostenibilità delle misure proposte. Il documento chiarisce che l’Esperto non assume funzioni gestorie né decisorie, ma esercita un compito di facilitazione qualificata, mantenendo una posizione equidistante rispetto agli interessi coinvolti.

La bozza disciplina anche gli obblighi di verbalizzazione e tracciabilità delle attività svolte, imponendo una documentazione idonea a rendere verificabile il percorso negoziale. In tale prospettiva, l’Esperto deve motivare le proprie valutazioni, specialmente nei casi in cui ritenga non perseguibile il risanamento o ravvisi condotte non collaborative.

Il documento prevede una fase di consultazione pubblica, entro il 16 febbraio 2026, infatti, possono essere formulate osservazioni e proposte di modifica, cui seguirà l’esame dei contributi per la successiva approvazione definitiva del testo.


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