Grandi eventi, l’Italia è terza in Europa e cresce dell’8% tra attrattività, investimenti e competenze
- piscitellidaniel
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L’Italia consolida la propria posizione tra i principali poli europei dei grandi eventi, raggiungendo il terzo posto nel continente e registrando una crescita dell’8%, un dato che conferma il rafforzamento strutturale del comparto e la sua crescente rilevanza economica. Il risultato riflette una dinamica che va oltre la semplice ripresa post-pandemica e indica una capacità più matura di intercettare manifestazioni internazionali, congressi, fiere, competizioni sportive e grandi appuntamenti culturali. La crescita è sostenuta da una combinazione di fattori che includono attrattività territoriale, qualità delle infrastrutture, professionalità degli operatori e una maggiore integrazione tra pubblico e privato nella progettazione e nella gestione degli eventi.
Il posizionamento dell’Italia come terza forza europea nel settore dei grandi eventi si fonda su una rete articolata di città e territori capaci di offrire format diversificati e soluzioni organizzative flessibili. Accanto alle grandi aree metropolitane, emergono poli medi e destinazioni specializzate che contribuiscono ad ampliare l’offerta e a distribuire l’impatto economico sul territorio. Questa pluralità rappresenta un vantaggio competitivo, perché consente di adattare l’evento al contesto, valorizzando patrimonio culturale, paesaggio, enogastronomia e filiere locali. La capacità di integrare contenuto dell’evento ed esperienza del luogo diventa un elemento distintivo che rafforza l’attrattività del Paese nei confronti di organizzatori e partecipanti internazionali.
La crescita dell’8% è sostenuta anche da investimenti mirati in infrastrutture materiali e immateriali. Spazi congressuali, impianti sportivi, arene temporanee, logistica e mobilità vengono affiancati da piattaforme digitali per la gestione dei flussi, dei fornitori e della sicurezza, elementi sempre più centrali per eventi di grande scala. La professionalizzazione della filiera consente di affrontare progetti complessi con standard elevati, riducendo rischi operativi e migliorando l’affidabilità complessiva del sistema. In questo quadro, l’innovazione organizzativa e tecnologica diventa un fattore abilitante, capace di sostenere volumi crescenti e di rispondere alle aspettative di format ibridi, sostenibili e ad alta intensità di contenuti.
Il comparto dei grandi eventi genera ricadute economiche rilevanti e trasversali, coinvolgendo turismo, servizi, costruzioni, comunicazione, sicurezza e industria creativa. L’impatto non si esaurisce nei giorni dell’evento, ma si estende lungo l’intero ciclo di progettazione, allestimento e dismissione, attivando occupazione e investimenti. La crescita registrata rafforza il ruolo degli eventi come leva di sviluppo territoriale e di posizionamento internazionale, contribuendo a costruire reputazione e a stimolare ulteriori iniziative. La capacità di attrarre eventi ricorrenti e di lungo periodo diventa un indicatore di affidabilità del sistema-Paese e alimenta un circolo virtuoso di competenze e relazioni.
Un aspetto sempre più centrale è la sostenibilità, che incide sulle scelte di organizzatori e sponsor e orienta l’evoluzione dei format. L’Italia sta progressivamente integrando criteri ambientali, sociali e di governance nella progettazione dei grandi eventi, con attenzione a mobilità, energia, gestione dei rifiuti e inclusione. Questo approccio risponde a una domanda internazionale più esigente e contribuisce a rendere l’offerta competitiva in un mercato europeo in cui la qualità dell’impatto conta quanto la dimensione dell’evento. La sostenibilità si traduce anche in efficienza operativa e in una migliore accettabilità sociale, elementi che rafforzano la continuità delle iniziative.
La posizione di vertice in Europa e la crescita registrata indicano una traiettoria di sviluppo che poggia su competenze consolidate e su una visione più coordinata. Il settore mostra una maggiore capacità di pianificazione, di attrazione di capitali e di collaborazione tra istituzioni, operatori e territori. La sfida resta quella di trasformare la crescita quantitativa in valore duraturo, rafforzando la qualità dell’offerta, la formazione professionale e l’integrazione delle filiere. In questo scenario, i grandi eventi continuano a rappresentare uno strumento strategico per l’economia italiana, capace di coniugare visibilità internazionale, sviluppo locale e innovazione organizzativa.

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