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Auto, perché Stellantis guarda all’Algeria per portare parte dell’indotto

La scelta di Stellantis di valutare il trasferimento di alcune attività dell’indotto automobilistico in Algeria si inserisce in una strategia industriale che combina riduzione dei costi, riorganizzazione delle catene produttive e posizionamento geopolitico. Il gruppo automobilistico si muove in un contesto di forte pressione competitiva, segnato dalla transizione verso l’elettrico, dall’aumento dei costi energetici e dalla necessità di rendere più flessibile una struttura industriale ereditata da decenni di produzione concentrata in Europa. In questo quadro, l’Algeria emerge come un’opzione industriale che risponde a più esigenze, non limitate alla semplice delocalizzazione produttiva.


Uno dei fattori chiave che rendono l’Algeria attrattiva è il costo del lavoro, significativamente inferiore rispetto a quello europeo, unito a una disponibilità crescente di manodopera giovane. Per l’indotto automobilistico, che opera spesso con margini ridotti e forte concorrenza sui prezzi, la possibilità di contenere i costi rappresenta un elemento decisivo. Stellantis punta a coinvolgere fornitori e subfornitori in una logica di filiera integrata, nella quale parte delle lavorazioni a minore valore aggiunto può essere spostata in Paesi con costi più competitivi, mantenendo in Europa le attività a maggiore contenuto tecnologico e progettuale.


Accanto al tema dei costi, pesa anche la vicinanza geografica e logistica. L’Algeria offre un collegamento relativamente rapido con il Sud Europa, in particolare con Italia e Francia, mercati storicamente centrali per Stellantis. Questa prossimità consente di ridurre i tempi di trasporto rispetto a soluzioni più lontane, come l’Asia, e di mantenere un certo controllo sulla catena di fornitura. In una fase in cui le interruzioni logistiche hanno mostrato tutta la fragilità delle filiere globali, la possibilità di costruire una rete produttiva più corta e regionalizzata viene considerata un vantaggio strategico.


Il contesto politico ed economico algerino rappresenta un ulteriore elemento della valutazione. Il Paese sta cercando di attrarre investimenti esteri per diversificare un’economia fortemente dipendente dagli idrocarburi, offrendo incentivi e condizioni favorevoli per l’insediamento industriale. Per Stellantis, l’Algeria non è un territorio completamente nuovo, ma un mercato con legami storici e industriali consolidati, soprattutto attraverso marchi di origine francese. Questo background facilita il dialogo istituzionale e la costruzione di accordi che coinvolgono non solo la produzione, ma anche la formazione e lo sviluppo di competenze locali.


La strategia di portare parte dell’indotto in Algeria si inserisce anche nella trasformazione più ampia del settore automotive. La transizione verso l’elettrico impone una revisione profonda delle catene di fornitura, con una riduzione del numero di componenti per veicolo e una pressione crescente sui fornitori tradizionali. In questo scenario, Stellantis cerca di accompagnare l’indotto in un percorso di adattamento, offrendo nuove opportunità produttive ma anche spingendo verso una maggiore efficienza. Il trasferimento di alcune attività diventa così uno strumento per gestire l’impatto della transizione senza compromettere la competitività complessiva del gruppo.


La scelta solleva inevitabilmente interrogativi sul fronte europeo, in particolare per quanto riguarda l’occupazione e il ruolo dei distretti industriali storici. Il coinvolgimento dell’indotto in progetti di delocalizzazione viene osservato con attenzione da sindacati e istituzioni, che temono un progressivo svuotamento della base produttiva. Stellantis, da parte sua, sostiene che la strategia mira a preservare la sostenibilità industriale del gruppo nel lungo periodo, evitando scenari di maggiore criticità legati a costi non più compatibili con il mercato globale. La questione resta quindi aperta, con un equilibrio delicato tra competitività internazionale e tutela dei territori.


L’Algeria diventa così un tassello di una strategia più ampia, che vede Stellantis impegnata a ridisegnare la propria presenza industriale su scala regionale. L’obiettivo non è semplicemente spostare produzioni, ma costruire una filiera più resiliente e adattabile, capace di rispondere alle sfide di un settore in profonda trasformazione. In questo contesto, la decisione di guardare all’Algeria riflette una logica industriale che intreccia costi, logistica, geopolitica e transizione tecnologica, delineando un percorso che potrebbe avere effetti duraturi sull’assetto dell’automotive europeo e mediterraneo.

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