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Germania: tra transizione energetica e crisi industriale


La Germania, motore economico dell’europa per oltre due decenni, affronta oggi una delle fasi più delicate della sua storia recente. la crisi energetica, il rallentamento dell’industria automobilistica e la concorrenza asiatica stanno mettendo alla prova il modello tedesco fondato su export e manifattura ad alto valore aggiunto.

il 2026 si apre con segnali contrastanti: da un lato, una politica pubblica orientata alla transizione ecologica e alla digitalizzazione; dall’altro, una perdita di competitività per i costi energetici e la rigidità burocratica. le grandi industrie dell’auto e della chimica stanno ripensando le loro catene produttive, spostando parte delle attività verso l’europa orientale e gli stati uniti.

Il governo tedesco ha lanciato un massiccio piano di investimenti per sostenere le energie rinnovabili e l’idrogeno verde, puntando a ridurre la dipendenza da gas e carbone entro il 2030. ma la riconversione non è indolore: molte aziende di medie dimensioni faticano a sostenere i costi della transizione e chiedono incentivi fiscali più incisivi.

la sfida per la germania sarà mantenere la propria leadership industriale adattandosi a un contesto più instabile e frammentato. la solidità finanziaria e la capacità tecnologica restano intatte, ma serve una visione più flessibile per evitare che la transizione ecologica si trasformi in un freno alla crescita.

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