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Decreto sicurezza sul lavoro, via libera del Consiglio dei ministri: badge obbligatorio nei cantieri, sanzioni più severe e nuove tutele per gli studenti

Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, un pacchetto di norme che punta a rafforzare i controlli, inasprire le sanzioni per le imprese inadempienti e migliorare la tutela dei lavoratori, con particolare attenzione agli studenti impegnati nei percorsi di formazione e alternanza scuola-lavoro. Il provvedimento, atteso da mesi e frutto di un confronto tra Ministero del Lavoro, Inail e parti sociali, rappresenta un passo concreto verso la modernizzazione del sistema di prevenzione in un momento in cui gli incidenti sul lavoro continuano a destare preoccupazione in tutto il Paese.


Tra le principali novità introdotte dal decreto spicca l’obbligo per tutti gli operatori presenti nei cantieri di indossare un badge identificativo elettronico, collegato a un sistema centralizzato di controllo delle presenze e delle qualifiche professionali. La misura, pensata per aumentare la tracciabilità e contrastare il fenomeno del lavoro irregolare, prevede che il tesserino digitale consenta alle autorità ispettive di verificare in tempo reale se il lavoratore è regolarmente assunto, formato e autorizzato a operare in determinate aree. Il sistema sarà gestito attraverso una piattaforma nazionale integrata con i dati dell’Ispettorato del lavoro e dell’Inps, con l’obiettivo di ridurre drasticamente le zone d’ombra che ancora oggi caratterizzano il settore delle costruzioni.


Un altro punto centrale del decreto riguarda l’inasprimento delle sanzioni amministrative e penali a carico delle imprese che non rispettano le norme di sicurezza. Le multe per la mancata adozione delle misure di protezione, come dispositivi di sicurezza o formazione obbligatoria, subiranno un aumento fino al 40% rispetto agli importi attuali. Nei casi più gravi, in cui la violazione comporta rischi diretti per la salute dei lavoratori, è prevista anche la sospensione immediata dell’attività. Le aziende che operano in subappalto saranno soggette a controlli più stringenti, con l’obbligo di certificare la regolarità contributiva e il rispetto delle norme di sicurezza per tutto il personale impiegato nei cantieri.


Particolare attenzione è stata riservata ai percorsi formativi e ai tirocini. Il decreto introduce un sistema di tutele specifiche per gli studenti impegnati nei progetti di alternanza scuola-lavoro, dopo i tragici incidenti che negli ultimi anni hanno coinvolto giovani apprendisti. Le nuove regole prevedono che le strutture ospitanti debbano garantire un’adeguata formazione in materia di sicurezza, sotto la responsabilità diretta dei dirigenti scolastici e dei tutor aziendali. Inoltre, viene introdotta la figura del “referente per la sicurezza dei percorsi formativi”, con il compito di vigilare sull’applicazione delle misure di prevenzione e di segnalare eventuali criticità. Per le aziende che accolgono studenti o tirocinanti, sono previsti incentivi fiscali legati all’adozione di standard di sicurezza certificati.


Il provvedimento introduce anche misure per migliorare l’attività di vigilanza. L’Ispettorato nazionale del lavoro verrà potenziato con nuove assunzioni e strumenti digitali per il monitoraggio dei cantieri e dei luoghi di lavoro ad alto rischio. Saranno istituiti nuclei specializzati di controllo, dotati di tecnologie avanzate come droni e sensori per il rilevamento di condizioni pericolose. Parallelamente, l’Inail avrà un ruolo più attivo nella prevenzione, con la possibilità di finanziare progetti aziendali di miglioramento della sicurezza attraverso bandi specifici.


Un capitolo significativo del decreto riguarda la digitalizzazione dei processi di sicurezza. Tutte le aziende dovranno adottare un registro elettronico delle attività di formazione, aggiornato e consultabile dagli organi di vigilanza. Il registro consentirà di monitorare i corsi effettuati, i docenti, le ore di addestramento e la validità dei certificati. In questo modo, sarà possibile verificare in modo trasparente il livello di competenza dei lavoratori e la conformità alle norme. L’obiettivo dichiarato del governo è quello di creare un sistema integrato in grado di prevenire le violazioni prima che si trasformino in tragedie.


Sul fronte politico, il decreto ha ottenuto un ampio consenso in Consiglio dei ministri, con il sostegno dei ministeri competenti e delle forze parlamentari che da tempo chiedevano un intervento incisivo. Il ministro del Lavoro ha sottolineato come la sicurezza non debba essere percepita come un costo, ma come un investimento strategico. Ha inoltre annunciato che il governo intende aprire una nuova stagione di collaborazione con le parti sociali per promuovere una cultura della prevenzione, anche attraverso campagne informative e formazione obbligatoria per i datori di lavoro.


Le reazioni delle organizzazioni sindacali sono state in gran parte positive. I sindacati hanno accolto con favore le nuove tutele per i tirocinanti e l’aumento delle sanzioni per le imprese inadempienti, ma chiedono che l’applicazione delle norme sia accompagnata da un rafforzamento reale dei controlli e da un aumento delle risorse per gli ispettorati. Le associazioni datoriali, pur riconoscendo la necessità di interventi, hanno chiesto tempi certi e procedure semplificate per l’adozione dei nuovi sistemi digitali, evidenziando il rischio di un aggravio burocratico per le piccole imprese.


L’entrata in vigore del decreto è prevista entro la fine dell’anno, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Seguiranno i decreti attuativi che definiranno nel dettaglio le modalità operative per l’introduzione del badge elettronico e la gestione della banca dati nazionale della sicurezza. Si tratta di un cambiamento profondo nel modo di concepire la tutela dei lavoratori in Italia, che punta a un sistema più trasparente, tecnologico e responsabile. Il governo ritiene che il nuovo impianto normativo possa costituire un punto di svolta nella lotta contro gli incidenti e le irregolarità nei luoghi di lavoro, rafforzando al contempo il principio che la sicurezza deve essere una priorità condivisa da imprese, istituzioni e cittadini.

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