Cina, il surplus commerciale nel 2025 vola a 1.189 miliardi di dollari e rilancia il nodo degli squilibri globali
- piscitellidaniel
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Il surplus commerciale della Cina raggiunge nel 2025 quota 1.189 miliardi di dollari, sostenuto da una crescita dell’export del 5,5 per cento, e riporta al centro del dibattito internazionale il tema degli squilibri nei flussi commerciali globali. Il dato assume una rilevanza che va ben oltre la dimensione statistica, perché riflette la capacità dell’economia cinese di continuare a generare un forte avanzo estero nonostante il rallentamento della domanda interna, le tensioni geopolitiche e le crescenti barriere commerciali introdotte da molte economie avanzate. Il commercio estero si conferma così uno dei principali pilastri della crescita cinese, in una fase in cui altri motori tradizionali, come il settore immobiliare, mostrano segni di debolezza strutturale.
La dinamica dell’export evidenzia come la Cina stia rafforzando il proprio posizionamento lungo la catena del valore, puntando sempre più su prodotti a maggiore contenuto tecnologico e industriale. Macchinari, veicoli elettrici, componentistica avanzata ed elettronica continuano a trainare le esportazioni, compensando la minore domanda per beni a basso valore aggiunto. Questo spostamento qualitativo consente a Pechino di mantenere elevati livelli di competitività anche in un contesto di crescente protezionismo, sfruttando economie di scala, integrazione delle filiere e un forte sostegno industriale. Il surplus record è quindi anche il risultato di una strategia di lungo periodo che mira a consolidare il ruolo della Cina come hub manifatturiero globale ad alta specializzazione.
Sul fronte delle importazioni, la crescita resta più contenuta, riflettendo una domanda interna ancora fragile. I consumi delle famiglie continuano a risentire dell’incertezza economica e della debolezza del mercato immobiliare, mentre gli investimenti mostrano un andamento selettivo, concentrato soprattutto nei settori ritenuti strategici. Questo squilibrio tra export e import contribuisce ad ampliare l’avanzo commerciale e alimenta le critiche dei partner internazionali, che vedono nel modello cinese una fonte di distorsioni per il commercio globale. La combinazione di forte capacità produttiva e domanda interna debole accentua infatti la dipendenza della crescita cinese dai mercati esteri.
Il surplus di 1.189 miliardi di dollari ha implicazioni rilevanti anche sul piano geopolitico. Stati Uniti ed Europa osservano con crescente attenzione l’espansione dell’avanzo cinese, temendo effetti di dumping e pressioni competitive sui rispettivi sistemi industriali. Le misure difensive adottate negli ultimi anni, tra dazi, controlli sugli investimenti e incentivi alla produzione domestica, non hanno finora ridotto in modo significativo la capacità della Cina di esportare. Al contrario, il surplus record suggerisce che Pechino sia riuscita a riorientare i flussi commerciali, rafforzando la presenza in mercati emergenti e consolidando relazioni economiche alternative rispetto a quelle con l’Occidente.
Dal punto di vista macroeconomico, l’avanzo commerciale fornisce alla Cina un importante cuscinetto finanziario, contribuendo alla stabilità della bilancia dei pagamenti e sostenendo la valuta. Allo stesso tempo, però, accentua le tensioni con i partner commerciali e rende più complesso il riequilibrio dell’economia verso un modello trainato dai consumi interni. La dipendenza dall’export espone il Paese ai rischi legati a un eventuale rallentamento del commercio globale o a un inasprimento delle barriere commerciali, elementi che potrebbero mettere sotto pressione un modello di crescita già alle prese con sfide strutturali.
Il dato sul surplus commerciale del 2025 conferma quindi una Cina capace di imporsi sui mercati internazionali anche in un contesto avverso, ma evidenzia al tempo stesso le contraddizioni di un’economia che fatica a riequilibrarsi. L’avanzo record rafforza la posizione finanziaria e industriale del Paese, ma alimenta un confronto sempre più acceso sul futuro degli scambi globali e sulla sostenibilità di un sistema nel quale uno squilibrio così marcato continua a crescere. In questo scenario, il surplus cinese non è soltanto un indicatore economico, ma un fattore destinato a incidere profondamente sugli equilibri commerciali e politici dei prossimi anni.

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