Banche italiane, utili in lieve calo nel 2026 ma resta solida la spinta al consolidamento
- Martina Migliorati
- 2 giorni fa
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Dopo il record di redditività del 2025, il 2026 sarà per le banche italiane un anno di lieve rallentamento dei ricavi, pur in un contesto ancora solido.
Lo ha affermato Mirko Sanna, director e lead analyst per le financial institutions di S&P Global Ratings, intervenendo all’Italy annual press conference dell’agenzia.
Secondo Sanna, il margine di interesse tenderà a stabilizzarsi, mentre la maggiore domanda di credito e la crescita dell’asset management continueranno a sostenere i ricavi.
Sul fronte dei costi, le grandi banche beneficeranno della riduzione delle filiali e degli investimenti in tecnologia, mentre gli istituti più piccoli vedranno un aumento delle spese legato al costo del lavoro e all’innovazione digitale.
La redditività complessiva è attesa in lieve flessione anche per l’aumento dell’Irap previsto dalla manovra, con un impatto stimato di circa un miliardo di euro sugli utili.
Prosegue intanto il consolidamento del settore, favorito dalla forte polarizzazione del mercato, oggi dominato da Intesa Sanpaolo e Unicredit.
Secondo S&P Global Ratings, esiste spazio per la nascita di un terzo grande operatore bancario, necessario per colmare il divario competitivo e sfruttare le economie di scala, in un sistema che potrebbe concentrarsi su tre o quattro grandi gruppi.
Resta centrale il ruolo dell’asset management nella crescita dei ricavi, mentre innovazione e intelligenza artificiale sono destinate a cambiare il modello operativo delle banche, che tuttavia investono ancora poco in tecnologia.
Il quadro macroeconomico favorevole, il calo del rischio sovrano e il sostegno alle pmi, con il 23% dei prestiti ancora garantito dallo Stato, contribuiscono alla stabilità complessiva del sistema bancario.




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