Amazon annuncia il taglio di 30mila posti di lavoro: il colosso dell’e-commerce avvia una nuova fase di ristrutturazione globale
- piscitellidaniel
- 28 ott
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Amazon ha comunicato l’avvio di un piano di riduzione della forza lavoro che coinvolgerà fino a 30mila dipendenti in tutto il mondo, segnando uno dei più ampi interventi occupazionali della sua storia recente. La decisione, annunciata in concomitanza con la pubblicazione dei dati trimestrali, conferma la volontà del gruppo di rivedere la propria struttura organizzativa per adattarsi a un contesto economico in evoluzione e a un mercato sempre più orientato all’automazione e all’efficienza digitale. I tagli interesseranno diversi comparti, dalle divisioni logistiche ai settori corporate, fino a parte del personale tecnico, e saranno accompagnati da un piano di razionalizzazione dei costi e di riduzione delle spese operative.
Secondo le informazioni diffuse dall’azienda, il processo di riduzione sarà avviato immediatamente e si concentrerà principalmente in Nord America ed Europa, ma con possibili ricadute anche nelle filiali asiatiche. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere più sostenibile la struttura dei costi, in linea con le mutate esigenze del mercato e con la necessità di concentrare le risorse sui settori strategici, in particolare intelligenza artificiale, cloud computing, logistica avanzata e dispositivi digitali. L’azienda intende focalizzare gli investimenti su tecnologie ad alto valore aggiunto e sui servizi a maggiore redditività, in un contesto di crescente concorrenza e margini in contrazione.
Il ridimensionamento arriva dopo anni di espansione senza precedenti. Tra il 2020 e il 2022, durante la pandemia, Amazon aveva incrementato in modo massiccio il proprio organico per far fronte all’esplosione della domanda di e-commerce e alla necessità di gestire milioni di consegne quotidiane in tutto il mondo. Con la fine dell’emergenza sanitaria e il progressivo rallentamento della domanda online, il gruppo ha però dovuto fare i conti con un eccesso di personale, magazzini sovradimensionati e costi operativi elevati. La fase di normalizzazione dei consumi e l’aumento dei tassi di interesse hanno spinto l’azienda a riconsiderare il modello di crescita, orientandosi verso un approccio più selettivo e tecnologicamente avanzato.
Tra i reparti più colpiti figurano le divisioni amministrative e logistiche, ma anche alcune aree del settore cloud e della produzione di dispositivi elettronici. Nei magazzini, la diffusione della robotica e dei sistemi di intelligenza artificiale consente oggi di ridurre il numero di addetti necessari alle operazioni di stoccaggio e smistamento. Nei reparti corporate, invece, l’azienda ha avviato una revisione delle funzioni interne e delle catene di comando per ridurre la burocrazia e velocizzare i processi decisionali. Una parte dei lavoratori interessati potrà essere ricollocata in altre sedi o in nuove aree di business, ma il numero complessivo dei tagli resta significativo.
L’impatto sociale della misura è rilevante, anche se Amazon ha assicurato che offrirà pacchetti di uscita, programmi di assistenza e opportunità di riqualificazione professionale. Nei Paesi in cui il gruppo impiega un numero elevato di dipendenti, come Stati Uniti, Germania e Regno Unito, sono già in corso colloqui con le autorità del lavoro e con le rappresentanze sindacali per definire i tempi e le modalità di attuazione del piano. In Italia, dove il gruppo occupa oltre 18mila lavoratori, non risultano per ora tagli diretti, ma fonti interne confermano che alcune funzioni amministrative e di supporto potrebbero essere accorpate in hub europei.
Dal punto di vista finanziario, la decisione è legata anche alla pressione esercitata dagli investitori per migliorare la redditività in un periodo di crescita rallentata. I costi operativi di Amazon sono aumentati in modo significativo negli ultimi due anni, anche a causa dell’inflazione e della crescita delle spese energetiche. Il gruppo punta ora a ridurre i costi fissi e ad aumentare la produttività per sostenere la marginalità del business principale e per finanziare l’espansione delle divisioni AWS e Prime Video, ritenute strategiche per il futuro del gruppo.
La riorganizzazione coinvolge anche la struttura manageriale e le politiche di investimento. Amazon intende concentrare le risorse sui mercati con maggiore potenziale di crescita, sospendendo o riducendo le attività in aree considerate mature o a bassa redditività. Parallelamente, l’azienda prevede di aumentare l’automazione dei processi interni e di integrare l’intelligenza artificiale generativa nei sistemi di gestione logistica, nel customer service e nella pianificazione della catena di approvvigionamento. Questa transizione comporta un cambiamento radicale nei profili professionali richiesti, con un progressivo spostamento verso competenze digitali e tecniche di alto livello.
L’annuncio del taglio di 30mila posti si inserisce in un trend più ampio che coinvolge l’intero settore tecnologico. Negli ultimi mesi diverse grandi società digitali hanno avviato piani di riduzione del personale per contenere i costi e adattarsi a un contesto economico caratterizzato da crescita più lenta e da una maggiore selettività degli investimenti. La ristrutturazione di Amazon rappresenta una delle più estese nel panorama globale, ma segue la stessa logica: ridurre la spesa operativa, aumentare la produttività e consolidare la posizione competitiva in un mercato sempre più dominato da automazione e intelligenza artificiale.

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