Volkswagen chiude il terzo trimestre in rosso per 1,3 miliardi ma conferma le stime: pesano gli effetti straordinari e la transizione elettrica
- piscitellidaniel
- 30 ott
- Tempo di lettura: 4 min
Il gruppo Volkswagen ha registrato una perdita netta di 1,3 miliardi di euro nel terzo trimestre del 2025, un risultato negativo dovuto principalmente a fattori straordinari e svalutazioni legate alla ristrutturazione delle attività internazionali. Nonostante il dato in rosso, la casa automobilistica tedesca ha confermato gli obiettivi per l’intero esercizio, segnalando una prospettiva di stabilità nei margini operativi e un piano di recupero legato alla progressiva riduzione dei costi e al rafforzamento delle divisioni strategiche. La perdita trimestrale rappresenta un episodio isolato in un contesto di transizione complesso, in cui il gruppo sta affrontando la doppia sfida della riconversione verso l’elettrico e della riorganizzazione delle proprie attività globali.
Il risultato negativo è stato influenzato in particolare da un effetto contabile derivante da una svalutazione di circa 2,5 miliardi di euro, legata alla joint venture con l’azienda cinese Xpeng e alla revisione dei valori di alcuni impianti produttivi in Asia. La direzione ha spiegato che si tratta di una rettifica straordinaria dovuta al mutato contesto di mercato e alla necessità di aggiornare il valore delle partecipazioni rispetto alla nuova strategia industriale. Al netto di questi fattori, il risultato operativo sarebbe stato positivo e in linea con le previsioni, confermando un margine superiore al 6% sui ricavi.
Il fatturato trimestrale è cresciuto del 3% su base annua, raggiungendo 79 miliardi di euro, sostenuto soprattutto dalle vendite dei marchi premium Audi e Porsche, che continuano a garantire margini più elevati rispetto ai modelli di volume. Tuttavia, la performance complessiva del gruppo è stata penalizzata dalle difficoltà nel mercato cinese, dove la concorrenza dei produttori locali di veicoli elettrici si è intensificata, erodendo quote di mercato e margini. Le vendite in Cina sono diminuite del 9% rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre in Europa la domanda è rimasta stabile grazie al buon andamento dei modelli ibridi e plug-in.
Oliver Blume, amministratore delegato di Volkswagen, ha dichiarato che il gruppo resta focalizzato sull’attuazione del piano di ristrutturazione “Accelerate Forward”, volto a semplificare la struttura aziendale e a migliorare l’efficienza produttiva. L’obiettivo è ridurre i costi fissi del 20% entro il 2027, concentrando gli investimenti nei segmenti a maggiore redditività e nelle tecnologie del futuro. Blume ha ribadito che “il processo di trasformazione comporta inevitabilmente costi iniziali, ma è essenziale per assicurare al gruppo una posizione di leadership nella mobilità elettrica e nel software automobilistico”.
La strategia industriale di Volkswagen prevede un’accelerazione sulla produzione di veicoli elettrici di nuova generazione basati sulla piattaforma SSP, destinata a sostituire gradualmente le attuali architetture MEB e PPE. Il gruppo ha confermato che il primo modello su base SSP sarà lanciato nel 2026 e che le principali fabbriche in Germania, come Wolfsburg e Hannover, stanno già completando gli investimenti necessari per la riconversione. La divisione PowerCo, responsabile della produzione di batterie, prosegue nella costruzione delle gigafactory in Germania, Spagna e Canada, con l’obiettivo di assicurare una capacità produttiva di 200 gigawattora entro il 2030.
Il trimestre è stato caratterizzato anche da un aumento delle spese per ricerca e sviluppo, salite a 5,2 miliardi di euro. L’impegno riguarda in particolare il potenziamento del software di bordo, la guida autonoma e le tecnologie di connettività. La controllata Cariad, incaricata di sviluppare il nuovo sistema operativo unificato per tutti i marchi del gruppo, rimane uno dei nodi critici della strategia. Dopo i ritardi accumulati negli ultimi anni, la società ha avviato una profonda riorganizzazione per garantire una maggiore integrazione con le divisioni tecniche dei singoli brand.
Sul fronte finanziario, Volkswagen ha confermato una solida posizione di cassa, con una liquidità industriale di 36 miliardi di euro e un free cash flow positivo di 4,3 miliardi nei primi nove mesi dell’anno. La redditività dei marchi premium continua a bilanciare le difficoltà dei brand generalisti, in particolare Volkswagen Passenger Cars e Skoda, che scontano l’effetto combinato dell’aumento dei costi produttivi e della riduzione dei volumi in Europa orientale. Per il 2025, il gruppo stima un margine operativo tra il 6,5% e il 7%, sostenuto dall’efficienza industriale e dalla graduale crescita delle vendite di veicoli elettrici.
Il mercato ha reagito con cautela alla pubblicazione dei conti. Il titolo Volkswagen ha aperto la seduta di Francoforte in leggero ribasso, oscillando intorno ai 116 euro per azione, per poi recuperare terreno grazie alla conferma delle guidance annuali. Gli analisti considerano la perdita trimestrale come un evento isolato, legato alle rettifiche contabili, e ritengono che il gruppo disponga di basi solide per sostenere la transizione energetica. Alcune banche d’investimento, tra cui Deutsche Bank e UBS, hanno mantenuto una raccomandazione “buy” sul titolo, segnalando il potenziale di rivalutazione nel medio termine.
La competizione nel settore automobilistico europeo resta tuttavia molto intensa. L’avanzata dei costruttori cinesi, in particolare BYD e Nio, e la crescente pressione sui prezzi stanno costringendo le case tradizionali a rivedere i propri piani industriali. Volkswagen, che punta a vendere oltre 2 milioni di veicoli elettrici all’anno entro il 2030, dovrà gestire con equilibrio la fase di transizione, evitando di sacrificare la redditività dei marchi storici. Il gruppo sta inoltre lavorando a un piano di partenariato tecnologico con altre case europee per lo sviluppo di batterie allo stato solido e di software per la guida autonoma.
La trimestrale conferma dunque un momento di trasformazione cruciale per il gruppo tedesco. L’impatto delle svalutazioni e i costi della ristrutturazione hanno temporaneamente inciso sui conti, ma la direzione industriale punta a un miglioramento progressivo nel quarto trimestre e nel 2026. Volkswagen continua a rappresentare un punto di riferimento globale nel settore, con una strategia che mira a coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità e competitività industriale in un mercato sempre più orientato verso l’elettrificazione e la digitalizzazione.

Commenti