Vertice UE in Danimarca tra minacce aeree e decisioni drastiche: “Abbiamo ordinato l’abbattimento dei droni”
- piscitellidaniel
- 1 ott
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La convocazione del vertice dei capi di governo dell’Unione europea previsto a Copenaghen arriva in un contesto ad altissima tensione: nelle ultime ore sono avvenuti numerosi avvistamenti di droni non identificati sui cieli danesi, nei pressi di aeroporti e basi militari, generando allarmi sulla sicurezza nazionale e internazionale. Per proteggere l’incontro, le autorità danesi hanno annunciato di aver autorizzato l’abbattimento degli apparecchi sospetti qualora costituiscano una minaccia diretta. L’episodio rivela il salto di scala nel confronto geopolitico attuale: non più solo scambi diplomatici, ma anche avvertimenti nel dominio aereo, in una chiave che richiama scenari ibridi e pressioni asimmetriche.
Nelle scorse notti sono state registrate incursioni di droni nei cieli danesi, con avvistamenti segnalati sopra diverse strutture strategiche, inclusi aeroporti come Aalborg e Copenaghen, e la base militare di Karup, che ospita assetti come caccia, elicotteri e centri di comando aereo. In almeno un’occasione, il deragliamento degli slot operativi ha portato alla chiusura temporanea dello scalo civile condiviso con la base militare. Secondo quanto riferito dalle autorità, i droni sono stati definiti “non identificati” nei loro profili elettronici, non cooperanti con sistemi di sorveglianza e controllo, e potenzialmente equipaggiati con sensori sofisticati. Di fronte a una situazione senza precedenti nel Paese, il governo danese ha reagito con decisione dichiarando che, in casi in cui i droni si avvicinino in modo pericoloso o violino perimetri sensibili, è stato disposto che vengano abbattuti, previa valutazione immediata da parte delle forze di difesa.
La premiership di Mette Frederiksen descrive l’episodio come un “attacco ibrido” in cui si combinano metodi militari, tecnologici e di pressione indiretta, e ha lasciato la porta aperta all’ipotesi che il coinvolgimento possa avere origine all’estero, pur senza ancora alcuna prova certa. Dalle autorità danesi emergono ammissioni che i droni erano capaci di operare con autonomia e traiettorie complesse, suggerendo un’elevata professionalità nello svolgimento dell’operazione. Di fronte a questa escalation, il governo ha lanciato una campagna di misure preventive: è stato disposto il divieto temporaneo di voli civili di droni su tutto il territorio nazionale durante il giorno del vertice, al fine di ridurre l’ambiguità tra voli autorizzati e incursioni ostili e semplificare l’identificazione.
A livello europeo la reazione è stata netta: il commissario responsabile per l’economia ha affermato che l’Unione si trova già in una fase di guerra ibrida con attori che sfruttano tecnologie avanzate, che combinano pressione informatica, disinformazione e azioni militari indirette. Il vertice UE, che avrebbe dovuto dedicarsi a temi economici, di difesa, clima e nuovi assetti geopolitici, si tiene oggi sotto il peso di un’intimidazione aerea che richiama scenari di conflitto diffuso. Delegazioni di altri Stati membri stanno seguendo con attenzione le misure di sicurezza danesi e le possibili ricadute sul framework istituzionale europeo in materia di difesa comune e risposta coordinata agli attacchi non convenzionali.
All’interno dei confini tedeschi, intanto, emergono indicazioni secondo cui il governo di Berlino sta valutando la concessione alle proprie forze armate del potere di abbattere droni non identificati in casi di pericolo immediato, riservando alle autorità militari la decisione in scenari critici. In questo modo la Germania cerca di dotarsi di prerogative simili a quelle dichiarate dalla Danimarca, di fronte a una minaccia percepita come sistemica in Europa centrale. Esperti di sicurezza evidenziano che la proliferazione di droni sofisticati rende sempre più labile la linea tra operazioni civili e azioni strategiche. Diventa dunque fondamentale dispiegare reti anti-drone, radar avanzati, contromisure elettroniche e una cooperazione interoperabile tra gli Stati membri per arginare rapide escalation aeree.
Per quanto riguarda il vertice UE stesso, l’obiettivo delle autorità danesi è duplice: garantire la sicurezza degli eventi, dei partecipanti e delle infrastrutture, e al tempo stesso trasmettere un messaggio forte sulla capacità di autodifesa europea in un contesto di instabilità crescente. Le contromisure imposte — come il divieto dei voli civili di droni e l’autorizzazione all’abbattimento — assumono anche una funzione deterrente: indicano che ogni tentativo di sorvolo non autorizzato verrà trattato come una minaccia concreta, non come mera intrusione.
Questo episodio potrebbe segnare un punto di svolta nella gestione delle capacità aeree dei droni nei contesti civili e istituzionali. Finora, l’uso di droni ad alta autonomia e basso profilo era prevalentemente dominio militare o sperimentale; oggi, con il proliferare delle incursioni, anche i governi civili devono confrontarsi con la necessità di dotarsi di normative più rigide, regole d’ingaggio chiare e infrastrutture intelligenti per rilevamento e risposta rapida. In prospettiva, le decisioni scelte oggi a Copenaghen potrebbero influenzare regole future per la sorveglianza, la difesa territoriale e la cooperazione UE in materia di sicurezza aerea.

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