Unirec sigla un accordo per tutelare le vittime di violenza di genere e rafforzare i percorsi di inclusione sociale
- piscitellidaniel
- 5 feb
- Tempo di lettura: 3 min
L’accordo promosso da Unirec per la tutela delle vittime di violenza di genere e per il rafforzamento dei percorsi di inclusione sociale rappresenta un passaggio rilevante nel rapporto tra mondo produttivo, responsabilità sociale e politiche di protezione delle persone più vulnerabili. L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che la violenza di genere non è soltanto un fenomeno sociale e culturale, ma produce effetti concreti e duraturi anche sul piano economico e lavorativo, incidendo sull’autonomia, sulla stabilità occupazionale e sulla possibilità di reinserimento delle vittime. In questo quadro, il ruolo delle imprese e delle organizzazioni di categoria diventa centrale, perché consente di intervenire su uno degli ambiti più delicati del percorso di uscita dalla violenza, quello dell’indipendenza economica e dell’accesso a opportunità lavorative sicure e sostenibili.
L’accordo si inserisce in una strategia più ampia che punta a integrare strumenti di tutela, sensibilizzazione e inclusione, riconoscendo che la violenza di genere genera spesso situazioni di fragilità che si riflettono anche nei rapporti con il credito, con il lavoro e con il sistema economico nel suo complesso. Unirec, che rappresenta il settore della gestione e tutela del credito, individua nella cooperazione con soggetti istituzionali e del terzo settore una leva per costruire percorsi strutturati di supporto. L’obiettivo non è soltanto quello di evitare ulteriori forme di penalizzazione per le vittime, ma di contribuire attivamente alla creazione di condizioni che favoriscano il recupero dell’autonomia e della dignità personale. In questo senso, l’accordo assume una valenza che va oltre il perimetro settoriale, proponendo un modello di intervento che intreccia responsabilità economica e impegno sociale.
Uno degli elementi centrali dell’intesa riguarda il riconoscimento delle difficoltà specifiche che le vittime di violenza incontrano nel mantenere o ricostruire un equilibrio finanziario. Situazioni di indebitamento, perdita del lavoro o interruzione dei percorsi professionali sono spesso conseguenze indirette della violenza, che rischiano di intrappolare le persone in una condizione di dipendenza prolungata. L’accordo punta a evitare che questi fattori diventino ulteriori ostacoli, promuovendo pratiche attente e strumenti che tengano conto della particolare condizione delle vittime. La logica è quella di un approccio che non si limiti alla gestione formale delle posizioni economiche, ma che consideri il contesto personale e sociale, favorendo soluzioni compatibili con un percorso di ricostruzione.
Il tema dell’inclusione emerge come asse portante dell’iniziativa. Favorire l’accesso al lavoro e a percorsi di autonomia economica viene riconosciuto come uno degli strumenti più efficaci per contrastare la violenza di genere in modo strutturale. L’accordo valorizza il ruolo delle imprese come attori capaci di offrire opportunità concrete, non solo attraverso l’assunzione, ma anche tramite programmi di accompagnamento, formazione e reinserimento. In questo modo, la dimensione economica diventa parte integrante delle politiche di contrasto alla violenza, superando una visione emergenziale e puntando su interventi di medio periodo che incidono sulle cause profonde della vulnerabilità. Il coinvolgimento di Unirec rafforza l’idea che anche settori tradizionalmente percepiti come lontani dalle politiche sociali possano svolgere una funzione attiva e responsabile.
L’accordo assume rilievo anche sul piano culturale, perché contribuisce a diffondere una maggiore consapevolezza all’interno del mondo produttivo rispetto agli effetti della violenza di genere. La sensibilizzazione degli operatori e la definizione di linee di comportamento condivise rappresentano un passo importante per evitare approcci standardizzati che rischiano di aggravare situazioni già critiche. Integrare la dimensione della tutela delle vittime nei processi decisionali e operativi significa riconoscere che l’economia non è neutrale rispetto ai fenomeni sociali, ma può diventare uno strumento di protezione o, al contrario, di esclusione. L’iniziativa di Unirec si colloca quindi in un percorso di responsabilità crescente, che vede le imprese chiamate a contribuire in modo più diretto al benessere collettivo.
Il valore dell’accordo risiede anche nella sua capacità di creare reti tra soggetti diversi, mettendo in comunicazione mondo economico, istituzioni e realtà impegnate nel contrasto alla violenza di genere. Questa dimensione collaborativa è essenziale per garantire efficacia agli interventi, perché consente di superare la frammentazione delle risposte e di offrire alle vittime un supporto più coordinato. L’inclusione non viene intesa come un obiettivo astratto, ma come un processo che richiede strumenti concreti, continuità e responsabilità condivise. In questo contesto, il contributo di Unirec rafforza l’idea che la lotta alla violenza di genere non possa essere demandata esclusivamente alle politiche sociali, ma debba coinvolgere l’intero sistema economico.
L’accordo rappresenta quindi un esempio di come il dialogo tra settori diversi possa tradursi in iniziative capaci di incidere su problemi complessi. La tutela delle vittime di violenza di genere e la promozione dell’inclusione sociale diventano parte di una visione più ampia, nella quale l’autonomia economica è riconosciuta come un fattore decisivo per spezzare i meccanismi di dipendenza e marginalizzazione. Attraverso questo impegno, Unirec contribuisce a ridefinire il ruolo del settore della gestione del credito, dimostrando come anche ambiti tradizionalmente legati a logiche economiche possano assumere una funzione attiva nella costruzione di percorsi di protezione, dignità e reinserimento sociale.

Commenti