Unione Europea, la maggioranza chiede a von der Leyen modifiche alla legge di bilancio per riequilibrare le priorità economiche
- piscitellidaniel
- 31 ott
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Nel Parlamento europeo cresce la pressione sulla presidente della Commissione Ursula von der Leyen per rivedere alcuni punti chiave della legge di bilancio dell’Unione Europea. Una maggioranza trasversale di eurodeputati, che comprende gruppi del Partito Popolare Europeo, dei Socialisti e Democratici, dei Liberali di Renew Europe e dei Verdi, ha chiesto alla Commissione di introdurre modifiche sostanziali al testo, giudicato non adeguato a rispondere alle nuove sfide economiche e sociali che l’Europa si trova ad affrontare nel 2026.
Al centro delle richieste vi è la necessità di aumentare le risorse destinate alle politiche industriali e di innovazione, rafforzando al tempo stesso i fondi per la transizione energetica, la sicurezza e la gestione delle frontiere. I gruppi parlamentari ritengono che la proposta della Commissione, presentata a inizio ottobre, non rifletta appieno le priorità di un’Unione chiamata a fronteggiare un quadro geopolitico instabile, l’aumento dei costi energetici e le difficoltà legate all’attuazione del Green Deal. La maggioranza chiede dunque una manovra più ambiziosa e flessibile, in grado di sostenere la crescita e la competitività europea senza sacrificare le politiche sociali.
Uno dei punti più discussi riguarda l’allocazione delle risorse per la difesa e la sicurezza. Dopo gli ultimi sviluppi internazionali e l’aggravarsi delle tensioni alle frontiere orientali, molti eurodeputati spingono per un incremento del budget destinato alla produzione industriale nel settore della difesa comune, in linea con le recenti indicazioni del Consiglio. L’obiettivo è ridurre la dipendenza strategica dell’Europa dalle forniture extraeuropee, promuovendo al contempo la cooperazione industriale interna e la creazione di un mercato unico della difesa.
Sul fronte economico, le richieste dei parlamentari includono anche un rafforzamento del Fondo europeo per la competitività e la sovranità industriale, con l’obiettivo di sostenere le imprese impegnate nella riconversione tecnologica e nella produzione di semiconduttori, batterie e tecnologie verdi. Bruxelles ha stanziato risorse giudicate insufficienti, e i gruppi chiedono di utilizzare maggiori margini di bilancio, anche ricorrendo a strumenti straordinari, per garantire investimenti più consistenti nei settori strategici.
Un altro punto di attrito riguarda il capitolo relativo alla transizione energetica. La Commissione aveva previsto un aumento dei fondi per il programma RePowerEU, ma il Parlamento considera le risorse destinate alle energie rinnovabili ancora troppo limitate rispetto agli obiettivi fissati per la neutralità climatica al 2050. In particolare, i deputati chiedono di potenziare i finanziamenti destinati alle reti energetiche europee, ai sistemi di stoccaggio e all’idrogeno verde, ritenuti fondamentali per la sicurezza energetica e la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.
Il dibattito sulla legge di bilancio coinvolge anche il tema della coesione sociale. La maggioranza parlamentare ha chiesto a von der Leyen di introdurre misure più incisive per il sostegno ai redditi, al lavoro giovanile e alle politiche di inclusione. I tagli proposti in alcuni capitoli dedicati alla formazione, alla ricerca e alle politiche culturali sono stati duramente criticati, con la richiesta di ripristinare le risorse ai livelli precedenti o addirittura di aumentarle. L’idea di fondo è che la competitività europea debba fondarsi non solo su innovazione tecnologica e industria, ma anche su un rafforzamento del capitale umano.
A queste richieste si aggiunge il tema della governance economica. Molti eurodeputati ritengono che la nuova legge di bilancio debba essere più coerente con le regole fiscali riformate recentemente dal Consiglio e che occorra una maggiore chiarezza nell’utilizzo dei fondi non spesi del programma Next Generation EU. Si chiede che parte di tali risorse venga destinata a progetti europei comuni, come infrastrutture energetiche, digitali e logistiche, in modo da evitare dispersioni nazionali e duplicazioni di spesa.
La discussione sul bilancio si colloca in un contesto politico delicato, a pochi mesi dalle elezioni europee del 2026. Ursula von der Leyen si trova a gestire un equilibrio complesso tra le pressioni dei governi nazionali, vincolati alla disciplina di bilancio, e la crescente richiesta del Parlamento di dotare l’Unione di una capacità fiscale più ampia. Alcuni Stati membri, in particolare Germania, Olanda e Svezia, restano contrari a nuovi aumenti della spesa comunitaria, mentre Francia, Italia e Spagna spingono per una linea più espansiva.
Il negoziato in corso è quindi destinato a ridefinire non solo le priorità di spesa dell’Unione per il prossimo triennio, ma anche il ruolo politico della Commissione nella gestione delle risorse comuni. Se la presidente von der Leyen dovesse accogliere le proposte del Parlamento, il bilancio europeo potrebbe diventare lo strumento principale per sostenere una politica industriale e strategica comune. In caso contrario, si rischia di alimentare le divisioni interne e di rallentare il percorso di integrazione economica che molti governi considerano indispensabile per rafforzare la posizione dell’Europa nel contesto globale.

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