top of page

Unicredit assume 500 giovani e rafforza la rete portando 7 bancari su 10 a contatto con la clientela

Unicredit avvia un nuovo piano di assunzioni che prevede l’ingresso di 500 giovani e una profonda riorganizzazione della forza lavoro, con l’obiettivo di portare sette bancari su dieci a operare direttamente nella rete commerciale. La mossa si inserisce in una strategia più ampia di trasformazione del modello operativo del gruppo, che punta a rafforzare il rapporto con la clientela, a rendere più efficiente la struttura interna e ad adattarsi a un contesto bancario in rapido cambiamento, segnato dalla digitalizzazione e dalla crescente competizione sui servizi a valore aggiunto. L’iniziativa rappresenta uno dei segnali più concreti di un cambio di passo nella gestione delle risorse umane di una grande banca europea.


Le 500 nuove assunzioni sono rivolte in larga parte a profili giovani, con competenze digitali, commerciali e consulenziali, chiamati a sostenere l’evoluzione della banca verso un modello più orientato al servizio e alla relazione. L’ingresso di nuove risorse risponde a una duplice esigenza. Da un lato, compensare le uscite legate ai piani di esodo e al naturale ricambio generazionale. Dall’altro, rafforzare competenze considerate strategiche in una fase in cui il valore non è più legato soltanto alla gestione tradizionale del credito, ma sempre di più alla consulenza su risparmio, investimenti, protezione e servizi evoluti per famiglie e imprese.


Il dato più significativo del piano riguarda la riallocazione del personale. Portare sette bancari su dieci a operare nella rete significa ridurre il peso delle strutture centrali e delle funzioni di back office, spostando risorse verso attività a maggiore contatto con il mercato. È una scelta che riflette una visione precisa del futuro del business bancario, nel quale la prossimità al cliente diventa un fattore competitivo decisivo anche in un contesto fortemente digitalizzato. La tecnologia, in questa prospettiva, non sostituisce la relazione, ma la supporta, liberando tempo e risorse da attività ripetitive per concentrarle su consulenza e sviluppo commerciale.


La riorganizzazione comporta un cambiamento culturale rilevante. Per molti dipendenti, il passaggio dalla sede centrale alla rete implica un diverso approccio al lavoro, basato su obiettivi commerciali, gestione del portafoglio clienti e capacità relazionali. Unicredit accompagna questo processo con programmi di formazione e riqualificazione professionale, necessari per garantire che il trasferimento verso la rete non sia soltanto formale, ma si traduca in un effettivo miglioramento della qualità del servizio. La banca scommette sulla possibilità di valorizzare competenze interne già presenti, adattandole a un contesto operativo più dinamico.


Dal punto di vista strategico, la scelta di rafforzare la rete risponde anche alla necessità di presidiare meglio il territorio. Nonostante la crescita dei canali digitali, una parte significativa della clientela continua a richiedere un contatto diretto, soprattutto per operazioni complesse e decisioni finanziarie rilevanti. Portare più personale a contatto con i clienti consente di aumentare la capacità di intercettare bisogni, proporre soluzioni personalizzate e rafforzare la fidelizzazione. In un mercato bancario sempre più competitivo, la qualità della relazione diventa un elemento distintivo rispetto agli operatori puramente digitali.


Il piano di assunzioni e riallocazione del personale si inserisce in un contesto di solidità economica del gruppo, che negli ultimi esercizi ha rafforzato redditività e patrimonializzazione. Questo consente a Unicredit di investire sulle persone in una fase in cui molte banche europee continuano a ridurre organici e presenza fisica. La scelta di assumere giovani e di puntare sulla rete rappresenta quindi anche un segnale di fiducia nelle prospettive del business, oltre che una risposta alle sfide poste dalla trasformazione del settore.


L’attenzione ai giovani assume un significato particolare in un settore storicamente caratterizzato da un’età media elevata. L’ingresso di nuove generazioni porta con sé competenze digitali, familiarità con strumenti tecnologici e una diversa sensibilità verso i modelli di servizio. Allo stesso tempo, l’integrazione tra personale giovane e dipendenti con maggiore esperienza diventa un fattore chiave per garantire continuità e qualità. La banca punta su questo equilibrio per affrontare un mercato nel quale la complessità dei prodotti e delle normative richiede competenze tecniche solide, ma anche capacità di comunicazione e di ascolto.


La riorganizzazione ha implicazioni anche sul piano sindacale e delle relazioni industriali. Lo spostamento di personale verso la rete e l’ingresso di nuovi assunti richiedono un confronto continuo con le rappresentanze dei lavoratori, soprattutto per quanto riguarda carichi di lavoro, obiettivi commerciali e percorsi di carriera. La sostenibilità del modello dipenderà dalla capacità di coniugare efficienza e tutela delle condizioni di lavoro, evitando che la maggiore pressione commerciale si traduca in un deterioramento del clima interno.


Nel quadro più ampio del sistema bancario italiano ed europeo, la mossa di Unicredit si distingue per dimensione e impostazione. Molti istituti stanno ancora concentrando gli sforzi sulla riduzione dei costi e sulla chiusura delle filiali, mentre la banca guidata da Andrea Orcel punta a una rete più snella ma più specializzata, supportata da tecnologia e competenze evolute. L’obiettivo non è aumentare il numero di sportelli, ma rendere quelli esistenti più efficaci e meglio integrati con i canali digitali.


Il rafforzamento della rete va letto anche in relazione alle prospettive macroeconomiche. In una fase caratterizzata da incertezza, tassi ancora elevati e maggiore attenzione alla gestione del risparmio, la domanda di consulenza tende a crescere. Avere più personale dedicato al rapporto con la clientela consente alla banca di intercettare questa domanda e di posizionarsi come partner finanziario di riferimento per famiglie e imprese, piuttosto che come semplice fornitore di prodotti standardizzati.


Il piano di Unicredit, con 500 nuove assunzioni e una rete che diventa il fulcro dell’attività, delinea quindi una banca che sceglie di investire sulle persone come leva di competitività. In un settore attraversato da profonde trasformazioni tecnologiche e organizzative, la decisione di portare sette bancari su dieci a contatto diretto con la clientela indica una direzione chiara: rafforzare la relazione come elemento centrale del modello di business, integrando innovazione digitale e presenza umana in una strategia orientata al lungo periodo.

Post correlati

Mostra tutti

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page