Ucraina sotto attacco nella notte: droni e missili colpiscono Kiev, Kharkiv e Dnipro
- piscitellidaniel
- 3 feb
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Una nuova ondata di attacchi notturni ha colpito l’Ucraina, con l’impiego combinato di droni e missili contro diverse città strategiche, tra cui Kiev, Kharkiv e Dnipro. Le operazioni segnano un’ulteriore intensificazione della pressione militare, confermando una strategia che mira a colpire infrastrutture, sistemi energetici e aree urbane con l’obiettivo di logorare la capacità di resistenza del Paese. Le difese aeree ucraine sono entrate in azione per ore, mentre le esplosioni e i sistemi di allarme hanno scandito la notte in più regioni, alimentando un clima di costante emergenza per la popolazione civile.
Kiev è stata tra i principali bersagli dell’attacco. I sistemi di difesa hanno intercettato numerosi droni e missili diretti verso la capitale, ma alcuni impatti hanno comunque causato danni a edifici e infrastrutture. Le autorità locali hanno parlato di una notte particolarmente intensa, con ondate successive di velivoli senza pilota che hanno costretto la popolazione a rifugiarsi per lunghi periodi. La capitale resta un obiettivo simbolico e operativo, e la ripetizione degli attacchi evidenzia la volontà di mantenere una pressione costante sul centro politico e amministrativo del Paese.
Anche Kharkiv, città vicina al confine orientale, è stata colpita in modo significativo. L’area continua a essere esposta a bombardamenti frequenti, che alternano missili e droni in una strategia di saturazione delle difese. Gli attacchi hanno interessato zone residenziali e infrastrutture urbane, confermando la vulnerabilità di una città che, nonostante la distanza dalla linea del fronte, resta uno degli obiettivi più ricorrenti. La popolazione vive in una condizione di allerta permanente, con ripercussioni evidenti sulla vita quotidiana e sull’attività economica.
Dnipro, importante snodo industriale e logistico, è stata anch’essa raggiunta dagli attacchi notturni. La città rappresenta un punto strategico per i collegamenti interni e per il supporto alle operazioni militari ucraine, motivo per cui viene ripetutamente presa di mira. Le esplosioni registrate durante la notte hanno provocato danni e interruzioni localizzate, mentre le autorità hanno attivato le procedure di emergenza per valutare l’impatto sugli impianti e sui servizi essenziali. Il coinvolgimento di Dnipro conferma l’ampiezza geografica dell’offensiva e la capacità di colpire obiettivi distanti tra loro.
L’uso combinato di droni e missili riflette una tattica ormai consolidata, che punta a mettere sotto stress le difese aeree e a massimizzare l’impatto psicologico degli attacchi. I droni vengono impiegati per saturare i sistemi di intercettazione e per individuare varchi, mentre i missili colpiscono obiettivi ritenuti di maggiore valore strategico. Questa modalità operativa costringe l’Ucraina a un impiego continuo delle proprie risorse difensive, con un costo elevato in termini di logistica e di sostenibilità nel lungo periodo.
Gli attacchi notturni hanno anche un forte impatto sulla popolazione civile, che continua a essere esposta a interruzioni di servizi, blackout e danni alle abitazioni. La ripetizione delle offensive alimenta una condizione di stress prolungato, incidendo sulla tenuta sociale ed economica delle città colpite. Le autorità ucraine sottolineano la necessità di rafforzare ulteriormente le difese aeree e di garantire il supporto internazionale per fronteggiare una minaccia che resta costante e diffusa.
Sul piano strategico, la nuova ondata di attacchi conferma che il conflitto resta caratterizzato da una fase di logoramento, nella quale l’uso della forza a distanza viene privilegiato per colpire infrastrutture e centri urbani. La scelta di colpire simultaneamente Kiev, Kharkiv e Dnipro indica la volontà di mantenere un’ampia pressione sul territorio, evitando di concentrare l’azione su un solo fronte. La notte di attacchi si inserisce così in una sequenza che continua a ridisegnare l’equilibrio tra offensiva e difesa, mantenendo alta l’incertezza sugli sviluppi futuri del conflitto.

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