Trump rinvia al 9 luglio i dazi del 50% sull'UE: tregua fragile e negoziati in bilico
- piscitellidaniel
- 26 mag
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Un rinvio strategico dopo una telefonata con von der Leyen
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato il rinvio al 9 luglio dell'entrata in vigore dei dazi del 50% sulle importazioni dall'Unione Europea, inizialmente previsti per il 1° giugno. La decisione è giunta dopo una conversazione telefonica con la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che ha richiesto più tempo per avviare negoziati commerciali sostanziali . Trump ha descritto la conversazione come "molto piacevole", sottolineando la disponibilità dell'UE a negoziare rapidamente.
Le tensioni commerciali e le tariffe già in vigore
La minaccia di nuovi dazi si inserisce in un contesto di crescenti tensioni commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea. Ad aprile, l'amministrazione Trump aveva imposto un dazio del 20% su molte merci europee, successivamente ridotto al 10% con una sospensione di 90 giorni per favorire i negoziati . Nonostante ciò, Trump ha espresso frustrazione per la lentezza delle trattative, accusando l'UE di essere "molto difficile da gestire" e di approfittarsi degli Stati Uniti.
Reazioni dei mercati finanziari
L'annuncio del rinvio ha avuto un impatto positivo sui mercati finanziari. Le borse europee hanno registrato rialzi, con il DAX tedesco in aumento dell'1,7% e il CAC 40 francese dell'1,3%. Anche i futures statunitensi hanno mostrato segnali positivi, con l'S&P 500 e il Dow Jones in crescita rispettivamente dell'1,3% e dell'1,1% . Tuttavia, gli analisti avvertono che la volatilità potrebbe persistere, data l'incertezza sulle future mosse tariffarie e l'andamento dei negoziati.
Le posizioni dell'Unione Europea
L'Unione Europea ha accolto con cautela il rinvio, vedendolo come un'opportunità per rilanciare i negoziati. La presidente von der Leyen ha sottolineato l'importanza delle relazioni commerciali transatlantiche e la volontà dell'UE di procedere con trattative rapide e decisive . Tuttavia, l'UE ha anche preparato misure di ritorsione, tra cui un pacchetto di controdazi da 21 miliardi di euro e una lista più ampia di 95 miliardi di euro, pronta ad essere attivata in caso di escalation.
Le sfide nei negoziati
I negoziati tra Stati Uniti e Unione Europea sono complicati da divergenze significative. Washington cerca concessioni unilaterali, mentre Bruxelles insiste su un accordo reciprocamente vantaggioso. La mancanza di progressi sostanziali ha esasperato Trump, che ha minacciato ulteriori dazi se le trattative non avanzeranno . Inoltre, l'UE è preoccupata per l'impatto economico di eventuali nuove tariffe, soprattutto in settori chiave come l'automotive e la manifattura.
Prospettive future e implicazioni economiche
Il rinvio dei dazi offre una finestra temporale per cercare un accordo, ma le prospettive restano incerte. Se non si raggiungerà un'intesa entro il 9 luglio, l'imposizione di tariffe del 50% potrebbe avere gravi conseguenze per entrambe le economie. Gli analisti avvertono che una guerra commerciale potrebbe danneggiare la crescita economica, aumentare l'inflazione e destabilizzare i mercati finanziari . Inoltre, la situazione potrebbe influenzare le decisioni future della Federal Reserve in materia di politica monetaria.
Il contesto geopolitico e le relazioni transatlantiche
Le tensioni commerciali si inseriscono in un contesto geopolitico più ampio, con gli Stati Uniti che cercano di rinegoziare accordi commerciali con vari partner. Mentre Trump ha recentemente raggiunto un accordo con il Regno Unito e avviato negoziati con la Cina, le relazioni con l'Unione Europea restano tese . La gestione di queste dinamiche sarà cruciale per il futuro delle relazioni transatlantiche e per la stabilità dell'economia globale.

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