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Trump annuncia un’intesa con la Cina su TikTok: via libera alla presidenza Bessent, atteso il confronto con Xi Jinping

Donald Trump ha annunciato di aver raggiunto un accordo preliminare con la Cina sul futuro di TikTok, la piattaforma di social media che negli ultimi anni è stata al centro di tensioni tra Washington e Pechino. L’intesa prevede la nomina di Jacob Bessent alla presidenza della società e un incontro diretto tra lo stesso Trump e Xi Jinping per definire gli ultimi dettagli. La notizia segna un passo significativo nella lunga battaglia sul destino di un’app che conta centinaia di milioni di utenti e che rappresenta un nodo cruciale nei rapporti geopolitici ed economici tra le due potenze.


TikTok, di proprietà della cinese ByteDance, è da tempo oggetto di accuse negli Stati Uniti per presunti rischi legati alla sicurezza nazionale. Le autorità americane sostengono che i dati degli utenti potrebbero essere accessibili al governo di Pechino, che li utilizzerebbe a fini di sorveglianza o propaganda. Da qui la pressione per imporre una vendita della società o, in alternativa, per arrivare a un bando definitivo sul suolo americano.


Trump, che già durante la sua presidenza aveva spinto per una soluzione drastica, ha ora dichiarato di aver ottenuto un compromesso che garantirebbe il controllo statunitense sulle attività sensibili dell’azienda. La nomina di Jacob Bessent a presidente viene interpretata come una mossa volta a rafforzare la fiducia degli investitori e delle autorità americane. Bessent, figura di profilo internazionale e con esperienza nel settore tecnologico e finanziario, dovrà assicurare trasparenza e indipendenza nella gestione, ponendo le basi per un equilibrio tra le esigenze di Washington e quelle di Pechino.


Il confronto diretto con Xi Jinping rappresenta il passo successivo. Trump ha annunciato che l’incontro servirà a finalizzare i dettagli e a consolidare l’accordo, con l’obiettivo di trasformare una questione di conflitto in un terreno di cooperazione. La Cina, dal canto suo, vede in TikTok un asset strategico e ha sempre respinto l’ipotesi di una cessione forzata. L’apertura a un compromesso indica la volontà di evitare una rottura frontale che avrebbe avuto conseguenze pesanti sui rapporti economici e politici.


Le reazioni al possibile accordo sono state immediate. Da un lato, i mercati hanno accolto positivamente l’annuncio, con segnali di fiducia per una stabilizzazione delle relazioni tra le due superpotenze. Dall’altro, alcuni osservatori negli Stati Uniti hanno espresso scetticismo, temendo che il compromesso non sia sufficiente a garantire la piena sicurezza dei dati e che l’influenza cinese sulla piattaforma resti significativa. Le stesse autorità regolatorie americane saranno chiamate a vigilare attentamente sull’attuazione dell’intesa.


Il caso TikTok riflette in maniera emblematica la nuova natura dei conflitti geopolitici. Non più solo scontri commerciali o militari, ma anche battaglie per il controllo delle piattaforme digitali, che oggi rappresentano infrastrutture cruciali per l’economia, la comunicazione e persino la formazione dell’opinione pubblica. La decisione sul futuro della piattaforma non riguarda soltanto il destino di un’app, ma l’equilibrio stesso tra Stati Uniti e Cina nella corsa alla leadership tecnologica globale.


La figura di Bessent diventa centrale in questo scenario. La sua missione sarà quella di garantire che TikTok possa continuare a operare negli Stati Uniti senza alimentare tensioni politiche, dimostrando che la gestione può essere trasparente e conforme agli standard di sicurezza richiesti. Allo stesso tempo, dovrà mantenere un equilibrio con la casa madre ByteDance e con le autorità cinesi, evitando che il compromesso venga percepito come una sconfitta da Pechino.


Trump, nel presentare l’intesa, ha sottolineato come l’accordo rappresenti una vittoria della sua linea dura e una dimostrazione della capacità di negoziare da una posizione di forza. Per l’ex presidente, la vicenda TikTok diventa anche un argomento politico da spendere sul fronte interno, mostrando agli elettori la sua determinazione a difendere gli interessi americani in un settore cruciale come quello tecnologico.


Resta ora da capire se l’intesa reggerà alla prova dei fatti. Molti nodi devono ancora essere sciolti: la gestione tecnica dei dati, i rapporti tra la nuova presidenza e la proprietà cinese, il ruolo delle autorità regolatorie statunitensi, le reazioni della comunità internazionale. Ma il segnale è chiaro: TikTok, da simbolo di tensione, potrebbe trasformarsi in un terreno di compromesso, aprendo una nuova fase nei rapporti tra le due potenze.

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