Trump accusa Putin: “È impazzito, se cerca di conquistare tutta l’Ucraina la Russia crollerà” – attacchi anche a Zelensky
- piscitellidaniel
- 26 mag
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Il 25 maggio 2025, Donald Trump ha rilasciato una dichiarazione che ha fatto il giro del mondo: “Putin è completamente impazzito se pensa di poter conquistare tutta l’Ucraina”. In un’intervista rilasciata a un’emittente americana, il presidente degli Stati Uniti ha parlato della guerra in corso in Ucraina e ha rivolto parole durissime al leader del Cremlino, avvertendo che “un’estensione del conflitto potrebbe portare al collasso della Russia, economicamente e politicamente”.
L’intervento di Trump giunge all’indomani di uno dei più gravi attacchi aerei russi dall’inizio dell’invasione. Secondo fonti ucraine, la Russia ha lanciato nella notte tra il 24 e il 25 maggio oltre 350 droni e nove missili da crociera, colpendo infrastrutture energetiche e zone civili in numerose regioni del Paese. Almeno 12 le vittime, tra cui diversi bambini, e decine i feriti. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito l’offensiva “un crimine deliberato contro i civili” e ha invocato ulteriori sanzioni internazionali contro Mosca.
Trump ha preso le distanze dalla strategia russa ma non ha risparmiato critiche anche al presidente ucraino. “Zelensky dovrebbe capire che più parla, più peggiora la situazione. Serve meno propaganda e più diplomazia”, ha dichiarato, aggiungendo che “la guerra non sarebbe mai iniziata se io fossi stato presidente fin dal principio”. Trump ha accusato anche il suo predecessore Joe Biden di “debolezza strategica” e di aver incentivato l’aggressione russa “con l’errata gestione della NATO e della diplomazia globale”.
Il Cremlino ha replicato alle dichiarazioni del leader statunitense con un comunicato asciutto: “Il presidente Putin agisce in difesa della sicurezza e della sovranità della Federazione Russa. Le opinioni di Trump non influenzano le decisioni operative del nostro comando militare”. Ma il tono delle parole di Trump ha suscitato una forte eco a livello internazionale, e potrebbe avere ripercussioni sui futuri equilibri diplomatici.
Trump ha anche proposto la ripresa di negoziati di pace, affermando che “la sede più adatta sarebbe il Vaticano, un luogo neutrale e simbolico, lontano dalle pressioni della NATO e dagli interessi europei”. Una proposta che ha colto di sorpresa la diplomazia occidentale, ma che conferma il tentativo del presidente americano di presentarsi come possibile mediatore, nonostante le critiche al leader ucraino.
L’attacco verbale di Trump a Putin segna un netto cambio di tono rispetto agli anni precedenti, quando era stato spesso accusato di eccessiva condiscendenza verso il presidente russo. Ora, con il conflitto in Ucraina sempre più cruento, Trump sembra voler mostrare fermezza e distacco. Tuttavia, le sue critiche a Zelensky e alla NATO creano frizioni con gli alleati europei, impegnati da oltre due anni a sostenere l’Ucraina militarmente e finanziariamente.
Nel frattempo, il popolo ucraino continua a subire le conseguenze della guerra. A Kiev, la notte tra il 24 e il 25 maggio è stata la più lunga dall’inizio dell’invasione, con sirene antiaeree attive per oltre sette ore consecutive. Nella città di Dnipro, un ospedale pediatrico è stato parzialmente distrutto, fortunatamente senza vittime, ma con danni enormi alle strutture sanitarie.
Le parole di Trump riaccendono il dibattito internazionale sul futuro della guerra e sulle possibilità reali di una trattativa. Mentre il tempo scorre e le vittime aumentano, la pressione sulla diplomazia mondiale è sempre più forte. Le prossime settimane potrebbero essere decisive per capire se le parole si tradurranno in azioni concrete o in nuovi fronti di tensione.

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