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Trasporto merci in Italia, la gomma domina ancora: la ferrovia ferma all’8%

Il sistema del trasporto merci in Italia continua a essere fortemente sbilanciato sulla gomma, mentre la ferrovia resta marginale con una quota che si attesta intorno all’8% del totale. Il dato conferma una tendenza consolidata nel tempo e riporta al centro del dibattito le criticità strutturali della logistica nazionale, in un contesto in cui la transizione ecologica e la competitività del sistema produttivo richiederebbero un maggiore equilibrio tra le diverse modalità di trasporto. La prevalenza del trasporto su strada incide sui costi ambientali, sulla congestione infrastrutturale e sulla vulnerabilità delle catene di approvvigionamento.


La scelta della gomma come principale vettore per le merci deriva da una combinazione di fattori economici, geografici e organizzativi. La capillarità della rete stradale, la flessibilità operativa degli autotrasportatori e la prossimità ai distretti produttivi hanno reso il trasporto su camion la soluzione preferita per molte imprese. La struttura del tessuto industriale italiano, caratterizzato da una diffusa presenza di piccole e medie imprese, favorisce modalità logistiche rapide e adattabili, spesso difficilmente compatibili con le rigidità del trasporto ferroviario tradizionale.


La quota ridotta della ferrovia, ferma a circa l’8%, evidenzia limiti infrastrutturali e organizzativi che nel tempo non sono stati superati in modo sistemico. La rete ferroviaria dedicata al traffico merci presenta criticità legate alla capacità, all’interoperabilità e alla connessione con i nodi logistici e portuali. I tempi di percorrenza e le procedure di carico e scarico risultano talvolta meno competitivi rispetto alla strada, soprattutto per tratte di medio-breve distanza. La frammentazione delle competenze e la complessità delle autorizzazioni rappresentano ulteriori ostacoli.


Il tema assume rilievo anche alla luce degli obiettivi europei di riduzione delle emissioni e di promozione di modalità di trasporto più sostenibili. Il trasferimento di una quota significativa di traffico merci dalla strada alla ferrovia costituirebbe un contributo rilevante alla diminuzione dell’impatto ambientale del settore logistico. Le politiche comunitarie incoraggiano l’intermodalità e lo sviluppo di corridoi ferroviari transnazionali, ma la concreta attuazione richiede investimenti consistenti e una pianificazione coordinata.


La centralità della gomma comporta inoltre implicazioni economiche e sociali. Il settore dell’autotrasporto rappresenta una componente rilevante dell’occupazione e del sistema produttivo, con migliaia di imprese attive su tutto il territorio nazionale. Qualsiasi intervento volto a riequilibrare le modalità di trasporto deve tenere conto della sostenibilità per gli operatori e della necessità di accompagnare eventuali cambiamenti con misure di sostegno e riconversione.


Negli ultimi anni sono stati avviati progetti per rafforzare l’intermodalità e migliorare l’accesso ferroviario ai porti e ai principali poli logistici. L’incremento della capacità delle linee e la digitalizzazione dei processi rappresentano elementi centrali per rendere il trasporto su rotaia più competitivo. Tuttavia, il divario rispetto alla strada resta ampio, anche per ragioni culturali e organizzative che privilegiano soluzioni immediate e flessibili.


La fotografia attuale del trasporto merci in Italia mostra dunque un sistema ancora fortemente ancorato alla gomma, con la ferrovia relegata a una quota marginale. Il riequilibrio modale costituisce una delle sfide strategiche per il Paese, in un contesto in cui sostenibilità ambientale, efficienza logistica e integrazione europea rappresentano obiettivi sempre più interconnessi.

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