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Trasporti, tre giorni di sciopero il 26 febbraio: stop a voli Ita ed EasyJet, fermi treni Fs, Italo e Trenord

Si annunciano giornate complesse per il sistema dei trasporti con uno sciopero di tre giorni a partire dal 26 febbraio che coinvolge il comparto aereo e ferroviario, con ripercussioni su voli nazionali e internazionali e su collegamenti ad alta velocità e regionali. La mobilitazione interessa diverse sigle sindacali e riguarda sia il personale di terra sia quello viaggiante, determinando cancellazioni e modifiche ai servizi programmati.


Nel settore aereo, lo stop coinvolge in particolare Ita Airways ed EasyJet, con numerosi voli cancellati o riprogrammati. Le compagnie hanno comunicato l’elenco delle tratte interessate e attivato procedure per assistere i passeggeri, offrendo la possibilità di riprotezione su voli alternativi o di richiesta di rimborso. Le fasce orarie di garanzia, previste dalla normativa vigente, assicurano comunque alcuni collegamenti essenziali in determinate finestre temporali, al fine di limitare i disagi per i viaggiatori.


Anche il comparto ferroviario è interessato dalla protesta, con lo stop che coinvolge i servizi di Fs, Italo e Trenord. I treni ad alta velocità e quelli regionali potrebbero subire cancellazioni o variazioni di orario, con particolare impatto nelle giornate centrali della mobilitazione. Le aziende hanno reso note le fasce di garanzia, generalmente concentrate nelle ore di punta del mattino e della sera nei giorni feriali, durante le quali è assicurato un numero minimo di collegamenti.


La proclamazione dello sciopero è legata a rivendicazioni sindacali che riguardano condizioni contrattuali, organizzazione del lavoro e rinnovo dei contratti collettivi. Le sigle coinvolte chiedono interventi su retribuzioni, turnazioni e carichi di lavoro, in un contesto in cui il settore dei trasporti ha affrontato negli ultimi anni profonde trasformazioni legate alla ripresa post-pandemica e alla riorganizzazione dei servizi. Le trattative tra sindacati e aziende restano aperte, ma la mobilitazione rappresenta un segnale di tensione ancora irrisolta.


Per i passeggeri, le compagnie aeree e ferroviarie hanno previsto misure di tutela, tra cui la possibilità di ottenere rimborsi o di riprogrammare il viaggio senza penali. In ambito ferroviario, chi decide di rinunciare al viaggio può richiedere la restituzione dell’importo del biglietto secondo le modalità stabilite dai singoli operatori. Nel trasporto aereo, i diritti dei passeggeri sono regolati da norme europee che prevedono assistenza e compensazioni in caso di cancellazione o ritardo significativo, salvo circostanze straordinarie.


Le autorità competenti monitorano l’andamento della mobilitazione per garantire il rispetto delle fasce garantite e limitare l’impatto sui servizi essenziali. Lo sciopero si inserisce in una fase delicata per il settore dei trasporti, caratterizzata da una domanda in crescita e da investimenti in infrastrutture e digitalizzazione. La continuità del servizio resta un elemento cruciale per cittadini e imprese, soprattutto in periodi di intensa mobilità.


Le tre giornate di stop mettono dunque alla prova l’organizzazione del sistema dei trasporti, con effetti che potrebbero estendersi oltre le date previste in caso di riprogrammazioni e accumulo di disservizi. Le fasce garantite e le procedure di rimborso rappresentano strumenti fondamentali per tutelare gli utenti, mentre prosegue il confronto tra le parti sociali su condizioni di lavoro e prospettive di sviluppo del comparto.

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