Tesla vale dodici volte BYD nonostante venda meno
- Luca Baj

- 4 gen
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Il divario tra numeri industriali e valutazioni di Borsa continua a premiare il gruppo di Elon Musk
È passato poco tempo dall’approvazione del piano di remunerazione record per Elon Musk, ma il contesto in cui quella decisione è maturata appare già mutato. Gli azionisti di Tesla avevano dato il via libera a un pacchetto retributivo fondato sull’ipotesi che il gruppo possa raggiungere nei prossimi anni una capitalizzazione di dimensioni mai viste, ben superiore agli attuali livelli. La scelta era stata accompagnata da una presa di posizione netta del fondatore, che aveva legato la propria permanenza alla guida dell’azienda all’esito del voto assembleare.
A distanza di poche settimane sono arrivati i dati sulle vendite globali di auto elettriche, che hanno ridefinito i rapporti di forza industriali nel settore. Nel 2025 il gruppo cinese BYD ha superato Tesla in termini di ricavi, attestandosi intorno ai 120 miliardi di dollari contro i circa 95 miliardi del produttore statunitense. Un sorpasso che certifica la leadership commerciale e produttiva della società asiatica, ma che non ha trovato un riflesso analogo nelle valutazioni di mercato.
La capitalizzazione di BYD resta ancorata a parametri tipici di una grande azienda manifatturiera, con multipli contenuti sia rispetto alle vendite sia agli utili. Tesla, al contrario, continua a essere valutata come un gruppo tecnologico ad altissimo potenziale, con rapporti tra valore di Borsa e fondamentali che non trovano riscontri nel comparto automobilistico tradizionale. Il risultato è un divario che porta il gruppo di Musk a valere oltre dodici volte il principale concorrente, pur avendo dimensioni industriali inferiori.
Alla base di questa fiducia c’è la scommessa sui business futuri. Gli investitori guardano allo sviluppo dei robotaxi, alla guida autonoma, all’intelligenza artificiale applicata ai veicoli e ai progetti di robotica come fattori in grado di trasformare radicalmente il profilo dell’azienda. Anche le difficoltà contingenti, come il venir meno degli incentivi fiscali negli Stati Uniti, vengono lette come elementi temporanei in un percorso di crescita di lungo periodo.
Il confronto con BYD evidenzia così due narrazioni opposte. Da un lato una società percepita come solida, redditizia e pienamente inserita nella logica industriale. Dall’altro un gruppo che il mercato continua a interpretare come una piattaforma tecnologica, capace di aprire nuovi mercati e ridefinire quelli esistenti. Se questa visione dovesse rivelarsi eccessivamente ottimistica, l’allineamento ai multipli tipici del settore automobilistico ridurrebbe drasticamente il valore attribuito a Tesla, con effetti rilevanti per azionisti e management.




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