Terremoti e intelligenza artificiale: 94 milioni per il monitoraggio e la sicurezza delle infrastrutture italiane
- piscitellidaniel
- 13 mag
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In un Paese come l’Italia, esposto a rischio sismico elevato in ampie aree del territorio, la prevenzione rappresenta l’unico strumento efficace per ridurre le perdite umane, sociali ed economiche legate ai terremoti. In questa direzione si inserisce un imponente piano di investimento da 94 milioni di euro, destinato allo sviluppo di tecnologie avanzate basate sull’intelligenza artificiale, finalizzate al monitoraggio continuo delle infrastrutture strategiche, alla previsione dei comportamenti strutturali e alla gestione rapida delle emergenze.
Il programma nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento della Protezione Civile, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, diverse università italiane e numerosi enti territoriali, e rappresenta uno dei più ambiziosi progetti europei di messa in sicurezza strutturale basato su reti neurali, sensori intelligenti, analisi predittive e modelli digitali tridimensionali.
Il cuore dell’iniziativa è rappresentato dall’integrazione di strumenti di intelligenza artificiale con reti sensoristiche distribuite, in grado di monitorare ponti, viadotti, dighe, scuole, ospedali e edifici pubblici con una precisione e una tempestività senza precedenti. I sensori installati, attraverso connessioni in tempo reale, inviano dati continui su micro-vibrazioni, spostamenti millimetrici, variazioni di temperatura e umidità, segnali acustici interni alle strutture, tutti parametri che, elaborati da algoritmi di machine learning, permettono di anticipare il degrado, segnalare anomalie e attivare meccanismi di allerta immediati.
Uno degli aspetti più innovativi del piano è l’uso dei cosiddetti “digital twin”, gemelli digitali delle infrastrutture reali. Si tratta di repliche virtuali tridimensionali costantemente aggiornate attraverso i dati acquisiti dai sensori. Questi modelli digitali consentono simulazioni dinamiche in base a diversi scenari sismici, climatici o antropici, permettendo così alle autorità di progettare interventi mirati e di pianificare strategie di gestione delle emergenze anche in assenza di un evento imminente.
Parallelamente, l’intelligenza artificiale viene impiegata nella previsione sismica su scala regionale, attraverso il monitoraggio continuo delle micro-scosse, dei segnali elettromagnetici e di altre anomalie geofisiche. Nonostante l’impossibilità, ad oggi, di prevedere in modo deterministico il momento esatto di un terremoto, l’analisi di grandi moli di dati storici e attuali da parte di sistemi di deep learning sta portando risultati promettenti in termini di “early warning”, ossia la capacità di emettere allerte con qualche secondo o minuto di anticipo, preziosi per l’attivazione di sistemi automatici di chiusura, evacuazione o messa in sicurezza.
Il finanziamento complessivo, pari a 94 milioni di euro, è suddiviso in una pluralità di interventi. Parte delle risorse è destinata all’installazione di oltre 10.000 nuovi sensori intelligenti su tutto il territorio nazionale. Altri fondi finanziano la creazione di una piattaforma centralizzata per la raccolta e l’elaborazione dei dati, ospitata presso l’INGV e dotata di una potenza di calcolo paragonabile a quella dei principali centri meteo europei. È inoltre previsto il potenziamento della formazione del personale tecnico degli enti locali e la realizzazione di poli di ricerca sull’ingegneria sismica con sede a Napoli, Bologna e Cosenza.
Tra i primi esempi di applicazione concreta del progetto vi sono il monitoraggio integrato di tutta la rete viaria dell’Umbria e della Basilicata, due regioni considerate ad alta vulnerabilità, e l’analisi preventiva degli edifici scolastici di Roma e della provincia di Catania. In entrambi i casi, l’obiettivo è quello di fornire ai sindaci e ai dirigenti scolastici strumenti di supporto alle decisioni, capaci di indicare in tempo reale lo stato di sicurezza di ogni singolo edificio.
Accanto all’impatto tecnologico, il programma mira anche a generare una ricaduta occupazionale e scientifica. Sono previsti circa 1.200 nuovi profili professionali specializzati in IA e ingegneria strutturale entro il 2027. Inoltre, le collaborazioni con il Politecnico di Milano, l’Università di Padova e il CNR contribuiranno a produrre nuove pubblicazioni scientifiche, brevetti e spin-off industriali, con un effetto positivo anche sulla competitività del sistema produttivo nazionale.
L’ambizione di fondo è trasformare l’Italia in un laboratorio europeo della prevenzione sismica intelligente. In un contesto in cui i cambiamenti climatici, l’usura infrastrutturale e la fragilità del territorio pongono sfide sempre più complesse, investire in soluzioni integrate e predittive rappresenta una scelta strategica fondamentale per tutelare la sicurezza delle persone, la continuità dei servizi pubblici e la resilienza dei territori.

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