Taiwan, 14 morti e 214 dispersi dopo il passaggio del super tifone Ragasa
- piscitellidaniel
- 24 set
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Il super tifone Ragasa ha colpito con violenza Taiwan, lasciando dietro di sé una scia di devastazione che ha provocato almeno 14 morti accertati e 214 dispersi. L’isola, abituata a fronteggiare fenomeni meteorologici estremi, si trova ora a fare i conti con una delle peggiori catastrofi naturali degli ultimi anni, che ha messo a dura prova non solo le infrastrutture ma anche la capacità di risposta delle autorità.
Le piogge torrenziali e i venti che hanno superato i 200 chilometri orari hanno provocato frane, inondazioni e il crollo di numerosi edifici. Le autorità locali hanno disposto evacuazioni di massa nelle aree costiere e montane maggiormente esposte, ma la rapidità con cui il tifone ha intensificato la sua forza ha reso difficile prevenire l’impatto devastante. Le zone rurali sono quelle più colpite, con interi villaggi isolati dalle frane che hanno bloccato strade e interrotto le comunicazioni.
Le squadre di soccorso stanno operando senza sosta per ritrovare i dispersi, molti dei quali risultano intrappolati sotto le macerie o bloccati in aree difficili da raggiungere. L’esercito è stato mobilitato per supportare le operazioni, con l’impiego di elicotteri, veicoli blindati e imbarcazioni per trasportare aiuti e mettere in sicurezza i superstiti. Gli ospedali delle principali città, da Taipei a Kaohsiung, hanno registrato un afflusso continuo di feriti, costringendo le strutture sanitarie a operare oltre la propria capacità ordinaria.
Il bilancio provvisorio, che parla di 14 vittime e oltre duecento persone disperse, è destinato ad aggravarsi man mano che le ricerche avanzano. Le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza nazionale, invitando la popolazione a seguire le istruzioni di sicurezza e a collaborare con le operazioni di soccorso. L’elettricità è stata interrotta in numerose aree, mentre le reti idriche e di telecomunicazione risultano gravemente danneggiate.
Le infrastrutture di trasporto hanno subito danni ingenti. L’aeroporto internazionale di Taoyuan è rimasto chiuso per diverse ore a causa delle forti raffiche di vento che hanno reso impossibile il traffico aereo, mentre la rete ferroviaria ha registrato guasti e interruzioni. Numerose autostrade e ponti sono stati dichiarati inagibili, complicando ulteriormente le operazioni di soccorso e la distribuzione di aiuti.
Il settore agricolo, pilastro dell’economia locale in molte aree rurali, è stato messo in ginocchio. Risaie, frutteti e coltivazioni di tè sono stati devastati, con perdite stimate già nell’ordine di centinaia di milioni di dollari. Anche la pesca ha subito un duro colpo, con numerose imbarcazioni affondate o distrutte nei porti colpiti dalla furia del mare.
La comunità internazionale ha espresso solidarietà a Taiwan, con diversi Paesi pronti a inviare squadre di soccorso e aiuti umanitari. Stati Uniti, Giappone e Unione europea hanno già offerto assistenza logistica e risorse finanziarie per fronteggiare l’emergenza. Le Nazioni Unite hanno lanciato un appello alla comunità globale affinché sostenga le operazioni di salvataggio e la ricostruzione.
Il presidente di Taiwan ha visitato le aree colpite, promettendo che il governo non lascerà soli i cittadini e che saranno messi a disposizione fondi straordinari per la ricostruzione. L’impegno immediato è quello di garantire rifugi temporanei, cibo, acqua e assistenza sanitaria agli sfollati, stimati in decine di migliaia. Le autorità hanno inoltre annunciato che saranno stanziati sussidi per le famiglie delle vittime e per chi ha perso la propria abitazione.
Il tifone Ragasa riaccende il dibattito sugli effetti del cambiamento climatico e sulla crescente frequenza di fenomeni meteorologici estremi nella regione del Pacifico. Negli ultimi anni Taiwan ha affrontato più volte tifoni di grande intensità, ma l’episodio attuale si distingue per la rapidità con cui la tempesta ha raggiunto la sua massima potenza e per l’estensione dei danni provocati. Gli esperti sottolineano che il riscaldamento degli oceani fornisce energia supplementare a questi cicloni, rendendoli più distruttivi e difficili da prevedere.
L’isola, pur dotata di sistemi avanzati di monitoraggio e di piani di evacuazione consolidati, si trova di fronte a una sfida sempre più complessa. L’urgenza di rafforzare le infrastrutture, potenziare le difese costiere e migliorare la resilienza delle comunità locali appare evidente. Le immagini provenienti dalle aree colpite mostrano città allagate, campi devastati e comunità intere costrette a lasciare le proprie case, testimonianza diretta della vulnerabilità di un territorio esposto ciclicamente a questi eventi estremi.
Il tifone Ragasa resterà impresso nella memoria collettiva come una delle tempeste più devastanti degli ultimi anni a Taiwan. Le operazioni di soccorso continuano, ma la strada verso il ritorno alla normalità sarà lunga e complessa, con ferite profonde per la popolazione e per l’economia dell’isola.

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