Stati Uniti: la Fed rallenta, ma l’economia resta solida
- Giuseppe Politi

- 29 set
- Tempo di lettura: 2 min
L’economia statunitense continua a dimostrare una resilienza sorprendente. Nonostante il ciclo di rialzi dei tassi d’interesse avviato dalla Federal Reserve nel 2022, la crescita del PIL si mantiene sopra il 2%, sostenuta dalla forza del mercato del lavoro e da un’espansione dei consumi che non accenna a rallentare. Tuttavia, gli analisti osservano i primi segnali di rallentamento nel credito al consumo e nel settore immobiliare, tradizionali indicatori anticipatori di un raffreddamento del ciclo economico.
La Fed, guidata da Jerome Powell, ha adottato un approccio attendista: il tasso sui Fed Funds rimane compreso tra il 5,25% e il 5,50%, con una possibile riduzione solo nella seconda metà del 2026. L’obiettivo è garantire che l’inflazione, oggi al 2,8%, converga stabilmente verso il target del 2%. Tuttavia, la banca centrale deve muoversi con cautela: un taglio prematuro dei tassi potrebbe alimentare nuovi squilibri finanziari, mentre un eccesso di rigidità rischierebbe di soffocare la crescita.
Sul piano politico, la campagna elettorale per le presidenziali del 2026 aggiunge incertezza. Il dibattito si concentra sulla sostenibilità del debito federale, ormai oltre i 35.000 miliardi di dollari, e sulla necessità di riformare il sistema fiscale. Le grandi corporation statunitensi, in particolare nei settori tecnologico e manifatturiero, mantengono margini di profitto elevati, ma le piccole imprese segnalano un calo di liquidità e un aumento dei costi operativi.
La Borsa di New York mostra un andamento laterale, con l’S&P 500 che oscilla intorno ai 5.100 punti e il Nasdaq che alterna sedute di euforia e correzione. Gli investitori internazionali guardano con attenzione alle mosse della Fed e ai dati sull’occupazione, che restano il principale indicatore di solidità del sistema. In questo contesto, i titoli obbligazionari tornano a essere appetibili: i Treasury a dieci anni rendono intorno al 4,2%, garantendo ritorni reali positivi.
Il 2025 si chiude con un’America in bilico tra crescita e prudenza: un modello economico ancora vitale, ma che dovrà adattarsi a un mondo meno tollerante verso l’eccesso di debito e più attento agli equilibri monetari globali.




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