Stallo nella Nomina del Capo del DAP: Tre Mesi di Vuoto al Vertice dell'Amministrazione Penitenziaria
- piscitellidaniel
- 1 apr
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Da oltre tre mesi, il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (DAP) è privo di una guida stabile, una situazione che sta sollevando preoccupazioni tra gli addetti ai lavori e le forze politiche. Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha assicurato che la questione sarà risolta a breve, ma le tensioni interne e le dinamiche politiche stanno complicando il processo di nomina.
Dimissioni di Giovanni Russo e Reggenza di Lina Di Domenico
Alla fine di dicembre 2024, Giovanni Russo ha rassegnato le dimissioni dalla carica di capo del DAP, aprendo la strada a un avvicendamento ai vertici dell'amministrazione penitenziaria. In seguito alle sue dimissioni, la vicecapo Lina Di Domenico ha assunto la reggenza del Dipartimento, garantendo la continuità operativa nell'attesa di una nomina ufficiale. Tuttavia, trascorsi tre mesi, la situazione rimane in stallo, con Di Domenico ancora in una posizione temporanea.
Tensioni Istituzionali e Ruolo del Sottosegretario Delmastro
La proposta di nominare Lina Di Domenico come capo effettivo del DAP ha generato tensioni istituzionali, in particolare con il Quirinale. Secondo fonti ministeriali, la notizia della possibile nomina è trapelata prima di una comunicazione ufficiale al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale ha la prerogativa formale di approvare tali nomine. Questa mancanza di coordinamento ha causato irritazione negli ambienti della Presidenza, complicando ulteriormente il processo.
Un ruolo significativo in questa vicenda è attribuito al sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, che avrebbe sostenuto attivamente la candidatura di Di Domenico. Delmastro, già al centro di polemiche per altre vicende, è stato accusato di esercitare pressioni indebite per influenzare la nomina, alimentando divisioni all'interno della maggioranza di governo e rallentando il processo decisionale.
Reazioni Politiche e Sindacali
La prolungata vacanza al vertice del DAP ha suscitato critiche da parte delle opposizioni e dei sindacati della Polizia Penitenziaria. Questi ultimi denunciano una grave disattenzione del Ministero della Giustizia verso la realtà carceraria, evidenziando problemi come il sovraffollamento, l'inadeguatezza delle strutture e l'alto numero di suicidi tra i detenuti. La mancanza di una leadership stabile al DAP è vista come un ulteriore segnale di inefficienza nella gestione del sistema penitenziario.
Possibili Sviluppi e Nomine Alternative
Di fronte all'impasse attuale, emergono ipotesi alternative per la guida del DAP. Tra i nomi considerati vi è quello di Sebastiano Ardita, procuratore aggiunto a Catania, noto per la sua esperienza nel contrasto alla criminalità organizzata e per la profonda conoscenza del sistema penitenziario. Tuttavia, al momento, non vi sono conferme ufficiali su eventuali nuove candidature, e il processo di nomina rimane bloccato.
Contesto e Implicazioni per il Sistema Penitenziario
La vacanza prolungata al vertice del DAP si inserisce in un contesto di crescente emergenza nel sistema carcerario italiano. Problemi cronici come il sovraffollamento, le condizioni di detenzione e la sicurezza degli istituti penitenziari richiedono una leadership forte e decisioni tempestive. La mancanza di una guida stabile al DAP rischia di aggravare ulteriormente queste criticità, compromettendo gli sforzi per una riforma efficace del sistema.

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